1984-2014. IL CAMMINO DI “TERRAELIBERAZIONE”: TRENTANNI AL SERVIZIO DELLA VERITA’.

LA NOSTRA SICILIA, NEL MONDO CHE VOGLIAMO…

(…) La Costituzione Siciliana -lo Statuto di Autonomia della Regione Siciliana- scritta nel 1946 col sangue e i sacrifici del movimento indipendentista tra le macerie fumanti di una guerra mondiale; poi minata cinicamente da decenni di centralismo neocoloniale e di ascarismo isolano; è stata infine storicamente sepolta dall’imponente effetto domino provocato dal crollo del Muro di Berlino.
La Questione Siciliana, l’irrisolto e non prescritto problema dell’autodeterminazione del Popolo siciliano sulla propria Terra di appartenenza e di Vita, si conferma, in primis, Questione geopolitica determinata dalla oggettiva centralità strategica della nostra Isola-Nazione.
Se è la Sicilia, in ultima analisi, a “fare i Siciliani”, è chi controlla strategicamente l’Isola a determinarne identità e funzioni. Oggi siamo una colonia di Poteri Forti globali, economici e militari; e siamo “amministrati” in accomandita semplice da una casta di sciacalli locali, per conto di uno Stato commissariato e indebitato fino al collo che sta divorando il Lavoro Vivo di milioni di sudditi confusi e infelici. Dal punto di vista della “Sovranità Popolare” -cioè della Sovranità del Popolo Siciliano sul “suo” spazio aereo e le “sue” acque territoriali, sul “suo” suolo e il “suo” sottosuolo- peggio di così non potrebbe andare.
Con questa collocazione geostrategica dobbiamo reimparare a fare i conti, alzando uno sguardo siciliano e internazionalista sulle cose della Vita e del Mondo, tantopiù che il 30% del traffico commerciale del Pianeta passa dal “nostro” Mare, e se l’Orologio del Mondo, come sempre, cammina, è ormai l’Asia a scandirne il Tempo.
Per Noi Siciliani, oggettivamente, perfino l’Isola cinese di Hainan conta già più dello smog trafficante di Milano e delle cloache traffichine di Roma.
La secessione sociale è in atto: ci tagliano i treni? prendiamo l’aereo low cost!. Alitalia ci ha fatto pagare il pizzo per 50 anni: che fallisca!. E così via…
FFSS e RFI ci trattano come bantù? Cacciamoli!. Servono le Ferrovie Siciliane TAV per unire l’Isola e collegarla al Mondo sviluppando intermodalità e volumi.
Ponte?. Altro che Ponte dei Faraoni, una semplice Dogana ci vuole, in regime fiscale di Zona Franca Regolamentata!. Lo sosteniamo da decenni.
Le multinazionali petrolchimiche ci inquinano impunite e impunibili ed evadono impunite e impunibili le tasse che ci dovrebbero?. Blocchiamole da terra e da mare, hanno 3 giorni di…autonomia.
Cosa fanno? Ci scatenano contro lo Spettacolo neocoloniale con tutte le loro Tv e le loro squadre speciali d’assalto?. Ci siamo abituati.
Oppure ci fanno bombardare tutti dal mare?. Lo hanno già fatto, con tanto di embargo: fin dal 1860-66, quegli anglo-piemontesi che usarono nella corruzione e nel caos pianificati e poi buttarono nel cesso la falsa flag garibaldesca per tenersi la loro Mafia, nei secoli fedele: ruffiana e violenta coi Siciliani e bagascia sifilidica coi Poteri Forti di turno nonché comodo e sopravalutato alibi delle Antimaf professioniste e salottiere, perno nefasto della borghesia compradora isolana. Hic et nunc non possono rifarlo: qui e ora il Mondo c’è.
E così via…
Avete altre soluzioni?. Ce ne hanno lasciate?. Si, una c’è. Emigrare tutti: ma dove?. A Lampedusa?.
La Sicilia c’è da millenni, e il “Regno Millenario” dei Siculi, occultato dalla storiografia ufficiale, vi ha impresso un marchio indelebile: altro che “30 dominazioni”, come leggiamo ancora oggi su ignobili pubblicazioni sponsorizzate distrattamente perfino dalla stessa “Regione”, una Macchina irriformabile gestita de facto da una casta di sciacalli.
E se questa “Regione”, come Ente burocratico, è al capolinea, sia chiaro due volte che st’Italietta nata sgorbia e cresciuta a nostre spese non ci serve: non ci servono né prefetti di ferro, né commissari straordinari. Siamo noi che “serviamo” a Iddhi. Fratelli carissimi, abbiamo dato. E’ Logica, ci vorrà tempo, ma cammina da sola, sulle strade. Possono solo far travestire i nostri bambini da balilla per il 150° di una farsa…Guai ai vinti?.
Col simulacro dello Statuto del 1946 ci resta però una “Carta Morale”, un Fantasma protettivo, che leggittima -nella sua parte economica- una serie di rivendicazioni civili del Popolo Siciliano. Attuali più che mai, a dimostrazione della lungimiranza geniale dei Padri Costituenti.
In particolare, come sosteniamo da decenni, la rivendicazione della sovranità monetaria complementare, figlia del grande Avv. Guarino Amella, che tanto fece imbufalire il presidente della neonata Repubblica italiana Luigi Einaudi.
Mi riferisco, in sintesi, alla logica della parte economica dello Statuto, in particolare agli Articoli 40 e 41, che abbiamo vanamente cercato di spiegare in questi trentanni di cammino civile verso l’Isola che non c’è.

Ma chi era Guarino Amella, il Grande Avvocato del Popolo Siciliano?.

(1-segue)

Mario Di Mauro-www.terraeliberazione.wordpress.com

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