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Il leader dell’opposizione tunisina Shuqri Belaid -avvocato popolarissimo e raffinato intellettuale di cultura marxista-leninista è stato martirizzato a Tunisi mentre usciva di casa, con tre proiettili sparati da distanza ravvicinata.
La sua morte ha suscitato proteste in diverse città del Paese.
Il presidente Monsef Marzouqi ha denunciato il “crimine odioso volto a trascinare il popolo della Tunisia nelle violenze” e ha invocato “moderazione”.
Shuqri Belaid era segretario generale del Partito Democratico dei Patrioti, che ha aderito alla coalizione di sinistra del Fronte Popolare, che si oppone al governo.  “Questo è un atto criminale, un atto di terrorismo non solo contro Belaid ma contro tutta la Tunisia”, ha dichiarato il primo ministro Jebali, promettendo di fare tutto il possibile per trovare i responsabili. “Questa è una svolta seria”, ha aggiunto, invitando a “non cadere nella trappola criminale che cerca di far precipitare il Paese nel caos.”
Al-Nahda, il partito islamico moderato di maggioranza, ha denunciato “il crimine efferato per destabilizzare il Paese” e il suo leader Rashid Ghannouchi ha detto che i suoi autori “vogliono un bagno di sangue”. Davanti all’ospedale al-Nasr di Tunisi, dove si trovava il corpo di Belaid, centinaia di persone hanno marciato lanciando slogan contro la “setta anglo-qatariota”.
Una grande folla si era riunita davanti al ministero degli Interni sull’Habib Bourguiba Avenue, nella capitale. In altre parti del Paese, a Mezzouna, nei pressi di Sidi Bouzid, e a Gafsa, i manifestanti hanno incendiato e saccheggiato gli uffici di al-Nahda.
A Sidi Bouzid, Kasserine, Beja, Biserta… è rivolta popolare.
Hamma Hammami, leader del Fronte Popolare, ha accusato i “partiti politici che vogliono spingere il Paese nel caos. Il governo deve assumersi la responsabilità di questo crimine atroce dato che le minacce contro Shuqri ed altri non sono iniziate oggi”. Molti accusano la filo-governativa “Lega per la protezione della Rivoluzione” di orchestrare scontri o attacchi contro l’opposizione, e di aver ucciso nell’ottobre 2012, un altro oppositore a Nidaa Tunis.
@terraeliberazione
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