ARRIVA IL MILIARDO PUBBLICITARIO!

L’EUROPACELODA!

LA SICILIA E’ UN “PROTETTORATO COLONIALE” DI “BRUXELLES”?

Il concerto natalizio ce lo hanno cantato sulla grande stampa italiana a ricordarci che noi terroni siamo dei disadattati da porre sotto tutela e da impasticcare con le pillole scadute e le perline colorate dei “fondi europei”: la borghesia coloniale della Sicilia italiana e il suo ceto produttore di carte che figliano carte, sta scaldando i motori. Neanche in Congo c’è tanta attesa per gli “aiuti umanitari”… Dalle carte che figliano carte, magari riciclate due-tre volte, assisteremo, con la stupida e ipocrita falsa flag anti-olio tunisino (applausi!), a una produzione di spot da fare impallidire le vecchie campagne pubblicitarie olimpiche della Coca Cola (ovazione!). Tutto legale, ovviamente. Legalità coloniale della serie l’Europaceloda. E non mancheranno sicilianistici fuochi d’artificio con sventolio di giallorosse bandiere in giubilo del “compra prodotti siciliani”.

 

SIMBOLO M33   Nel 1860, nella dialettica combinata delle correnti politiche francesi e inglesi, in corsa verso l’apertura del Canale di Suez, si scatena la Tempesta perfetta sul Regno delle Due Sicilie. L’inettitudine di Napoli e il secolare e irrisolto conflitto con l’Isola-Nazione dei Siciliani fecero il resto. Una Catastrofe. Per sei anni l’Italia Una e Fatta scatenò –con 120.000 militari ben addestrati- una guerra coloniale che assunse forme di vera e propria “pulizia etnica” e viene tutt’oggi presentata come “guerra di civiltà contro il brigantaggio e alla reazione”: vomitevole è Eugenio Scalfari-La Repubblica 27/12/2015. Inutile dire che su questo canovaccio massomafioso “azionista” si muovono le penne di Galli (della Loggia!) –Corriere della Sera 21/12/2015- e di varie e improbabili altre simpatiche gallinelle come la responsabile “Mezzogiornista” del P2D, una certa Stefania Covello che ci delizia col suo compitino sull’impegno meridionalista del governo di Bimbominkia dalle pagine de “L’Unità-giornale fondato da Antonio Gramsci”! (22/12/2015).

 crastuna  Il concerto natalizio ce lo hanno cantato, a ricordarci che siamo dei disadattati da porre sotto tutela e da impasticcare con le pillole scadute e le perline colorate dei “fondi europei”: la borghesia coloniale della Sicilia italiana e il suo ceto produttore di carte che figliano carte, sta scaldando i motori.

Neanche in Congo c’è tanta attesa per gli “aiuti umanitari” (che, alla bisogna, vengono paracadutati ormai insieme alle bombe democratiche, per risparmiare carburante).

Da Bruxelles arrivano i piccioli per chi ha già i piccioli e per chi dovrà cantarne le virtù redentrici. Una manciata di miliarducci, spalmati come marmellata su sette anni, riciclati dalle nostre tasse, presentati come caritatevole aiuto.

Questo accade a fronte di un flusso invisibile di ricchezza che in forma di autentico saccheggio coloniale risucchia decine di miliardi di euro all’anno dal sistema-Sicilia al Nord. Prendiamone una a caso. Ancora non è neanche accaduta. Ma accadrà, presto. Qualcuno lo potrà almeno sussurrare dai grandi giornali e dalle piccole tv?. Mi pare difficile!. Ci proviamo. Il perché lo capisci da solo: provaci.

E’ tutto l’impianto dei Fondi UE –per sua natura politica- che ti svuota sistemicamente di ogni residua sovranità: presente e futura. E’ tossico/dipendenza a vita.

Un  esempio. E’ già bella impacchettata una-MAXI-SPRECATA di una magnifica miliardata nel solo PSR 2014-2020 (Piano di Sviluppo Rurale): spettacolo della merce –e all’occorrenza anche senza merce- allo stato puro, nella danza dei Dop e Doc per certificare che un albero di ulivo fa l’olio e che l’olio si chiama olio!.

Poi ci spiegheranno che quello tunisino fa schifo perché lo fanno i tunisini. E che quello siciliano, senza il protettorato coloniale dell’UE non varrebbe niente, anche perché i siciliani sono menomati e l’unico olio che meriterebbero è quello per l’estrema unzione, ma siccome a Bruxelles ci vogliono bene, per stavolta, sebbene guardati a vista dai loro Commissari e Commessi viaggiatori eurodeputati e parenti, nonché un commandos di vigilantes tedeschi contro gli “oleatori di meccanismi” – sottolio certificato nni cci putemu mettiri macari suli: in piena e specialissima autonomia.

Dalle carte che figliano carte, magari riciclate due-tre volte, assisteremo, con la falsa flag anti-tunisina (applausi!), a una produzione di spot da fare impallidire le vecchie campagne pubblicitarie olimpiche della Coca Cola (ovazione!). Tutto legale, ovviamente.

Legalità coloniale della serie l’Europaceloda. E non mancheranno sicilianistici fuochi d’artificio con sventolio di giallorosse bandiere in giubilo del “compra prodotti siciliani”.

Nessuno sa che i grani siciliani antichi sono costretti alla “semi” clandestinità, grazie alle direttive UE, né che senza Sovranità politica non avremo mai neanche Sovranità agro-energetica. E che di quel miliardo pubblicitario del PSR neanche un centesimo andrà investito con lungimiranza e pazienza contadine verso una vera rifondazione del Paesaggio agro-energetico siciliano.

Non è la pubblicità che manca. Né il marchietto (il Born-in-Sicily  comu finìu? Come il Clik Day?). La miliardata pubblicitaria se la sollazzeranno in un circus spettacolare che l’europarlamentare Michela Giuffrida conosce meglio di noi, essendoci cresciuta, va detto, sviluppando qualità che il mio compianto amico Lino Leanza ha colto con lungimiranza. La divergenza non è certo personale, ma politico-culturale. E mi sa che non ci sia molto da fare. O no?. Se non altro però sta informando correttamente. questo lo sa fare, e anche bene.

emigrazione 4 Solo passata la sagra mediatica, certamente ben confezionata (un miliardo non è poco e i talenti immaginifici abbondano: magari non distinguono un fico da un baobab!), si accorgeranno che il Deserto sociale avanzava indisturbato dall’autoesaltazione sicilianistica del compra siciliano, voglio sperare, se non altro, non canalizzato per oltre il 33% sui media siciliani!. Sarebbe demenziale!. Il Mondo c’è, almeno fino a stamattina.

Tutto questo –salvo imprevisti guerreschi che nessuno auspica ma tutti preparano- accadrà. Ve lo stiamo dicendo prima. Potrebbe essere un tema da impugnare nella lotta per l’Indipendenza o semplicemente nella Battaglia per il Buon Senso, che in Sicilia ha meno possibilità di vittoria di quante non ne abbia il sogno dell’Isola Giardino libera e sovrana.

Tesi. E’ l’imperialismo europeo che ci incatena alla nostra condizione coloniale, coi suoi piattini di marmellata per la licca borghesia coloniale e per i suoi professionali consulenti e sbroglia-faccende, con l’aggravante di essere rimasti, come Isola contesa, una rendita di posizione geostrategica “pesata” nella relazione “storica” di Roma con Washington, che si svolge nel quadro B.I.A..

Di questo imperialismo europeo in faticosa centralizzazione, le Massomafie tosco-padane sono parte integrata e integrante, da oltre mezzo secolo (CECA-MEC-CEE-UE).

Se la Kerneuropa, l’UE a due velocità, è da ventanni il vero disegno franco-tedesco, e se ne scrisse su TerraeLiberAzione nel 1994, l’Euro sarà sempre meno una moneta e sempre più un Regime, sempre meno una moneta e sempre più un’Arma nella futura Guerra mondiale alla quale si stanno preparando tutti. L’industria della guerra non conosce crisi e il capitalismo –per uscire dalle sue crisi di sovraproduzione di merci e uomini- conosce solo la Guerra. L’antimilitarismo è una priorità vitale del nostro indipendentismo.

CICIRI  La smilitarizzazione della Sicilia –per un indipendentista che vede a casa nostra la Tana della Bestia- dovrebbe essere il “minimo sindacale”!. Quanto l’indagare, giorno per giorno, la piovra delle Massomafie tosco-padane ed europee dei Ladri di Vento e Acque, di Aria e Mare, o cogliere le linee strategiche della grande ristrutturazione avviata dalla premiata ditta vel-ENI e consorelle varie…Ci pensiamo solo noi?.

Ma il saccheggio coloniale più feroce è di Vita e forza lavoro qualificata prodotta in quantità dalla Sicilia fabbrica di figli, sebbene l’inverno demografico sia calato sull’Isola (ma i piccoli siciliani stanno nascendo nell’emigrazione, la contabilità coloniale è strabica, comunque la si rigiri!).

Ottocentomila in un ventennio, i ragazzi siciliani emigrati. Risultato: una selezione genetica al contrario, un metabolismo sociale devastato, esangue, spento, privo di anticorpi. Ingegneria sociale coloniale, pianificata scientificamente, con tanto di alibi “sicilianistici” esibendo uno Statuto “speciale” che non esiste dal 1957!.

Riflettiamo. Un tema, controcorrente ma qualificante, è l’opposizione ragionata a certe miliardate “comunitarie” che sarebbe piuttosto urgente destinare prima che alla promozione del cibo, alla lotta contro la Fame. Qui. Utilizzando questa camionata di piccioli in progetti agro-energetici e costruendo una serie di agro-town per chi in campagna ci vorrebbe vivere e lavorare sul serio. Si preparano invece a spalmarli come marmellata per le mosche dello Spettacolo coloniale. Per sette anni. Poi ci diranno che li abbiamo sprecati. Amen. E siamo già, a farla buona, nel 2020.

Lo Spettacolo coloniale, con le sue nebbie fitte, ammuccia e mascaria mille Verità che ci stiamo conquistando col sudore da trentanni, una ad una. Sono migliaia. Gli occhi del Sicilianu Novu vedono la Realtà. E’ già qualcosa. E i palloni sicilianisti auto-gonfiati a dismisura scoppiano presto. Quanto all’Independence Day, in Sicily c’è già. A Sigonella. Andatevene là, vi guida un nuovo Ducetto che riempirà di sé lunghe pagine di  Storia e a breve anche di Psichiatria.

MARIO DI MAURO (TERRAELIBERAZIONE)

bozzenoncorrette

GENNAIO 2016-TERRAELIBERAZIONE_V03-001

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