L’ISOLA SENZA MARE

I FONDI N/EUROPEI

CONTRO I PESCATORI SICILIANI

Una direttiva europea sta distruggendo del tutto anche l’economia e il lavoro dell’intero comparto della pesca artigianale professionale dell’Isola dei Siciliani: l’Isola senza Mare, priva di qualunque sovranità sulle sue Acque Territoriali, oltre 20.000 kmq, al centro del Mediterraneo.

Mentre il Deserto produttivo avanza anche sul nostro Mare, questa nostra SiciliAfrica, “protettorato coloniale di Bruxelles”, è costretta ad assistere ignara anche allo “spettacolo della promozione dei suoi prodotti di eccellenza”, in realtà uno spreco miliardario di spot pubblicitari ad uso e consumo di ambienti e di pubblico che della Realtà socioeconomica delle Marinerie -o delle Campagne- sanno poco o nulla.  

Si buttano a mare risorse finanziarie preziose.

PLAYA La Federazione Armatori Siciliani chiede che vengano interrotti i fondi per la Promozione del Pescato Italiano visto che di pescato non c’è più traccia, e che quello che si pesca è già ben promozionato dal Consumatore che lo conosce: quindi lo spettacolo pubblicitario del Pesce Azzurro rappresenta un vero spreco di denaro pubblico.

A opporsi con forza è la sola Federazione Armatori Siciliani, col sostegno dell’intero mondo della pesca, e di poche Realtà Attive da decenni come TerraeLiberAzione e il suo “Fronte del Porto”.

La Federazione Armatori Siciliani -che è presente in tutto il territorio dell’Arcipelago siciliano dal 1991 con centinaia di adesioni- pone oggi e con urgenza un tema di importanza vitale per la Salute stessa del patrimonio ittico dei nostri Mari. E’ uno dei problemi –tra i diversi problemi- che le animebelle dell’ambientalismo salottiero non comprenderanno mai.

La Questione “TONNO”, che evoca tradizioni millenarie delle marinerie siciliane, è diventato un problema. Al di là del saccheggio colonialista che le navi-industria giapponesi operano da decenni nei nostri mari, il Tonno –(a seguito di una campagna pseudo-ambientalista miope se non del tutto anti-scientifica)- è diventato specie Ittica protetta nei fatti, è diventato il vero problema dei mari e di tutte le altre specie ittiche come ad esempio il Pesce Azzurro. Il pescato di PESCE AZZURRO da quando esistono le “QUOTE TONNO” è diminuito dal 50 al 70%!. L’80% del pescato che gira nei mercati e nelle tavole è di importazione: quindi spendere “fondi n/europei” –riciclaggio taglieggiato della NOSTRA Irpef, IVA…- per la promozione del pescato italiano o siciliano è inutile.

Ricordiamo che sono stati presentati numerosi esposti in Procura in merito a presunti marchi di qualità del Pescato inesistenti e/o sconosciuti a Pescatori, Armatori, Consumatori, marchi che però hanno attratto soldi pubblici. E’ una palude di carte che figliano carte e di misteri nelle nebbie della SiciliAfrica dei fondi n/europei, un “protettorato coloniale di Bruxelles”.

Oltre 700 barche in Italia –gran parte in Sicilia- pescano (anche) con il Palangaro. Nei periodi di passa del Tonno il pesce abbocca all’amo inevitabilmente anche a non volerlo pescare. Gli Armatori, giustamente, hanno deciso di autodenunciarsi: “i Tonni, nei periodi di passa, abboccano anche contro la nostra volontà”. Hanno proposto, con chiarezza, di poter effettuare la Pesca del Tonno nei periodi di passa dello stesso e dunque dal 15 maggio al 30 giugno. Rilevando anche che le Leggi in materia di sconfinamento sono antiche e andrebbero riviste, tanto più che “i moderni Pescherecci sono dotati di tutte le strumentazioni di Bordo che guardano alla Sicurezza della Vita umana in mare, le barche sono ben strutturate, ed hanno salvato anche centinaia di vite umane in questi ultimi anni, senza clamori, obbedendo all’antica Legge del Mare. Rischiando perfino la galera!”. (Fabio Micalizzi).

Il Fronte del Lavoro del Mare siciliano si batte per vere campagne di Ripopolamento Ittico a partire dalla limitazione della presenza dei Tonni i quali stanno distruggendo flora, fauna, dunque forte riduzioni di tutte le specie ittiche con maggiore riferimento al PESCE AZZURRO che rischia di scomparire.

Non ci sfugge, infine, che  la QUOTA TONNO è stata distribuita e/o assegnata solo a n. 12 “Tonnare” – quasi tutte “Salernitane”, spingendo al fallimento centinaia di pescatori siciliani, tanto più che il Pescato di una sola delle 12 “Tonnare” potrebbe soddisfare l’intera stagione di tutti gli altri con il Palangaro. Quali sono stati i criteri di assegnazione delle Quote in Italia?. Come mai in Italia le Quote Tonno non sono state distribuite ad esempio come in Spagna o altri paesi europei?.

Fabio Micalizzi, il “combattivo ammiraglio” della proletaria Federazione Armatori Siciliani chiede al Governo Italiano di intervenire a sostegno della Pesca Artigianale, chiede che venga accertata l’ipotesi concreta denunciata dai Pescatori: che il TONNO è il vero problema del MANCATO RIPOPOLAMENTO ITTICO; chiede di vigilare sulla distribuzione dei malcongegnati “Fondi Europei” destinati al Comparto Pesca affinché siano di aiuto vero per l’ammodernamento delle flotte marinare e adeguamento di tutte le dotazioni di bordo; e inoltre… creazione di nuovi mercati all’interno dei Porti, maggiore sicurezza nei Porti, spazi destinati solo al Comparto pesca con possibilità di depositi, celle frigo, spazi per le attrezzature e/o riparazioni reti…Questo serve, non il fumo degli spot pubblicitari sparati nelle nebbie dello Spettacolo coloniale dell’Isola senza Mare, che servirà nel suo “Turismo a Cinquestelle” pesce fresco del Mekong, gamberi delle Galapagos e Tonni indonesiani!.

E’ la Sicilia itAliena e n/europea!. L’EUROPACELOCHIEDE, L’EUROPACELODA, L’EUROPACELOTOGLIE. La Sicilia “protettorato coloniale” di Bruxelles.

La Federazione Armatori Siciliani chiede che vengano interrotti i fondi per la Promozione del Pescato Italiano visto che di pescato non c’è più traccia, e, che quello che si pesca è già ben promozionato dal Consumatore che lo conosce (quindi la Promozione del Pesce Azzurro rappresenta un vero spreco di denaro pubblico).

Queste posizioni sono state illustrate anche nel corso di diversi incontri istituzionali. E’ il vettore di una piattaforma di lotta che guarda oltre i limiti della stessa “categoria”. Non è necessario essere pescatori per sostenere queste Buone Ragioni. Chi vuol capire, capisca.

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Mario Di Mauro-Fondatore di “TerraeLiberAzione”.

 

 

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