“LADRI DI VENTO”

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Alla vigilia di capodanno, da Ganci, arriva un altro no all’istallazione di un parco eolico nelle Madonie. Dopo quello di Petralia Soprana, anche il consiglio comunale di Gangi, ha votato all’unanimità un documento in cui si esprime parere contrario al progetto presentato dalla società Fonteolica che prevede la realizzazione di un parco eolico sul territorio di Geraci Siculo: <<Il parco ricadrebbe in una zona a ridosso del centro abitato del comune di Gangi e del Santuario dello Spirito Santo dove si trovano diverse aziende agricole. Il parco sarebbe anche vicino alla zona archeologica di Monte Alburchia e in parte del territorio che il comune di Gangi ha proposto per l’inclusione nel Parco regionale delle Madonie. Verrebbe a deturpare un paesaggio di rara bellezza e suggestione, di assoluto interesse naturalistico, nonché di attrattiva turistica>>.

Sull’impatto paesaggistico devastante dei grandi boschi di Torri del Vento nessuno dovrebbe avere dubbi. Poco si sa però dell’impatto sociale devastante sul piano finanziario, al di là degli incentivi (ora ridotti, ma pur sempre una manna madonita!)… l’impatto storico sul mancato sviluppo della Sicilia in chiave sovranista e indipendente, a partire da un settore strategico decisivo come quello energetico. La Sicilia è colonia energetica, e paga le bollette più alte d’Europa. Il resto sono chiacchiere, parole al…vento. Ignoranza spaventosa. E complicità da corte marziale.

L’Eolico siciliano vale anche Miliardi di dollari, euro, sterline…E il modello di calcolo che usiamo non è quello rozzo dei bocconiani!. Miliardi ogni anno. Alla faccia della Sicilia povera e bisognosa di caritatevoli aiuti dalle Massomafie tosco-padane ed europee: coi soldi nostri!.

La finestra scellerata che il caos della Regione fallita ha riaperto, per lunghi mesi, ai profitti rinnovabili del macro Eolico, alle sue Multinazionali &C., è un regalo alla logica coloniale dei “Ladri di Vento”: che sia distrazione crocettiana o risultato dell’azione di una lobby di ascari e mercenari, del PD o meno, cambia poco la sostanza della questione energetica nell’Isola contesa. La questione del saccheggio di ogni risorsa siciliana. Un saccheggio invisibile come il vento, avvolto nelle nebbie fitte dello Spettacolo coloniale, spezzate solo da qualche interferenza che TerraeLiberAzione e pochi altri si riesce a produrre.

La finestra è stata riaperta, dopo lo stop che avevamo imposto come dei Don Chisciotte negli anni buoni del movimento per l’Autonomia. Ciò malgrado la “quota eolica” nel saccheggio energetico dell’Isola contesa è al momento “saturata”: non solo e non tanto dalla Rete- interessata da una ristrutturazione colonialista convergente verso il Ponte Elettrico di Terna che porterà al Nord l’energia prodotta in Sicilia (e non il contrario). Con la menzogna spudorata secondo cui il “Ponte Elettrico” –connettendo la nostra “regione elettrica” alla Rete italiana- servirà ad abbassare le bollette dei Siciliani!.

In Texas l’energia eolica produce corrente gratuita tutte le notti: ciò è possibile perché il Texas è un’Isola Elettrica, avendo sempre rifiutato la connessione con la rete statunitense. A dirla tutta c’è anche un elettrodotto sottomarino che conduce corrente dalla Sicilia a Malta. Terna bluffa, l’ignoranza dei Siciliani fa il resto.

Il mercato elettrico “eolico” comunque, al momento è saturo. I consumi del sistema-Sicilia non cresceranno. Il problema dei saccheggiatori è questo. E va rilevata, in prospettiva, anche la ridislocazione di grandi gruppi industrial-finanziari verso il business “africano” delle biomasse e del biogas. E della “Banda Larga”…Molto larga. I nomi saranno i soliti sconosciuti, incluso Vincent Bollorè e la sua Veolia-Vivendi, padroni, con Enel, di Siciliacque S.p.A.. Spunteranno, in ordine sparso, i colossi energetici dell’imperialismo europeo: grandi manovre sono in corso, con una EDF francese, che inglobata AREVA e il nucleare dell’Esagono, si sviluppa nell’idroelettrico cercando sponde finanziarie in Italia (F2i di Gamberale, si dice); con ENI che si rilancia nelle biomasse e nel solare termico. Attenti: senza la piattaforma siciliana “a costo zero” non vanno da nessuna parte. La Sicilia sarà al centro di molti giochi. I Siciliani no. Non esistono. Zerotituli.

Chi comanda in Sicilia?. A chi appartiene la Sicilia?. Chi ne controlla il suolo e il sottosuolo, lo spazio aereo e le acque territoriali?. Altri pirati hanno messo le mani sull’Isola contesa, l’Isola del Tesoro, facendone un bankomat miliardario, oltre chè una Fortezza militare strategica nella loro visione diabolica del Mondo. E’ una Sicilia peggio di Portorico. Basterebbe avere “occhi per vedere”: perfino i dettagli. Eccone uno, chiaro e preciso, sebbene invisibile come il Vento e inafferrabile come un’Aria che cambia.

“LADRI DI VENTO”. I dati 2014 di produzione di elettricità eolica –in Sicilia: 2,4 miliardi di kilowattora. ll sistema-Sicilia, nel 2014, ha prodotto 4,81 miliardi di kwh di energie rinnovabili, a costo carburante zero, pari a circa ¼ del totale (19,808 miliardi di kwh). L’Isola è una grande Wind Farm dell’imperialismo europeo, destinata a diventarne una Piattaforma Energetica Strategica integrata nelle Reti e dorsali globali energetiche, informatiche e militari.

Al centro del Mediterraneo, tra Suez e Tangeri, il primo corridoio commerciale del Pianeta, il cui Porto-Zona Franca di comando è però quello di Amburgo, Città-Stato tedesca, integrato al grande hub di Rotterdam!. Sebbene contrastato appena in tempo, dopo l’iniziale e coloniale via libera di Cuffaro, quello dell’Eolico in Sicilia è stato un ciclo di investimenti a redditività strepitosa (energia venduta a Terna o Enel D.+incentivi stellari dalle bollette/certificati verdi=moltiplicatore 4+X!).

Una decina di anni fa il decollo del mercato energetico dei profitti “rinnovabili” e il suo impazzimento venne determinato dalla remunerazione garantita dal sistema dei Certificati verdi: un valore intorno ai 155 euro/kWh. E prima dell’introduzione delle aste basate sul ribasso il costo della generazione da fonte eolica era “automaticamente” allineato al valore dei Certificati verdi. Una doppia cuccagna: altro che “libero mercato” e leggi bronzee della concorrenza!. Se qualcuno volesse passarsi il tempo…per farsi una idea di quali cifre siano in ballo si giochi i numeri del 2014: 2,4 miliardi di kwh col dato estratto a caso relativo ai soli Certificati verdi: 155 euro kwh. Per dare una misura delle cifre miliardarie…Una bella moltiplicazione e poi mi viene a spiegare perchè la Sicilia è povera e bisognosa di caritatevoli aiuti.

I “Ladri di Vento &C” operano nel rispetto della Legge. La Legalità coloniale. Ma anche la Matematica anticolonialista ha le sue Leggi. A capirci qualcosa sono in pochi, e tra questi pochi non ci sono i deputati regionali. Una pagliacciata -purtroppo- è stata anche la Legge sull’Eolico appena varata, martedì 17 novembre. No, non cercatela con questa denominazione!. Il ddl 847/A si intitola: “Norme in materia di tutela aree caratterizzate da vulnerabilità e valenze ambientali e paesaggistiche”.

Nebbia fitta nella Riserva sicilindiana!. Il capolavoro, “tendenzialmente” epocale, partorito dalla Commissione Ambiente dell’ARS, è stato approvato dall’Aula con un solo voto contrario!. I Cinquestelle hanno brindato alla “loro” vittoria in un clima festoso sintetizzato dall’on.Trizzino: “In casi come questo non c’è colore politico, ma solo la volontà di fare al meglio l’interesse pubblico!”.

Vero è, il Vento non ha colore, di alcun genere. L’Intelligenza neanche…

Imporre un tetto di 20 kilowatt a un impiantino eolico –(200-400 kwh occorrono per una discreta Azienda agricola, zootecnica, artigianale ecc. o per un grande condominio o isolato o piccolo villaggio!)- denota una visione bucolica della Realtà. Passiamo dai Ladri di Vento colonialisti su scala industriale (2,4 miliardi di kilowattora-2014!), a Robinson Crosuè e Venerdì nell’Isola dei Naufraghi!. Ma il problema non è più solo questo.

Qui si gioca con gli zeri, si entra in Aula con 200 e se ne esce con 20, quando gli zeri si moltiplicano nelle nebbie coloniali, nei milioni di investimenti trasformati in miliardi di profitti dai “Ladri di Vento” e, fra un po’, dagli alchimisti trasformatori in luce elettrica di monnezze e vegetazione siculafricana (se ne occupò Jonathan Swift –tre secoli fa- nei Viaggi di Gulliver: gli scienziati dell’Accademia di Lagado, ma quelli almeno trasformavano in cibo, i barili di Bristol pieni di merda!).

E’ una leggina asfittica come chi l’ha votata, un passo indietro rispetto alla logica di “Piano Energetico” finalizzato però non più a legittime difese donchisciottesche dal rischio Giungla di Torri a Vento, quanto alla Sovranità energetica del Popolo siciliano. Perfino i grandi Fondi di investimento asiatici non disdegnerebbero joint venture con un “Ente Siciliano Energia Elettrica e Gas” preferendolo ai profitti “rinnovabili” delle Massomafie europee e tosco-padane e delle loro “Compagnie delle Indie”. Washington direbbe: Not in Sicily!. Ma a chi stiamo parlando? A un muro di gomma!. Io Tarzan, tu Cita?.

Bon Annu Novu.

@30 dicembre 2015. Mario Di Mauro-Fondatore TerraeLiberAzione.

 

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