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La Sardegna è colpita da un nubifragio che ha causato 16 morti. Un paese in cui si muore per la pioggia, è un paese sviluppato? Dopo 150 anni di cosiddetto ‘sviluppo’ italico, si registra uno stato del territorio da contrada coloniale, sperduta ai confini del mondo. E il cemento selvaggio ha inasprito e non alleviato questa condizione. In Sardegna si è preferito sprecare risorse e territorio per accogliere il jetset mondiale, ovvero lo strato più superficiale, appariscente e improduttivo del sistema capitalistico, ne sono giunti solo malefici, dacchè i benefici andavano altrove, ad altri soggetti estranei alla Sardegna e al suo popolo. Nel 2013 si raccolgono i ‘frutti’ di questa politica incentrata sull’inquinamento fisico (Carbone, Alluminio e Poligoni) e psichico (Billionaire e altri loschi ricoveri), ma sempre e comunque a danno e dispetto della popolazione sarda. Il territorio quando non è stato massacrato è stato trascurato, e a proposito di Salto di Quirra e altri campi-giochi della NATO, nel tempo si è intrufolato anche qualche esperimento meteorologico per conto di committenti stranieri: Per dovere di cronaca: “Il “progetto pioggia” è nato nel 1985 per verificare la possibilità di impiegare la tecnologia israeliana già utilizzata dal 1960 in altre zone geografiche, anche mediterranee. La tecnica è stata implementata da TECNAGRO con l’impiego di numerosi scienziati italiani e stranieri. Tra il 1986 e il 1987 fu eseguito uno studio di fattibilità per verificare la possibilità di adattare il metodo israeliano alle particolari condizioni climatiche italiane. Nella seconda fase iniziò l’esperimento vero e proprio. Il progetto fu interrotto per motivi di finanziamento nel 1995 (proprio in coincindenza con il periodo in cui sono iniziate le operazioni di geoingegneria clandestina), ma i Radar e le analisi delle modificazioni delle nuvole mostrarono che effettivamente aumentarono periodicamente le precipitazioni. Considerando l’esperienza della TECNAGRO, WMO chiese loro di provvedere ad una programmazione tecnica di ingegnerizzazione della pioggia in Arabia Saudita.”
@terraeliberazione
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