Il Movimento dei Forconi Siciliani nasce sulle strade, comunica soprattutto con la Parola e si identifica nell’antica “Bannera” della Nazione Siciliana che sventola ovunque.
E’ un movimento di c/oralità: radicato in particolare nella crisi dell’Orange Belt della Sicilia Orientale, si è poi diffuso, in silenzio, quasi in forma di stato d’animo, in ampi settori sociali. E’ “campagna che accerchia le città”, avrebbe detto Mao, che di queste cose se ne intendeva. E oggi non è difficile incontrare alle assemblee e sulle strade anche medici e avvocati, scrittori e videomaker…che si dichiarino apertamente “Forconi”. Il blocco dell’ascensore sociale e l’implosione dei ceti medi urbani faranno il resto.
L’analogia coi Fasci siciliani di fine Ottocento è di tutta evidenza, cosiccome non sfugge alle rare analisi serie la sua collocazione nell’imponente crisi di ristrutturazione geopolitica che sta spazzando il Mediterraneo: riportandolo indietro di 50 anni, con l’aborto delle “Primavere” e col golpe-guerra imperialista che ha devastato la Jamahiryia libica, l’unico paese in ascesa dell’intero Mare Nostrum, unica speranza dell’intera Africa: Muammar Gheddafi, in pace con tutti, era a un passo dal realizzare il sogno di una vita, la creazione della moneta aurea africana…E la Sicilia , Piattaforma di Morte, ha visto decollare gli aerei carichi di bombe criminali, ed ha visto migliaia di profughi spiaggiarsi sulle coste dell’Isola.
Le menzogne dello Spettacolo neocoloniale che imprigiona la Nazione dei Siciliani, rinnovate nell’orgia di regime del 150° della falsa “Unità”, sono ormai, grazie al web, contrastate da decine di studiosi e militanti indipendentisti, che peraltro costituiscono una delle componenti più vivaci del Movimento dei Forconi.
La Sicilia profonda, quella che non crede alla spazzatura di tv e giornali, lo ha ben chiaro. Né si può riporre alcuna fiducia in classi dirigenti che non dirigono ormai un bel nulla. E con un saccheggio fiscale e contributivo –pianificato da Riscossione Sicilia S.p.A. una controllata della stessa Regione!- che sta devastando gli ultimi comparti produttivi, non ci vuole molto a dire: “Non abbiamo niente da perdere, solo le nostre catene esattoriali! Avanti coi Forconi!”.
Dopo le 5 Giornate di Gennaio –(che hanno messo a nudo la Realtà siciliana:  annunciando una più ampia Secessione sociale, scatenando la reazione isterica di Confindustria e burocrazie sindacali, ormai allo sbando e alleati anche in piazza!, una reazione da “partito dell’ordine neocoloniale” amplificata da una stampa servile vera cinghia di trasmissione del parassitismo neocoloniale)- il movimento dei Forconi, che è parte della coalizione Forza d’Urto (con autotrasportatori e marinerie), è riuscito a coinvolgere decine di Consigli Comunali e, soprattutto, è riuscito a riempire decine di piazze e sale in tutta l’Isola, raccogliendo adesioni e consenso. Il 6 marzo sfilerà compatto sulle vie di Palermo. Forza d’Urto assedierà il “Palazzo”. Prove tecniche…Sarà solo un passaggio. La grande madre di tutte le battaglie è quella contro il saccheggio energetico e fiscale dell’Isola.
Il Popolo siciliano è solo: senza partiti, senza sindacati, senza chiese, senza massmedia…che ne rivendichino il Diritto sacrosanto alla Vita civile e all’Indipendenza. Solo e senza Futuro.
La solitudine dei “Senza Futuro” può riconoscersi solo sulle strade, e solo sulle strade si inventa una Lingua dell’Indipendenza fondata sul Lavoro, sulla Socializzazione della Conoscenza e delle Forze produttive, sull’Internazionalismo solidale. Per alzare uno sguardo maturo sulle cose della Vita e del Mondo.
A seguire un nostro testo diffuso durante la Rivolta di Gennaio.
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Ribellarsi è giusto! Avanti coi Forconi! Sulle strade!
Diamo a Cesare quel che è di Cesare (anche due coltellate alla schiena). Ma Equitalia non c’entra niente. La Serit , agenzia usuraia di riscossione paramafiosa, è una controllata al 100% dalla Riscossione Sicilia S.p.A. che è a sua volta partecipata al 60% dalla Regione Siciliana e al 40% dalla Agenzia delle Entrate. E sorge un dubbio: i  nostri presunti “debiti privati” –gravati da interessi usurai e comunicati con una pioggia di “pacchi-bomba”- finiranno cartolarizzati e riciclati in sciacallesche e miopi operazioni di “levering” nel tentativo di tappare i buchi nella Palude senza fondo di una “Regione” che si erge come un Mostro contro le residue forze vive della Società siciliana?.
Il Silenzio è assordante. I Vampiri sono a casa nostra, e stanno distruggendo migliaia di imprese e famiglie già “cafuddhate” dalle Banche coloniali e dai livelli complessivi di pressione fiscale e previdenziale più alti del Mondo: a pieno regime 85%!!! (dati MF-Milano Finanza/Istituto Terra e LiberAzione).
Non è un caso se, negli ultimi 15 anni, quasi un milione di giovani siciliani hanno dovuto lasciare la loro Terra in cerca di lavoro e di Vita per le strade del Mondo. La terza ondata emigratoria in un secolo: forse la peggiore. Da notare che la Sicilia e il Sud della Penisola –insieme alla Grecia- sono le uniche aree UE del tutto prive di qualunque forma di Reddito Minimo Garantito: una assenza pianificata, nei decenni, dal colonialismo tosco-padano, con risvolti chiaramente “razzisti”, che ha aperto la via a un sistema clientelare che ha fatto a pezzi diritti civili e competenze preziose ingrassando a dismisura la cosiddetta “Pubblica Amministrazione”, la cui spesa corrente è ormai la prima causa del Debito Pubblico. Altro che più tasse uguale più servizi: forse più servizi…segreti!. Senza Moneta Sociale non se ne esce. E’ finito il “compromesso moderato” che ha retto la baracca negli ultimi 50 anni. I nodi sono già al pettine, anzi al collo. Ne riparleremo.
Sosteniamo ogni rivolta dei “Senza Futuro”. A partire da quella “corporativa” degli autotrasportatori e dei pescatori che rivendicano giustamente la defiscalizzazione dei carburanti, senza la quale perderemmo, con la competitività, anche l’ortofrutta e il pesce fresco…e ci ridurremmo a mangiare schifezze surgelate con l’ammoniaca: altro che “turismo di qualità”!… Tutto si tiene, è Scienza Econometrica. Ma guardiamo avanti.
Interi ceti sociali e settori produttivi vengono ovunque spazzati via dalla più imponente ristrutturazione geo-economica dell’intera Storia umana.
L’epoca dell’Imperialismo multipolare e delle sue guerre -commerciali, monetarie, militari- impone intelligenza e coraggio. Tantopiù che in Sicilia a essere spazzata via è anche una intera nuova Generazione, a partire dalle sue componenti più colte e qualificate!. Già ventanni fa l’abbiamo intuita e definita “una selezione genetica al contrario” (Terra e LiberAzione, 1991).
Vista con gli occhi critici del Mondo, la Sicilia , quest’Isola senza Mare i cui porti sembrano “gebbie”, non è più solo la “patria della mafia”, quanto una piattaforma militare di morte. E’ moralmente urgente rivendicare, in linea di principio, la smilitarizzazione della Sicilia, ridotta oggi a piattaforma dell’Imperialismo criminale e scialuppa di profughi provenienti dalle Terre rapinate dallo stesso Imperialismo multipolare che opprime il Popolo siciliano.
I Vampiri sono a casa nostra. Capirlo è fondamentale. Una qualunque Hillary Clinton comanda in Sicily più della nostra intera “classe politica”: peraltro composta in prevalenza da ascari, parassiti e buffoni, comunque espressione di una società confusa, infantilizzata e idiotizzata da almeno 150 anni di Spettacolo neocoloniale e di narcopastorali diaboliche pianificate dalla Vaticano S.p.A., che hanno trasformato le Diocesi in Aziende e i Vescovi in Amministratori Delegati. Amara la mànnira c’havi picuraru amicu di li lupi.
Il popolo siciliano è solo: senza partiti, senza sindacati, senza chiese, senza massmedia…che ne rivendichino il Diritto sacrosanto alla Vita civile e all’Indipendenza. Semu suli e senza Futuro.
La solitudine dei “Senza Futuro” deve incontrarsi sulle strade ed inventarsi una Lingua dell’Indipendenza fondata sul Lavoro, sulla Socializzazione della Conoscenza e delle Forze produttive, sull’Internazionalismo solidale. Per alzare uno sguardo maturo sulle cose della Vita e del Mondo.
Che è, per esempio, la Lingua della Sovranità agro-energetica che può essere conquistata in soli 5 anni attraverso una vera rivoluzione del paesaggio agrario incentrata sulla razionalizzazione fondiaria e sulla diffusione capillare delle serre fotovoltaiche a coltura idroponica. Cibo ed Energia puliti e in buona quantità sono la base di tutto. Altro che carnevale dei “fondi europei”: ci tolgono 100, a tutti, per restituirci 25, a pochi, dicendoci anche cosa ci dobbiamo (non)fare!. Trasfusioni di sangue infetto che, comunque, finiranno presto: l’imminente riforma della P.A.C. (Politica Agricola Comunitaria) imporrà tra l’altro la perequazione delle colture mediterranee (uliveto, agrumeto ecc.) alla steppa e alla tundra nordiche, con tetto massimo di “sostegno integrativo” fissato a 350 euro a ettaro. E’ la fine di un modello, e ci stiamo arrivando nel modo peggiore. Nell’ignoranza e nei debiti.
Ma l’alternativa non può essere il latifondo tecnologico-parassitario che coniuga sfruttamento di giovani immigrati e mega-pale eoliche devastanti attraverso le quali un pugno di multinazionali ci rubano anche il vento. Anche l’aria.
La stessa aria che ci hanno avvelenato quei poli petrolchimici che devono essere gradualmente smantellati e riconvertiti in luoghi di Vita e di Cultura. Tanto le tasse, in Sicilia, alla faccia nostra e dello Statuto siciliano e della Costituzione repubblicana, non ce le pagheranno mai e i Tribunali neocoloniali non li condanneranno mai per l’etnocidio silenzioso in corso da mezzo secolo. Il colonizzato non è un “cittadino”, il colonizzato non è neanche un essere umano.
Guardiamo avanti. Cibo ed Energia puliti il cui surplus va concentrato in primo luogo nella costruzione di una nuova Scuola siciliana, pubblica e gratuita, che formi veramente, su basi scientifiche, l’intelligenza di un Popolo. Si può fare.
Cosiccome si possono costruire, relazionandosi con intelligenza sul mercato finanziario asiatico, non solo un grande hub aeroportuale, ma sopratutto una rete di comunicazioni che unifichi il sistema-Sicilia e lo apra attivamente al Mondo. E se la “serra fotovoltaica idroponica” è il volàno della sovranità agro-energetica, la costruzione di una rete ferroviaria TAV è la chiave della nostra unificazione infrastrutturale e del nostro decollo economico indipendente.
La Storia delle nostre (non)ferrovie può insegnarci qualcosa. Eccone una nostra sintesi.
 
La prima vera speculazione finanziaria dell’Italia Sabauda “Una e Indivisibile”, subito dopo il 1860, fu quella ferroviaria.
Distrutta la nascente industria ferroviaria delle Due Sicilie, e svuotate le casseforti delle nostre Banche, le cosche tosco-padane che trovano sintesi nella “Società Vittorio Emanuele”, sostenute dalla Banca Lafitte di Parigi, e, in seguito, i salotti d’intrallazzo del Lombardo-Veneto che investono nella rete Sudbahn col sostegno dei Rotschild di Parigi e la garanzia del Re savojardo, avviano lo sviluppo della Rete ferrata “padana”.
 
Il promettente sviluppo ferroviario nelle ex-Due Sicilie viene stroncato brutalmente e poi rilanciato in forma neocoloniale:
1-in funzione militare: per favorire l’invio di truppe d’occupazione (oltre 120.000 soldati “piemontesi” nel solo primo decennio).
in seguito:
2-per favorire l’emigrazione di milioni di giovani “terroni” sui “Treni del Sole”.
e infine:
3-per velocizzare la colonizzazione commerciale nordista della Sicilia e del Meridione.
 
Oggi, nell’epoca del volo aereo a costo d’autobus e della guerra che uccide asettica e vigliacca dai droni telepilotati da remoto, non ne hanno più bisogno.
Va da sé, Noi Siciliani non abbiamo mai avuto una vera Rete ferroviaria siciliana. E’ quasi tutto un albero di ramisecchi, fuorimercato. Risultato, anche, di precise scelte di “sbaraccamento”, cinicamente programmate e graduate, con accelerazione negli ultimi 17 anni, dai vertici di FFSS e RFI, come viene rilevato in un recente documento della UIL-Trasporti di Messina.
 
L’Istituto “Terra e LiberAzione”, nucleo strategico dell’Indipendentismo siciliano, sostiene da decenni la necessità di sviluppare una vera Rete Ferroviaria Siciliana, che, sul piano delle infrastrutture intermodali, è il principale volàno, economico e culturale, per unire i Siciliani e collegarli in positivo al Mondo.
Una linea TAV siciliana, di modello tedesco o cinese, che costerebbe meno di quel “Ponte” inutile e tardottocentesco, improbabile e patetico.
Una Linea TAV: Messina-Catania/Fontanarossa-Palermo/Punta Raisi, con le relative “bretelle”, collegherebbe l’intero Sistema-Sicilia, inclusi gli aeroporti, da nodo a nodo, in meno di un’ora. Una Rivoluzione.
E dire che non abbiamo mancu n’autobus regolare per salire sull’Etna!. Ma quale “Turismo”, se perfino le magnifiche trazzere delle antiche Terre dei Siculi sono abbandonate a sè stesse, mentre ci costringono a comprare le loro auto, più o meno MAFIAT, e a pagare il triplo la “NOSTRA” benzina, sulla quale ci truffano, annualmente, 9 miliardi di accise incamerate a Roma e un miliardo di tasse stornate a Milano…
 TAV. Treni ad Alta Velocità: oltre 350 kilometri orari (ma viaggiano tranquillamente anche a 500).
Per esempio: Catania-Palermo è 30 minuti, non 5 ore, e mancu 3, e mancu 2…! E rifiutiamo qualunque ulteriore presa per il culo!. Alta Capacità e scemenze coloniali varie: sono balle!.
Del resto si può parlare dopo. Con chiunque: anche con Montezemolo, se serve.
Ma FFSS e RFI devono essere cacciati a pedate dalla Sicilia con Action Class di risarcimento danni. Il resto non ci interessa e non ci serve.
Solo la TAV intermodale è propedeutica al nostro Sviluppo culturalmente sensato ed economicamente utile. Sviluppo Intelligente. Ecco, questo è il “problema”: è Intelligente, e l’Intelligenza fa paura allo Spettacolo neocoloniale che ci imprigiona e alle legioni dei suoi ascari, sbirri, parassiti e mafiosi vari. E teatranti che fingono “proteste istituzionali” per rappattumare un pugno di voti in nome di un “sicilianismo” ambiguo e miope, senza trovare mai il coraggio di smarcarsi veramente da un sistema che ha la testa a Roma e il portafoglio a Milano.
Il futuro dei “Senza Futuro” cammina sulle strade e parla la Lingua dell’Indipendenza fondata sul Lavoro, sulla Socializzazione della Conoscenza e delle Forze produttive, sull’Internazionalismo solidale. La Lingua di chi sa alzare uno sguardo maturo sulle cose della Vita e del Mondo. Senza alibi. E’ Tempo di scelte e di responsabilità. Per esempio, nel rifiuto dell’elettoralismo e del terrorismo, è urgente aprire il cantiere di un inedito Sindacato Civile del Popolo Siciliano. Sarebbe un passo pratico decisivo. Una risposta positiva alla solitudine dei “Senza Futuro”. Avanti, coi Forconi!.
 
Mario Di Mauro-Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione”
cell. 392.9191156
www.terraeliberazione.wordpress.com

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