Il mio “Tweet n°10” è dedicato a Ciro Esposito e a Genni a Carogna che lo ha difeso da Vivo.

La produzione dei sofismi antisiciliani è la ragione a/sociale di quella Piovra dalle mille maschere che è la Macchina-Spettacolo neocoloniale. Essa impone lo sradicamento psicologico di un popolo intero dalla sua Terra e dalla possibilità stessa di viverla in sintonia cosmica, in Verità e Bellezza.
Questo processo storico, inscritto nel modo di sviluppo capitalistico, deve essere disvelato, decostruito, individuato in ogni suo aspetto. E criticato nella Vita pratica. Ne va della nostra Salute.
Simone Weil direbbe che per la Salute medesima della nostra vita interiore è indispensabile che l’Isola di Trinakria divenga anzitutto una potente Ispirazione, una sorgente pura dei Monti del Nebros, il cerbiatto sacro di Dioniso e di Pan, che scorazza all’Argimusco, Rifugio degli Ultimi Ciclopi.
Va restaurata, costi quel che costi, una Idea-Forza di Isola-Giardino, che alimenti il senso poetico e Politico della Vita quotidiana. Il resto, in tutta sincerità, non mi interessa più del dovuto.
Un chiaro Sintimentu di Sicilia, concrezione di Cuore e Cervello, “fabbrica” i Siciliani autentici e li contrappone “militarmente” ai Siculicani e alle Massomafie globali che saccheggiano l’Isola.
U Sintimentu, sicula concrezione di cuore e cervello, è l’arma di questo beatopaolino –e spesso donchisciottesco- Combattimento per la Salute.
La cognizione del Sintimentu prefigura la cosmovisione della Vita Nuova, la reintegrazione dell’Uomo, tra Terra e Cielo. Nella Grande Triade, nella matrice dell’idea stessa di Triangolo. Ne riparleremo: tra Cielo e Terra. Si deve ripartire dai Fondamentali. Lì c’è Tutto.
Nel 540 a.C., la civiltà jonica, incarnata nel biofilosofo Alcmeone da Kroton, localizzava il centro della vita organica e mentale nel cervello, chè se la sensibilità è una proprietà di tutti gli organi viventi, la funzione del comprendere, del sintetizzare l’esperienza ed elaborare la coscienza di sé, è specifica dell’Uomo.
Una generazione dopo il cosmofilosofo Empedocle da Akragas individuava la centralità del cuore come via della conoscenza realizzativa. L’antitesi formale è stata impugnata, nel corso di venticinque secoli, dalle derive scientiste e misticiste: diaboliche.
Ciò malgrado, indubbiamente, “l’Essere degli uomini è il processo reale della loro vita reale” (Marx-Engels, L’Ideologia tedesca).
La dialettica del Sintimentu, sicula concrezione di cuore e cervello, nell’uso delle mani, nel Lavoro che plasma la Materia, sviluppa la plasticità dell’encefalo umano, illuminando spiritualmente la Realtà materiale. Le lingue sono l’opera più straordinaria di questa produzione simbolica figlia dell’umana dialettica di spirito e materia. Figlia del Sintimentu.
La cognizione occidentale del Sintimentu odora di iodio e zolfo e di joniche memorie. Il monaco-guerriero, figlio della Terra e del Cielo, lo sa.
Il Sintimentu produce la cognizione della Bellezza. Intorno al 230 a.C., a Siracusa, Archimede impugnava e rovesciava la potenza concettuale dell’infinito potenziale nella prassi delle quantità infinitesimali, calcolando aree e volumi con precisione matematica.
Il cono inscritto pienamente in una sfera ne occupa un terzo del volume…Archimede -che elaborò soluzioni ben più complesse e aprì questioni che sarebbero state risolte solo duemila anni dopo- considerò questa soluzione, tra tutte le sue altre, come la più Bella.
L’estetica del Sintimentu si fonda sull’Armonia relazionale delle Forme e aspira alla Musica delle Sfere. La cognizione occidentale della Bellezza sorge dalla civiltà di Sikelìa.
La costruzione dell’Identità radicata ha il respiro della Vita.
L’Intelletto, u Sintimentu -che combatte il mentale, lo domina, lo ridicolizza- forgia Uomini di Spirito nella Fucina di Efesto.
Con l’arma più potente che esista: la Cultura dell’Esserci e delle Azioni Rette. Quella Cultura che ti permette di guardare a quest’Isola metafora con gli occhi del Mondo, alzando sul Mondo uno sguardo siciliano. Nel secolo asiatico tutto si rimette in movimento. Siamo in piena Transizione. I concetti di invarianza e di mutamento, impugnati dal Sintimentu nella dialettica reale dell’imperialismo multipolare, diventano bussola sikana, lanterna cirneca, cognizione eoliana del Vento.
In questa Sicilia al capolinea i nodi verranno tutti al pettine e a poterli sciogliere non saranno le ideologie e i figuranti della commedia neocoloniale che imprigionano l’immaginario siciliano, nè, in una certa misura, il marketing elettorale, chè se servisse a cambiare le cose l’avrebbero già abolito.
L’unica grande via politica che merita di essere percorsa, a partire dai sentieri dell’Autonomia, è quella dell’Indipendenza che nasce dal Lavoro. Dalla spiritualità del Lavoro non alienato. Dal Fare come Arte.

(10-continua)

@Mario Di Mauro-Fondatore di “Terra e LiberAzione”

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