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Al Pilone della A19 travolto da una frana in marcia da decenni che ha spezzato l’Isola in due …arrivano in devoto pellegrinaggio ministri da Roma, nobili decaduti in cerca di rilancio e rampanti riparatori di regie trazzere in versione spot elettorale. Il Pilone della A19 è dell’ANAS, feudo del dimissionario Ciucci, quello che doveva costruire il “Ponte” a campata unica agganciato ai Piloni più grandi del Mondo!. Arrizzinu i carni, ci è andata bene!.

In verità, nel 2005, era stata anche decisa la fine dell’ANAS e del sistema stradale pubblico e gratuito, manutenzionato dallo Stato e realizzato in un secolo di duro lavoro e pesanti tasse. La parte più remunerativa del sistema stradale sarebbe stata via via ceduta ai grandi gruppi del parassitismo finanziario tosco-padano, mentre il resto poteva anche andarsene in malora. E le antiche Due Sicilie, com’è noto, fanno parte del resto e della malora. Poi ci ripensarono: perché privarsi dell’ANAS di Ciucci, quando si poteva fare tutto lo stesso guadagnandoci il doppio?.

Per certificare l’emergenza hanno impiegato, dal 10 aprile, ben 38 giorni: quanto l’Operazione Husky del 1943!. Non si sa mai, a voti assa-avìri n’erezioni spontanea cà  s’addhizza sulu, u Piluni!. Per ricostruirlo annunciano 18 mesi di duro lavoro…lo stesso tempo che in Cina si impiega per costruire 1000km di autostrade a otto corsie e ferrovie ad alta velocità!. Mentre ci rapinano ben oltre un Miliardo all’anno in tassa di circolazione e accise sulla benzina, stanno cercando nelle pieghe del Bilancio una manciata di milioni per “restituire ai siciliani” la trazzera autostradale Catania-Palermo!. Miracolo a Caltavuturo!.

Il nostro Miliardo motorizzato finisce nel Grande Tubo dei flussi invisibili di ricchezza, appresso al gasdotto libico e a quello algerino, e, a breve, al grande elettrodotto, decine di Piloni che convergono verso il Grande Ponte elettrico sul Canale di Messina, che si porterà al Nord le tanto strombazzate “energie rinnovabili” saccheggiate in Sicily dai Ladri di Vento&C.

Il Miliardo Rinnovabile: infatti è garantito dagli incentivi+certificati verdi, ben oltre il valore dell’energia ceduta a Terna a prezzo…corrente: per 20 anni. Il costo è sulla bolletta più alta d’Europa: quella pagata regolarmente da tutte le famiglie e imprese siciliane. Miracolo eolico!

Tutto si tiene. In un sistema fragile un Pilone sfranato produce immediatamente i suoi effetti collaterali. Un caos generale, specie nel trasporto merci, con inevitabile aggravio dei costi di distribuzione e conseguente aumento dei prezzi al consumo dei beni di prima necessità: ci voleva anche questa!. Il danno monetizzato, secondo stime ragionevoli, è di 55 milioni al mese: se il cronoprogramma sarà rispettato siamo al Miliardo sfranato.

Intanto, come d’incanto, i treni tristi e solitari che slumacavano sulla vecchia ferrovia da Far West attraversando la Riserva sicilindiana in 5-6 ore ne impiegano improvvisamente la metà: il patto scellerato tra la Lobby degli Autobus e il niEnte inutile (Regione siciliana), che ha retto mezzo secolo -nel disinteresse del concessionario monopolista statale FFSS troppo impegnato a tagliare i suoi “rami secchi” e a dismettere officine meccaniche e rottamare vecchi vagoni amianto compreso- è finito macari iddhu travolto dalla frana. Ci pensa la Natura!. Miracolo a Canicattì!

I binari sono gli stessi, i treni anni40 sono stati sostituiti con vettori Minuetto anni60, altre diligenze, quando in Giappone avevano già lo Shinkanzen a 400 kmh!. E si annunciano investimenti miliardari per l’Alta Capacità Ferroviaria, cioè per i treni già rottamati dal Mondo sviluppato, che al povero Terrone verranno presentati come MagLev, missili ferroviari a levitazione magnetica, tanto non ne ha mai visto uno!.

Sarà comunque una truffa ferroviaria colossale: una specialità del capitalismo tosco-padano fin dal 1860. Magari non vedremo il remake del Miliardo del Ponte – un progetto di per sé antistorico e demenziale- speso in scartoffie e consulenze per…non farlo. Lo avevamo previsto e detto alle mobilitazioni “NO PONTE!” che abbiamo contribuito ad organizzare. E’ geniale: se puoi guadagnare un Miliardo senza fare niente, perché dovresti lavorare e rischiare 10 anni per guadagnare lo stesso Miliardo?. E’ il capitalismo terminale, bellezza!. In Cina li avrebbero fucilati.

Intanto i “Miliardi per il Sud” si stanno moltiplicando come i pani e i pesci…50,80,100: è a chi la spara più grossa. Il Ministro DELiRIO, plenipotenziario per le colonie, annuncia al Mondo il “Piano Marshall per il Mezzogiorno”: Miracolo a Eboli!.

Nell’ordinario contratto di programma tra il Ministero dell’Economia e l’ANAS, col via libera del CIPE, si trovano anche i 30 milioncini per la bretella d’emergenza e il ripristino del viadotto… Miracolo a Roma!

Su un budget di oltre un Miliardo!. Il 62% al Centronord, per manutenere le autostrade a 8 corsie, il resto ai Terroni per rattoppare le trazzere. Facevano i difficili, ma lo sapevano da mesi, anche all’ANAS. Hanno solo perso tempo: è l’8 agosto. Quattro mesi di Miracoli per…la solita perlina di vetro ai selvaggi della Riserva Sicilindiana. E manco se queste strade e trazzere fossero di qualcun altro: sono dell’ANAS!.

Il Gran Consiglio del PD ha intanto riscoperto il “Mezzogiorno” (la patria dei mezzogiornali?).

Come i pani e i pesci -al Nazareno!- i Piani quinquennali si moltiplicano, i Miliardi anche: il “Piano Marshall” è servito!. La logica è neocoloniale. Anche a voler credere a questo “branco di perfetti e inutili buffoni”, quale impresa duosiciliana potrà proporsi come General Contractor?.

Profitti tosco-padani assicurati. In deroga all’Obbligo di indire gare d’appalto europee e in culo alla Litanìa “l’Europa-ce-lo-chiede”: il primo vale per fottersi i piccoli consorzi d’imprese meridionali, il secondo vale per i “sacrifici patriottici”, non per i profitti toscopadani!. E poi, i poveri Terroni ce lo chiedono, non possiamo abbandonarli ai loro vizi atavici e difetti genetici!. Renzi dixit.

E’ l’ennesimo cambiamento di quinte in una invariante scena tragica. Un film visto e rivisto mille volte. “Il governo promette da anni lavori portuali e ferrovie, con leggi scritte e famosi telegrammi di presidenti del Consiglio, mentre le autorità locali si limitano ad accogliere le commissioni degli affamati e promettere loro interessamento e lavoro”. Lo scrivevano i Socialisti Siciliani nel Memorandum del giugno 1896, inviato al Commissario Civile per la Sicilia Sen. Codronchi, appena insediato da Roma dopo la feroce repressione dei Fasci dei Lavoratori, il movimento per i diritti civili che aveva scosso l’Isola per un decennio. Anche a Caltavuturo, i Regii soldati italiani, fecero una strage di Siciliani vestiti a festa…

Torniamo al “Piano Marshall” del Circo PD. Siamo alla replica della Legge Obiettivo del 2001, che centralizzava le Grandi Opere massomafiose tosco-padane. Nei 378 interventi realizzati nel quadro della Legge Obiettivo sono state prodotte ben 800 varianti in corso d’opera (45 nella sola linea metrò C di Roma!), con relativa lievitazione dei costi, i cui standard sono già, a prescindere, i più alti del Mondo: fino al raddoppio totale!. Erano 150 Miliardi, ne sono stati spesi 44,8. Solo il 16% dei cantieri sono stati completati…per un valore calcolato in circa 3 miliardi e 400 milioni. Nulla. Ne mancano 41 senza bis?. Da 150 a 44,8 a… 3,4. I dati li abbiamo ripresi da un recente Report del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Un disastro immane, roba da Corte Marziale!. Meglio la Korea del Nord!.

La vituperata “Cassa per il Mezzogiorno”, nella sua parabola quarantennale, tra il 1950 e il 1989, malgrado la sua progressiva burocratizzazione “realsocialista” in salsa democristiana, realizzò decine di opere utili: strade, ponti, dighe, bonifiche…con una spesa-media annua pari solo allo 0,7% del PIL italiano, mentre i vari Ministri mezzogiornali, tagliatori di nastri tricolori, spacciavano per “straordinario” un modesto piano di modernizzazione post-guerra. Almeno metà dei profitti sono stati incamerati da imprese del Nord. Ma, comunque, al confronto del futuro “Piano Marshall” di DELiRIO&Nazareni vari, preferiamo cento volte una nuova Cas.Mez., riveduta e corretta, aperta ai Fondi di Investimento internazionali e all’Azionariato diffuso.

I moltiplicatori estivi di pani e pesci sono solo il Comitato d’Affari di un capitalismo italiano fallito che appare peggio del Cartello di Medellin. All’appello si presenteranno i soliti noti: Impregilo, Condotte, Gavio, F2I-Gamberale, CMC, CMB, Pizzarotti, Maltauro, Saipem, Falk…e l’ultima cassaforte rimasta, la Cassa Depositi e Prestiti, liquidato Bassanini, diventerà il bankomat delle benefiche  Fondazioni toscopadane. Altro che “Mafia S.p.A.”!. Dei pani e dei pesci non lasceranno neanche le muddhiche e le resche!.

Qualcuno sospetta che la “Questione Meridionale” –annualmente sollevata dal Rapporto SVIMEZ- sia stata amplificata per mancanza di altri temi. Purtroppo non è così. Quando la “Questione”, inventata con la distruzione truffaldina delle Due Sicilie nella Guerra coloniale anglo-piemontese, viene riesumata in forma spettacolare, vuol dire solo una cosa: le massomafie tosco-padane sono in crisi d’astinenza. Per quanto il meccanismo sia stato relativizzato dal processo di “unificazione europea” (comunque non-irreversibile), delle colonie sudicie non ne possono ancora fare a meno. E’ l’unica retrovia neocoloniale sicura del traballante sistema-toscopadano, motore della nascitura Macroregione Alpina, ma paradossalmente semidipendente dalla Terronia, suo mercato neocoloniale protetto. Cosa possono “vendere” ai Bavaresi?. Rotative per la Sud Deutsche Zeitung? Treni MagLev alla Deutsche Bahn? Pillole scadute alla Bayer?. Balotelli al Bayern?. Salvini all’ Alternative fur Deutscheland? Landini all’IGMetal?. Lapo Elkan alla Mercedes? Tronchettini e Colaninnini alla Siemens? Già si stanno toccando le palle!. E come farà l’ingrato Sud senza il benevolo Nord?. “Ma la Sicilia è ancora Italia, o è già terzomondo?” si chiede Tony Zermo sul quotidiano “La Sicilia” (1/8/2015). Ho provato vanamente a spiegargli –da trentanni- che la Sicilia è terzomondo proprio perché è in Italia. Lì per lì lo capisce, è intelligente: poi però su scodda. Non è il solo.

Questa storia comincia con l’annessione truffaldina del 1860. Il passato che non passa. E noi non facciamo propaganda, come i criminali di guerra che hanno distrutto la Jamahirya libica: noi siamo scienziati-operai della Scuola del Realismo dialettico, non bocconiani qualsiasi!.

Provate a immaginare una società concessionaria per la costruzione delle ferrovie siciliane e calabresi. Una società formata da ministri e banchieri padani. Una società addirittura mai effettivamente costituita e il cui capitale non sia stato mai effettivamente versato. Immaginate anche che lo Stato riempia le casse di questa Società di danari pubblici il 27 settembre e che la suddetta Società, un mese dopo, rivenda la concessione di costruzione relativa a 1280 kilometri di ferrovia siculo-calabra a un’altra Società, distribuendo il doppio ricavo attraverso colossali dividendi ai soci… E così via. Perchè il gioco continuò a lungo. E, in fondo, continua ancora oggi, con le varie Impregilo e compagnia bella. La Società fantasma si chiamava “Vittorio Emanuele”, il tutto accadeva a partire dal 9 luglio 1863, fin quando subentrò la “Charles, Vitali § Picard”.

Il Pilone della A19 è già un Totem al centro della Riserva sicilindiana. L’ennesimo bidone vuoto intorno al quale inscenare l’ultima stracciona Danza della Pioggia Acida, nel Paese dei balocchi, l’Italia, in cui le Grandi Opere, utili o inutili che siano: trafori, varianti di valico, pedemontane miliardarie, Tav senza senso come la Torino-Lione o folli autostrade come la Bre.Be.Mi. per l’Ex-Po…vengono da decenni cantierate  all’80% in Tosco-Padania con un costo standard –e questo pare non saperlo nessuno!- di almeno 4 volte più alto della media euroasiatica: vuol dire che un kilometro di ferrovia in Italia costa almeno 4 volte in più…Altri flussi invisibili di ricchezza ingoiati dal parassitismo tosco-padano e dalle sue Massomafie. E poi tutti a stracciarsi le vesti sul “Sud peggio della Grecia”.

A prescindere, lo Spettacolo neocoloniale declassa ferrovie, strade, porti e aeroporti siciliani – deprimendo i flussi turistici e lucrando storicamente sulle tasche dei nostri emigranti in rientro feriale e perfino dei nostri malati in viaggio della speranza: tutti costretti a partire e rientrare su autostrade e treni scassati, navi e aerei costosissimi, per non dire della totale assenza di una politica turistica che guardi seriamente al mercato globale: “ma cosa volete fare in Sicilia?” disse Hillary Clinton, Segretario di Stato in visita ufficiale a Pekino, qualche anno fa, prima del golpe mediatico-giudiziario che travolse il nostro avventuroso presidente autonomista Raffaele Lombardo.

Ovviamente –con saggezza- gli investimenti cinesi in porti, aeroporti, ferrovie ecc., vennero dirottati sui Balcani e a Milano (Pirelli inclusa). Qui c’è Sigonella, il Muos di Niscemi…peggio di Portorico!. Colonia geo-militare con controllo strategico anche sul modello economico: la Riserva Sicilindiana non deve crescere!. E se ci prova c’è pur sempre la “Mafia”, come minaccia, come alibi, come vittima perfino: se il Monte Paschi delle Massotruffe miliardarie e il Palio della corruzione spudorata si fossero trovati in Sicilia avrebbero arrestato anche i cavalli e inventato le stalle speciali per il 41bis!. Miracolo all’Asinara!.

@Catania, Agosto 2015. Istituto “Terra e LiberAzione” – (M.D.M.)

http://www.terraeliberazione.wordpress.com

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