La Fratellanza Siciliana “Terra e LiberAzione” ricorda Giorgio Faletti, condividendo in pieno le parole di un comune amico.

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“Ho lavorato con Giorgio Faletti negli anni 9o. La campagna per Scaringi, di cui era testimonial. Mi ha colpito la sua cultura ed intelligenza ma anche il suo senso dell’humor.

Osservava le cose che lo circondavano con interesse e curiosità.

Dovevamo produrre degli spot ed avevamo tirato giù i testi.

Mi chiamò e con molta cortesia e professionalità mi disse che si era permesso di riscriverli. Era il suo modo di partecipare perchè le cose che faceva doveva sentirle nel Cuore. In un giorno di Novembre del 1993 mi chiese se potevo ascoltare in anteprima assoluta il brano che doveva cantare a Sanremo del 1994. Eravamo a casa sua. Prese un CD ed avviò un lettore. Partì la canzone “minchia signore tenente” cantata in un velato accento siciliano, ispirata alle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Io, da ex tenente dei carabinieri e da cittadino palermitano che ha vissuto in diretta radio le notizie delle stragi, restai ammutolito e gli espressi tutto il mio apprezzamento. Lui era così. Passava dalle analisi meticolose che lasciavano trasparire una cultura fuori del comune alla comicità che sapeva essere anche amara e malinconica, allegra e ironica. Disincantato ed empatico, lucido ed innamorato della vita, ci mancherà. Fu lui ad avere l’idea di proporre a Scaringi una campagna pubblicitaria che puntava sulla solidarietà il cui slogan era “quest’anno i soldi della pubblicità li doniamo al telefono azzurro”.

Giorgio Faletti era questo “da quando a sempre”.

Mancherà a tanti.

Erasmo Vecchio

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