421604  L’isola senza Mare. E senza pesce. Di direttiva in bando, di truffa in fuffa, la filiera bruxellese delle carte false che figliano spot elettorali, sta distruggendo del tutto anche l’economia e il lavoro dell’intero comparto della pesca artigianale professionale dell’Isola dei Siciliani: l’Isola senza Mare, priva di una qualunque sovranità sulle “sue” Acque Territoriali, oltre 20.000 kmq, al centro del Mediterraneo. Il mare delle trivelle e delle petroliere, delle portaerei e dei sommergibili atomici. Il Mare dei vel-ENI e dei naufraghi delle guerre infinite che tormentano il Mondo mediterraneo.

L’isola senza Mare. E senza pesce. Di direttiva in bando, di truffa in fuffa, la filiera bruxellese delle carte false che figliano spot elettorali, sta distruggendo del tutto anche l’economia e il lavoro dell’intero comparto della pesca artigianale professionale dell’Isola dei Siciliani: l’Isola senza Mare, priva di qualunque sovranità sulle sue Acque Territoriali, oltre 20.000 kmq, al centro del Mediterraneo. Il mare delle trivelle, delle portaerei, dei sommergibili atomici. Il Mare dei vel-ENI.

La Questione “TONNO”, che evoca tradizioni millenarie delle marinerie siciliane, è diventato un problema. Al di là del saccheggio colonialista che le navi-industria giapponesi operano da decenni nei nostri mari, il Tonno –(a seguito di una campagna pseudo-ambientalista miope se non del tutto anti-scientifica)- è diventato specie Ittica protetta nei fatti, è diventato il vero problema dei mari e di tutte le altre specie ittiche come ad esempio il Pesce Azzurro.

Il pescato di PESCE AZZURRO da quando esistono le “QUOTE TONNO” è diminuito dal 50 al 70%!. L’80% del pescato che gira nei mercati e nelle tavole è di importazione: quindi spendere “fondi n/europei” –riciclaggio taglieggiato della NOSTRA Irpef, IVA…- per la promozione del pescato italiano o siciliano è inutile.

Fabio Micalizzi, il “combattivo ammiraglio” della proletaria Federazione Armatori Siciliani, chiede al Governo Italiano di intervenire a sostegno della Pesca Artigianale, chiede che venga accertata l’ipotesi concreta denunciata dai Pescatori: che il TONNO è il vero problema del MANCATO RIPOPOLAMENTO ITTICO; chiede di vigilare sulla distribuzione dei malcongegnati “fondi n/europei” destinati al Comparto Pesca affinché siano di aiuto vero per l’ammodernamento delle flotte marinare e adeguamento di tutte le dotazioni di bordo; e inoltre… creazione di nuovi mercati all’interno dei Porti, maggiore sicurezza nei Porti, spazi destinati solo al Comparto pesca con possibilità di depositi, celle frigo, spazi per le attrezzature e/o riparazioni reti…(www.terraeliberazione.wordpress.com)

Questo serve, non il fumo degli spot pubblicitari sparati nelle nebbie dello Spettacolo coloniale dell’Isola senza Mare, che servirà nel suo “turismo a cinquestelle” pesce fresco del Mekong, gamberi delle Galapagos e Tonni indonesiani!.

Ricordiamo che sono stati presentati numerosi esposti in Procura in merito a presunti marchi di qualità del Pescato inesistenti e/o sconosciuti a Pescatori, Armatori, Consumatori, marchi che però hanno attratto soldi pubblici.

La “Camera di Commercio”, campo di battaglia che brucia energie ed ambizioni nell’inutile contesa dei porti senza mare e degli aeroporti senza compagnie siciliane, ha qualcosa da dire in merito?. Una parola, un balbettio, un segnale di vita, in questa palude di carte che figliano carte e misteri nelle nebbie della SiciliAfrica dei fondi n/europei, un “protettorato coloniale di Bruxelles”. L’EUROPACELOCHIEDE, L’EUROPACELODA, L’EUROPACELOTOGLIE. Anche il pesce azzurro!.

Mario Di Mauro-Fondatore di “TerraeLiberAzione”.

TERRAELIBERAZIONE-N°3 Marzo_16-001TERRAELIBERAZIONE-N°3 Marzo 2016

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