ANDIAMO A CONOSCERE L’OSSEZIA…

Alziamo dalla Cima dell’Etna uno sguardo siciliano sulle cose della vita e del Mondo. Non è solo una visione letteraria del Sicilianu Novu.

Abbiamo visto, oltre le nebbie e le tempeste dello Spettacolo neocoloniale che infesta il Mediterraneo Orientale, oltre l’antico mar Nero e la sua remota Colchide, tra le montagne del Caucaso, un piccolo grande popolo che combatte per la sua Libertà. Ha i nostri stessi nemici. I nostri stessi amici. Il nostro stesso Diritto all’Autodeterminazione. E’ il Popolo dell’Ossezia.

Il Rappresentante diplomatico della Repubblica di Ossezia sarà presentato ai nostri attivisti e simpatizzanti, nello stile comunitario che caratterizza anche le nostre relazioni diplomatiche ispirate al principio della ri-conoscenza reciproca nello spirito della Pace e della Cooperazione solidale tra i Popoli.

La Civiltà siciliana è contro la guerra e rifiuta tutte le basi militari che occupano la nostra Terra Sacra, facendone una Tana della Bestia amerikana.

Vogliamo la Pace. Punto. Semu Simenza.

Da anni, come fosse un insulto, ci dicono che siamo filo-Russia, filo-Mosca, filo-Putin. Li facciamo contenti: vero è!.

Ma è vero solo nella misura in cui questo “filo” sia utile a tessere la Tela della Pace e della Cooperazione tra i Popoli. Punto. Semu Filu.

Noi non elemosiniamo fondi n/europei, non accettiamo perline colorate dai marines di Sigonella City, non ci riconosciamo in quell’errore della natura che è la “Sicilia italiana”, non vogliamo DIPENDERE da Entità e Forze mentali che calpestano il nostro stesso Diritto di autodeterminarci in quanto popolo storico.

Lo capisca chi vuole. Noi lo spieghiamo. Punto. Semu chiari.

Nel crollo fraudolento della necrotizzata Unione Sovietica, nel caos che ne seguì, gli Ossetini non si persero d’animo. Hanno combattuto, in condizioni svantaggiose, per costituirsi in “Repubblica dell’Ossezia del Sud”.

E ci stanno riuscendo!. Pani, Pacenzia e Tempu!.

Mentre la Repubblica dell’Ossezia del Nord (Alania) è membro della Federazione Russa e conta oltre 700.000 abitanti, nel meridione ossetino, rimasto ingabbiato nello stato georgiano e tormentato dai conflitti coloniali, vivono circa 60.000 persone.

La capitale Tskhinval – ha gli abitanti di Caltagirone. E’ situata sul versante meridionale del Grande Caucaso e governa un territorio meraviglioso in prevalenza di montagne ricche di fiumi torrenziali, vasti pascoli e rigogliose foreste; esteso grossomodo quanto la  città metropolitana di Catania.

La loro Dichiarazione di Indipendenza (dalla Georgia) è del 28 novembre 1991.

Ne seguirono due guerre di aggressione da parte di Tbilisi, la capitale georgiana sostenuta apertamente dalla NATO.

La Repubblica di Ossezia, col sostegno di Mosca (e dell’Ossezia del Nord, membro della Federazione russa) è riuscita a consolidare la sua sovranità relativa, con un sistema elettorale democratico e pluralista, e un grande sforzo di autorganizzazione sostenuto dai pochi paesi amici.

Malgrado sia solo un piccolo paese caucasico il veto degli USA e dell’UE ne impedisce il riconoscimento all’ONU.

L’Occidente euro-atlantista sostiene il colonialismo georgiano e le ragioni del caos e del terrorismo nella cruciale regione caucasica.

E’ la Realtà. Ma da Bruxelles a Washington, si spaccia la favoletta dell’Ossezia georgiana, con ovvio corollario di future basi NATO narcomodello Kosmet-Kossovo: nel Miedzymorze, i “Tre Mari di Varsavia”, la nuova Cortina di Ferro euro-atlantista!.

Una geografia immaginaria: quella stessa che individua nell’insularità mediterranea della Sicilia uno “svantaggio” da impugnare nella questua bruxellese dei fondi n/europei, a sostituire i miliardi truffaldini che Roma stracciona inietta nelle vene della sua Sicilia italiana, nelle invarianti ma sempre più sofisticate nebbie fitte di uno Spettacolo coloniale che dissangua invece la nostra Isola facendone la “regione più povera d’Europa”, sempre più colonia, sempre più bisognosa di caritatevoli aiuti!. E’ il circolo vizioso della miseria coloniale, delle sue dipendenze, della sua alienazione.

Le antiche e nobili stirpi caucasiche custodiscono radici profonde dello stesso millenario Albero di Trinakria. Il semplice scoprilo è una meraviglia!.

Apriamo nuovi orizzonti e nuove prospettive al Cammino del Sicilianu Novu, nel Secolo XXI. Nel nostro Mondo.

La piccola Ossezia è in piedi e cammina addhitta!.

Ci piace questa gente antica e coraggiosa. Forse abbiamo qualcosa da imparare!.

Caminamu, andiamo a conoscerli.

@TERRAELIBERAZIONE.

TERRAELIBERAZIONE-N°3 Marzo_16-001

TERRAELIBERAZIONE-N°3 Marzo 2016

 

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