SIMBOLO M33

‘A BANNERA SICILIANA

La mitografia fa nascere la Bannera siciliana nel Vespro 1282. Dai colori di Corleone e Palermo. E ci mette anche la Trinakria. E’ una buona mitografia, corrisponde alla Verità profonda della Rivoluzione del Vespro, come Guerra costituente del moderno Popolo siciliano. Ma non è del tutto vera. Come non sono del tutto veri diversi miti fondativi: la letteratura scozzese, per esempio, ne custodisce una miniera. E’ una Bannera magnifica, inventata -che io sappia- da Attilio Castrogiovanni, leader indipendentista siciliano, intorno al 1943-44.

Nel 1848 la bannera era tricolore. Con la Trinakria. Nel 1837 era gialla…è quella di TerraeLiberAzione: la bannera di Lotta, contro l’embargo, il cordone sanitario, la peste…

Nel 1985 alla giovane TerraeLiberAzione dicevano: avete la bandiera della Roma e il simbolo della birra Messina. Nel 1995 -insieme a pochi altri: Erasmo Vecchio, Teresa Canepa…- abbiamo imposto la Bannera nel simbolo della Federazione NOI SICILIANI. Era la prima volta, in migliaia di anni -strano, ma vero!- che la Bannera con la Triskeles veniva stampata e sdoganata a livello di massa anche su una scheda elettorale. Oggi è una Bandiera infangata dalla Regione fallita, ma ne raccoglieremo lo straccio. E’ nostra.

 

Arkiviu

La bannera ammucciata

(TerraeLiberAzione-Luglio 2000)

Provate a entrare in una qualunque aula di una qualunque scuola della Regione Siciliana e a proporre, con ricchi premi e cotillons, il seguente quiz: “quali sono i colori della Bandiera Siciliana? sapresti disegnarla?”. Non vi sconsolate se a rispondere correttamente saranno 2 o 3 o forse del tutto nessuno. Non è colpa loro. Sono stranieri in casa propria, ma non lo sanno e non lo devono sapere.

Il colonialismo contro la Sicilia è una bestia volgare e subdola…ma può essere individuata e combattuta da Uomini e Donne d’Onore che non intendono vendere la propria Anima, cioé la propria Coscienza identitaria, a questa Piovra dalle mille maschere. Chi ha una Coscienza identitaria ha anche la Memoria storica di millenni di Resistenza e una concezione alta e concreta della Libertà, quella nuda e senz’altri aggettivi, l’unica per la quale valga ancora la pena di rischiare qualcosa.

La Bandiera è un veicolo di quel legame di sentimento con la propria Terra che ci distingue dai vegetali dai minerali e dagli altri animali. Il colonialismo del Sistema Italia ha scelto di non permettere che la Bannera di Trinakria fosse riconosciuta ufficialmente, lo ha scelto fin dal 1860 e lo ha ribadito in quest’ultimo mezzo secolo di “democrazia repubblicana”… La Nazione, scriveva Renan, “é un plebiscito di tutti i giorni…”. Bene: anche la “negazione del carattere nazionale”, come quello millenario della Patria Siciliana, è un triste “plebiscito di tutti i giorni”. Negare una Bandiera è negare una Storia. Negare una Storia è negare un Popolo. Negare un Popolo è negare l’umanità degli Uomini e delle Donne che lo compongono. Altro che balle!. Non si tratta di tanticchia di stoffa colorata , la Bannera è un veicolo di quel complesso legame di sentimento che alimenta la Coscienza identitaria e riempie di vita e di senso il Tempo Cosmico degli Uomini.

banner sicilia Quando, il 4 gennaio 2000, abbiamo appreso che l’Assemblea Regionale Siciliana aveva votato una Legge per la “adozione della bandiera della Regione” e che la Bandiera era -grosso modo- quella storica del Movimento per l’Indipendenza del 1943 (anche se non lo dicono!) siamo stati felici… ma qui é colonia e certe “gioie” durano poco. Intanto, a parte un servizio “istituzional-folkloristico” di un minuto e 12 secondi sul T3 e un trafiletto a pagina sei su un quotidiano (il 25/1/2000) la notizia viene “silenziata” rapidamente.

Attenendoci ai fatti, cosiccome li raccontano, è accaduto che una bambina della scuola elementare “Garzilli” (credo di Palermo) abbia chiesto al presidente dell’ARS di poter vedere una bandiera della Sicilia…Vogliamo immaginare il panico dell’on.Cristaldi ad una richiesta cosí inusuale. “La Bandiera? ma chi minchia gliele mette in testa certe cose…ma cu è a matri di sta picciuttedda?!…Ma quale bandiera, se mancu n’avemu una? E chi ci cuntu ora?!”. Ed ecco una leggina, un appaltino per stampare un paio di TIR di bandiere, un bel evento per presentare la cosa al pubblico. Dove? In un luogo sacro o perlomeno significativo della Patria Siciliana, come il buon senso consiglierebbe??? Noooo!, la Bannera Siciliana viene ‘ncignata, inaugurata, sul pennone della villa settecentesca di piazza Principe di Camporeale, dove ha sede il Supercommissario dello Stato, un Antieroe da commedia coloniale che da mezzo secolo vigila con successo sulla corretta inattuazione della Autonomia Siciliana conquistata dai nostri Avi indipendentisti: quelli con le lupare come Antonio Canepa, il professore guerrigliero (che venne pure assassinato), e quelli deputati col seggio all’Assemblea Costituente, come Andrea Finocchiaro Aprile (che poi rifiutò pure la nomina a senatore a vita, tanta era la stima che aveva per Roma ladrona). Tra un ricordo e una memoria, ci accorgiamo intanto che gli hanno aggiunto un nastrino tricolore, una specie di giummu, chè sennò non potevano dormire la notte. Alla Bandiera, il giummu, non al Commissario…Ma, chissà, forse sugnu jú tanticchia troppo critico?! E cu u sapi, a-voti ficiru na beddha liggi ko mìcciu?!. Fu cosí che me la andai a procurare allo Studio Legale di uno dei miei amici avvocati di grido; e gli diedi subito una prima (e ultima) taliata, tra le risate mie e lo stupore della segretaria che non si sognava neanche lontanamente che pure le Leggi potessero generare risate. Anche pure: macari, videmma e madè la Liggi!?. “Legge 1/2000 sull’adozione della bandiera della Regione. Disposizioni sulle modalità di uso e di esposizione”. All’art.4 leggiamo che la Bandiera Siciliana non può essere esposta se non insieme a quella italiana e a quella dell’Unione Europea (che sennò si pigghia di sicilitudine!?) e che questo comunque può accadere solo il 15 maggio anniversario dello “Statuto di Autonomia”, il 25 maggio in ricordo della prima seduta dell’ARS, il primo giorno di scuola e in occasione delle riunioni dei consigli elettivi presso le sedi deputate. Insomma, è come se queste Bandiere le volessero… risparmiare, del tipo sarba la pezza ppi quannu veni lu purtusu… Infatti, all’art.7, comma 1, a “Tutela del decoro” è dettato quanto segue: “la bandiera della Regione non deve essere esposta in cattivo stato d’uso” (la mia Bannera personale, che ha combattuto per decenni, è in “cattivo stato d’uso”: talè-talè ca m’attakkinu, sti-nfami!).

Come se fosse questo il modo di tutelare il decoro di un simbolo millenario, un simbolon della Scienza Sacra come quella Trinakria che li guarda sbigottiti dal centro di una Bandiera dalla quale non vede l’ora di squagliarsela. Potremmo dire, alla fratisca, “Ma si, almeno una Bandiera ora ce l’abbiamo. La Sicilia era l’unica regione d’Europa a non averne una!” e chiuderla cosí. No, cari miei. Coi simboli della Scienza Sacra -in ispecie con quelli di natura shivaica– non si babbía; e qui di babbío ce n’é fin troppo.

La Bannera del Popolo Siciliano deve essere esposta con decoro tutti i giorni dell’anno in tutti gli edifici pubblici. Anche perché il “mondo civile” ci ride già alle spalle.

Luglio 2000. MARIO DI MAURO.

***

La Bannera-Simbolo della Comunità Siciliana TerraeLiberAzione, da circa ventanni -ed è registrata anche in SIAE- è stata concepita per il nuovo secolo. Ed è questa:

SIMBOLO M33

@TERRAELIBERAZIONE.

Annunci