Ormai ci siamo! Manca poco e la Regione Siciliana con il suo fittizio Statuto saranno definitivamente distrutti. Annientati. (…)

Che la Regione Siciliana (malgrado l’articolo 33 comma 2 del suddetto Statuto) non avesse sovranità sul proprio sottosuolo, oltreché sul proprio spazio aereo e sui propri mari, lo si sapeva da tempo. Ma che adesso Essa rinunci alla propria partecipazione di maggioranza all’interno di una delle più importanti e sane industrie dell’Isola, i cui ricavi sfiorano i 90 milioni annui -con prospettive rosee trentennali!- e il cui bilancio è da anni in attivo, rappresenta davvero un unicum storico-economico nonché una tappa fondamentale nel processo di demolizione di questo ni-Ente inutile denominato Regione Siciliana. (…)

Andiamo per gradi. La Regione Siciliana detiene (ormai deteneva) il 51 % delle quote azionarie della Italkali, società mista pubblico-privata con sede a Palermo che opera nel settore minerario ed è tra le principali aziende in Europa per l’estrazione, la lavorazione e l’esportazione del salgemma. La produzione mineraria e la lavorazione del minerale sono effettuate nelle miniere di Racalmuto (AG) e Realmonte (AG) e nella miniera di Petralia (PA).

L’articolo 22 della Legge di Stabilità regionale n. 5 del 28 gennaio 2014 prevedeva che <<Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica previsti per l’anno 2014, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono predisposte dal Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro le procedure di evidenza pubblica per la cessione delle partecipazioni azionarie della Regione non ritenute strategiche>>.
Sulla base di tale disposizione, come dichiara adesso l’89enne amministratore delegato di Italkali Francesco Morgante, “dal primo gennaio di quest’anno (2015, NdA) la partecipazione della Regione è decaduta”.
Con il trascurabile particolare che la Regione Siciliana ha DIMENTICATO di mettere a gara il proprio pacchetto azionario di maggioranza, precludendosi così la possibilità di stabilire il valore delle azioni, come invece prevedeva il comma 2 del succitato articolo: <<Al fine di garantire un congruo prezzo di vendita delle azioni di cui al comma 1, con decreto dell’Assessore regionale per l’economia, sono fissati i prezzi di riserva al di sotto dei quali non si procede alla vendita.>> (…)

Si volge, dunque, verso il primo caso di privatizzazione INVOLONTARIA dell’economia mondiale, ove il valore delle azioni da liquidare alla Regione Siciliana sarà peraltro stabilito dagli acquirenti.

Con un colpo da maestro, il rottamatore-picconatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta ha perso la quota di maggioranza all’interno di una società partecipata “legittimamente” ritenuta non strategica per il bene della Sicilia, considerato che ha il bilancio in attivo…! E la perde lasciando che siano gli altri soci a fissarne il prezzo di acquisizione.

La Regione Siciliana sprofonda, in un sottosuolo che non possiede più. E noi Siciliani, è il caso di dirlo, ni manciamu l’ossa c’u sali!.

Ovviamente lo Spettacolo neocoloniale inscena altri “eventi”: una nebbia di diversivi.

La nostra Fratellanza, “Terra e LiberAzione”, è più sola che mai. Meglio così.

Il nostro Cammino di Santità non vuole zavorre, e la Carità non ammette sprechi di energie.

Il Sale di questa Terra siamo noi e tutti quelli come Noi, comunque la pensino.

(…)

Catania, 15 marzo 2015.
*SteF.

Annunci