L’ARVULU DI VITU

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Friddu fa, Vitu, cadi na stiddha, sa’ cu’ sta murennu. Cadìu na stiddha, oh Rosa, sa’ cu morsi… -“Talè, gli Alberi sono…solo noi passiamo, come un’aria che cambia”. (Rilke).

Il 12 Febbraio del 2014 si spegneva la stella del nostro caro Vito Tartaro (n.1938). Il poeta civile e attivista sociale di Ramacca, che ci insegnò a riconoscere gli alberi e a parrari macari ke petri. Vito ci insegnò a coltivare l’antico Albero di Trinakria. A coltivarlo col Sintimentu, sicula concrezione di Cuore e Cervello. L’Ulivo della civiltà mediterranea, il Fico sacro della Sikelìa, la Palma benedetta della Siqillya.

La Comunità Siciliana di “TerraeLiberAzione”, in oltre trentanni, ha avuto compagni di cammino luminosi che vivono nel nostro Sintimentu: durevoli comu i Stiddhi. Uno di questi compagni di Cammino è Vito Tartaro, poeta militante, indipendentista siciliano, internazionalista sociale. Se oggi Camminiamo Addhitta in questo deserto coloniale, costruendo Oasi-Giardino e riunendoci a Cuncumiu per coltivare l’Albero di Trinakria, se abbiamo un linguaggio che sa parlare nel Secolo XXI perché ha radici profonde in Diecimila anni di Storia siciliana, lo dobbiamo anche a un Sicilianu Novu quale è stato il nostro caro Vito.

SIMBOLO M33 @12 Febbraio 2016. TERRAELIBERAZIONE.