simeto gole

LO SPETTACOLO DELLA SETE

E LA PIRATIZZAZIONE DELL’ACQUA SICILIANA*

L’Estate siciliana del 2002 non fu né più secca né più anomala di decine d’altre belle Stasciuni nell’Isola del Sole che galleggia da sempre su un Mare di Luce meridiana.

Fu invece l’anno dello “Spettacolo della Sete” a reti unificate: la Sete “atavica” come luogo comune artificialmente costruito e materialmente imposto da politiche secolari di saccheggio coloniale: ultima la premiata ditta vel/ENI e le sue Sorelle, che hanno drenato come una Idrovora, per decenni, metà delle acque dolci dei grandi bacini della Sicilia Orientale.

Nell’Isola dell’Etna e delle riserve idriche più imponenti del Mediterraneo, venne prefabbricata e inscenata –amplificando sciatteria e autolesionismo della Mesopotamia girgentana e nissena- una campagna mediatico-coloniale sui Siciliani sporchi e assetati, che penetrò nei crani di milioni di allucinati televisionati.

A un certo punto, come da palinsesto, arrivano i nostri Salvatori delle dolci, fresche e invece abbondanti sicule acque. Lo Spettacolo della Sete svanì risucchiato nei gorghi fetidi delle cicliche emergenze  che la Palude coloniale vomita regolari come un’influenza priva di vaccini e cure radicali. I Salvatori si battezzarono col nome Siciliacque SpA. E ben presto non se ne seppe più nulla.

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