Storia di uno strano accordo tra il governo Crocetta e le ferrovie

Una bella nota di Beppe Vicari (uscita sul blog amico http://www.laNazioneSiciliana.eu) ci risparmia una sintesi. Grazie. “A Palermo lo scorso 30 dicembre, è stato siglato, il contratto di servizio tra la Regione Siciliana e Trenitalia. Firmatari, per la Regione Siciliana, il direttore del Dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti Fulvio Bellomo e, per Trenitalia S.p.A., il direttore della Divisione Passeggeri Regionale, Orazio Iacono. …Il direttore regionale, “bravissimo”, ha salvato i fondi che stavano per essere perduti e magari gli spetterà anche un premio di produzione.  Mentre il direttore di Trenitalia avrà probabilmente una gratifica per avere abilmente “gabbato” la Regione Siciliana e portato a casa, a fronte di un investimento sul piano industriale di soli 40 mln,  un trasferimento di cassa di 223 mln  dal bilancio dello Stato e 150 mln di fondi europei siciliani.  Bravi tutti.

L’intesa non prevede solo la copertura dei costi di esercizio, ma anche la copertura d’investimenti in conto capitale…

La Regione Siciliana, “competente in materia di programmazione e finanziamento del servizio”, corrisponderà a Trenitalia ben 111,5 milioni di euro all’anno, a fronte di una produzione di soli 9,5 milioni di km-treno: ci costa oltre 11 euro a kilometro!. (Uno studio comparato, sul mercato ferroviario mondiale va fatto. Provvediamo!).

Ma il bello viene qui: i siciliani vogliono dei treni nuovi? Allora serve una somma pari a 190 milioni di euro per l’acquisto di nuovi treni: 40 milioni in autofinanziamento da parte di Trenitalia e due tranche rispettivamente di 50 e di 100 milioni di euro da parte della Regione. Il che è come dire ai pendolari: “Volete i treni nuovi? Pagateveli”. La notizia è su FSNews.it 

Le somme riguardanti l’acquisto dei nuovi treni provengono invece ovviamente dai fondi europei, PO FERS 2014-2020 in fase di approvazione, che rischiavano di perdersi. E cosi facendo,  ben 150 ml, vengono impegnati e salvati; anche se “volati” verso gli stabilimenti del nord, che fabbricano locomotori e vagoni (nell’intesa si parla del treno “Minuetto”).  Una bella commessa atta ad aumentare le produzioni e diminuire la disoccupazione del comparto nel nord del Paese.

E i pendolari? Agli inascoltati comitati dei pendolari non resta che esprimere il loro disappunto e sorbirsi l’aumento delle tariffe. Il regalo per il nuovo anno è stato recapitato nelle tasche dei Siciliani; un bell’aumento delle tariffe del 7,7% . Buon Viaggio . (B.Vicari)

Nicola Zitara studiò la speculazione ferroviaria lunga 150 anni e la definì l’atto di nascita del capitalismo massomafioso tosco-padano. Siamo ancora li. Al 1860.

IL COLONIALISMO FERROVIARIO, CHE CI SPACCERA’ (COI NOSTRI SOLDI) I TRENI MINUETTO DEGLI ANNI SESSANTA COME “ALTA VELOCITA'” (TRIBALE) VA SEMPLICEMENTE SPAZZATO VIA. I TRENI SICILIANI CE LI SAPPIAMO FARE, MANTENERE E GODERE SENZA “FERROVIE DELLO STATO”, SENZA RFI, SENZA FONDI EUROPEI.

NON CI SERVE NIENTE, SOLO L’INDIPENDENZA FERROVIARIA INTERMODALE E AD ALTA VELOCITA’ DOVE SERVE, LENTA E SERENA DOVE SERVE.

@TERRAELIBERAZIONE

Treni-300x211

 

 

Annunci