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PRIMA CHI HA FAME

CATANIA 6 Ottobre 2015. Stamattina, in piazza Borgo (ufficialmente intitolata Cavour) abbiamo visto 4 ragazzotti con un gazebo che raccoglievano scatolame alimentare per la “solidarietà italiana” davanti a un supermercato, con lo slogan “prima gli italiani”. Certamente convinti di essere nel giusto, di essere patrioti al fronte…alimentare, miliziani eletti di una causa divina, eredi di una Tradizione millenaria…

Una parodia di quegli stessi valori in cui sinceramente si riconoscono.

Non se li filava nessuno. In pochi minuti sono entrati nel “paesaggio”, tra l’eterna briscola pazza dei soliti noti, il via-vai alla fermata dell’autobus, le regolari e innocue escandescenze dei fuoriusciti dalle vicine Case-Famiglia, i ragazzetti al Sole in calia scolastica, la lapa coi frutti dell’Etna, la coppietta di turno che si sciarrìa, il profumo di mandarino-al-limone che giunge dal Chiosco e ti ricorda dove ti trovi e ti fa ringraziare Dio di EsserCi… E l’Etna a-kkianari e il Mare ri-calata: sotto lo sguardo perplesso della Tapallira, la statua settecentesca più bella della città (in verità è Cerere-Demeter, nostra Signora del Grano e della Natura Vegetante, quella Dea che millenni arreri, come si sa, disse: “questo è il grano, però: prima gli italiani!”).

Torniamo ai nostri “italiani solidali” macca Liothru: una signora gli ha portato due pacchi di pasta convinta che gli affamati fossero iddhi…”poviri carusi!”. Inutile dirgli, ai “poviri carusi”: prima chi ha fame, intanto. E in questa metropoli paesanazza, con tutti i suoi difetti ma anche con tutto il suo cuore grande, non c’è alcun bisogno del cibo avvelenato di marca fascioleghista: noi, paesanazzi metropolitani, col cuore grande, abbiamo una rete di mense popolari e solidali, che mobilita volontari silenziosi, angeli invisibili, dalla Caritas, al Centro Astalli, alla Comunità di Sant’Egidio…fino ai Centri Sociali Autogestiti…E a tante Famiglie normali, che fanno la loro parte, senza pubblicità. Ed entra chi ha fame: semplicemente chi ha fame, e chi sennò?.

I ragazzotti razzistelli non ci sono sembrati denutriti: forse tantikkia di fame gli farebbe bene. Un sano digiuno penitenziale, per depurarsi il Cuore da veleni pestilenziali che non fanno Onore agli occhi di Agata, e seminano oscurità dove c’è bisogno di solidarietà autentica, non ostentata, incarnata nell’Umanità.

Ma è come parlare ai muri, i muri che hanno nel cervello, i muri che alzano sull’acqua, i muri che erigono perfino nei frigoriferi e nelle dispense con quelle scatolette (portate da casa!) per distribuire volantini alla ricerca di chissà quale consenso elettorale. Non li odiamo, non ci riusciamo. Forse esistono solo per metterci alla prova…

La nostra patria è il Secolo in cui viviamo, la nostra Matria è una Terra Impareggiabile che si chiama Sicilia… e comunque: “Prima, la Vita!”.

@ 3 ottobre alle ore 15:59. A Squatra peri-peri di “Terra e Liberazione”-Catania.

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