Riassunto delle puntate precedenti.
Tweet n°1: La “Costituzione Siciliana” -lo Statuto di Autonomia della Regione Siciliana- scritta nel 1946 col sangue e i sacrifici del movimento indipendentista tra le macerie fumanti di una guerra mondiale; poi minata cinicamente da decenni di centralismo romano e di ascarismo isolano; è stata infine storicamente sepolta dall’imponente effetto domino provocato dal crollo del Muro di Berlino.
Tweet n°2: Ne resta, però, col simulacro, una “Carta Morale”, un Fantasma protettivo, che legittima -nella sua parte economica- una serie di rivendicazioni civili del Popolo Siciliano. Attuali più che mai, a dimostrazione della lungimiranza geniale dei Padri Costituenti. In particolare la rivendicazione della sovranità monetaria complementare, figlia del grande Avv. Guarino Amella, uno che guardava lontano…
Tweet n°3: Mi riferisco, in sintesi, alla logica della parte economica dello Statuto, il Titolo Quinto, in particolare all’Articolo 41, -senza bis né concorsi esterni– che, in un formidabile tweet, sancisce che “Il Governo della Regione Siciliana ha facoltà di emettere prestiti interni”. Significa molte cose, inclusa la possibilità di battere moneta, come notò inorridito Luigi Einaudi, fine economista e presidente della neonata Repubblica italiana, che, a modo suo, guardava lontano…
Tweet n°4: Occorre ricostruire una capacità culturale e tecnico-civile che ci permetta di alzare uno sguardo siciliano, critico e solidale, sulle cose della Vita e del Mondo… La capacità di guardare lontano. Ma come?. E chi?.
Tweet. n°5. Se, nella lunga durata, è la Sicilia a fare i Siciliani, nell’immediato è chi ne controlla la Memoria, nonchè le acque territoriali e lo spazio aereo, a farsene quel che vuole: Colonia militare strategica, questa Sicilia Ostaggio è come Giona nel ventre della Bestia: Centri di spionaggio sui flussi comunicativi intercontinentali (Palermo, Mazara e Catania), Basi aeronavali e Porti sotterranei per sommergibili nucleari (Catania, Augusta)… E poi, habemus M.U.O.S.!. Non ci fanno mancare niente… tranne la nostra Sovranità.
Ma cosa è “Sovranità”?. Il principio di Sovranità esiste da quando esiste la Società umana: credo, del tutto, dalla formazione delle Grandi Tribù come federazioni di Clan familiari.

La Pace di Westfalia -1648- nel cuius regio eius religio – nella negazione del Valore delle differenze, incardina il concetto stesso di Stato-Nazione “moderno”, che, perfezionato dalla Rivoluzione permanente in Francia 150 anni dopo, e fissato nel Codice napoleonico,  verrà esportato, più o meno maldestramente, nel Nuovo Mondo e infine nell’Africa e nell’Oriente della “decolonizzazione”, coi disastri che agiscono nel nostro Presente, che è solo un Passato che non passa.
La Sovranità si identifica, sciaguratamente, nella forma “Stato-Nazione”, che “unifica”, schiacciandoli sotto un rullo compressore, Popoli e Storie: la Realtà, la sua costituzione materiale, da circa mezzo millennio, viene tendenzialmente imprigionata da una costituzione formale, non priva di tratti progressivi nella sua parabola ascendente, ma tanto rigida quanto ormai del tutto inutile. Questi Stati-Nazione sono troppo piccoli (e contraddittori) per contare in sé qualcosa su scala globale, e troppo grandi (e burocratizzati) per funzionare nell’interesse della vita quotidiana dei loro cittadini.
Il principio di Sovranità esiste da quando esiste la Società umana.
Senza andare troppo lontani, col rischio di perderci nelle nebbie del Mito, oltre 4.300 anni fa Sargon di Accad costruisce in Mesopotamia uno Stato sovrano, una costruzione politica che tiene una sua contabilità regolare. Ecco, la capacità di amministrare e pianificare sulla base di una contabilità regolare; questo tratto specifico credo fissi un carattere fondante della Sovranità statuale “moderna”: più dei grandi Palazzi e delle grandi opere idrauliche, più dei fasti di corte, dei riti religiosi e delle osservazioni astronomiche sintetizzate in Calendario –altra contabilità regolare!-, più degli eserciti in marcia –anch’essi prodotto della contabilità regolare!. La capacità di amministrare e pianificare sulla base di una contabilità regolare è la matrice della Sovranità statuale. Al di là delle forme politiche e dei regimi istituzionali.
Il principio di Sovranità esiste da quando esiste la Società umana. Il Rhesòs, Re dei Siculi, è rex e augur, incarna dunque la Sovranità come Sacerdozio.(S.Mazzarino). Questo modello siculo, poi assimilato nella Roma arcaica, attraversa i millenni fino ai nostri giorni: il Pontifex, il Papa, è l’ultimo erede del Rhesòs siculo. Assai più, dunque, di un “relitto” etnoantropologico o di un “calcofossile” storico. Sebbene il Potere, anche in questo caso, sia esercitato da chi controlla la macchina contabile.
Nella Storia della Sicilia antica si sono consumate tutte le forme politiche della “modernità”, e forse oltre: dal modello compiuto della Città-Stato fino a Platone che tentò di costruire a Siracusa, e non altrove, la sua Repubblica ideale. E il verbo dei conflitti costituenti la koinè di Sikelìa, lo spazio di civilizzazione siciliano, originale “formazione economico-sociale” (Marx), nell’Athanor dell’insularità mediterranea, si declina al presente, su scala Mondiale.
Il principio di Sovranità esiste da quando esiste la Società umana.
Jean Bodin, nel 1576, in una Francia squassata dalle guerre di religione, difendendo l’istituto monarchico, lui che proprio monarchico non era, nei suoi “Six Livres” definisce la Sovranità individuandone i seguenti pilastri:
1-lo JUS BELLI AC PACIS, il diritto su Guerra e Pace
2-il diritto di produrre Leggi e di imporne l’applicazione
3-il diritto di emettere Moneta sovrana
4-il diritto di imporre tasse e tributi (…)
Tutti strumenti fondamentali, oggi più di ieri, nella produzione e gestione dello stesso Debito sovrano.
La Sovranità statuale, nella sua essenza funzionale, è produzione di Debito e sua governance sulla base di una contabilità regolare. La produzione di Debito è la Materia Prima di uno Stato, il carburante della Sovranità. Se i pilastri – in relazione allo Stato-Nazione- sono quelli prefigurati da Bodin, almeno dalle nostre parti, la Sovranità “moderna” è già finita, siamo noi che non ce ne siamo accorti. Altri Poteri reali, altre “sovranità”, non sempre visibili, comandano in Cielo e in Terra, sui Mari e sul Sottosuolo.
Di questi Poteri Reali la Sicilia è de facto e -con “protocollo segreto”- perfino de jure, una colonia militare strategica. Con tanto di Entità “massomafiosa e parastatale” in servizio segreto permanente effettivo. Ci vuole tanto a capirlo?. E perché?.

(6-continua)

@Mario Di Mauro-Fondatore di “Terra e Liberazione”

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