1001 Notte a Taormina.

ARRIVA IL CIRCO DEL QATAR!

Lo sceicco del Qatar, Hamad bin Jassim Al-Thani, fa global shopping per il pianeta. E’ un tutor degli sponsor di “forze mentali” taqfirite e colorate dedite al turismo terroristico nel Mondo mediterraneo, nonché a capo di uno stato-prigione per masse di schiavi-operai impiegati nei cantieri e nel sollazzo di una minoranza di beduini ubriachi di petrodollari, in attesa della consacrazione dei Mondiali del 2022. Sua è al Jazeera, il megafono globale del terrorismo colorato in versione anglo-qatariota.

SAN DOMENICO tao

E ora, grattacieli milanesi e location mozzafiato in Sicilia. Oggi ha acquistato (manca solo una firma) lo storico albergo San Domenico di Taormina, uno dei più belli del Mondo. E’ un investimento intelligente, non c’è che dire. Qualche nostalgico vaticina di fiumi di dollari distribuiti sulle vie taorminesi da flotte cortigiane in sollazzo permanente. Verranno, di tanto in tanto. Ma Albergo è, non Zisa. Tanti ne hanno. E soldi deve fare. Amen.

L’antico monastero dei frati domenicani è stato acquisito all’asta per 52,5 milioni. Era stato rilevato –anni fa- dal gruppo Acqua Marcia (del potentato romano dei Caltagirone). Il San Domenico, una camera 1001 euro a notte, nasce come palazzo-castello nel 1374, fu completato dopo un decennio. La sua fondazione è legata al nome di un frate domenicano, Damiano Rosso, discendente degli Altavilla, che lo donò all’Ordine religioso. Amen.

Altri cinque alberghi di lusso siciliani, sempre del gruppo Acqua Marcia, sono all’asta: l’Excelsior di Catania; le Palme, l’ Excelsior e Villa Igiea di Palermo; il Des Etrangers di Siracusa. Sotto a chi tocca.

In arrivo, a giugno, i saldi regionali su tutti i beni di pregio del Demanio marittimo. Poi tocca alle terre pregiate: il tempo di desertificarne le aziende che vi sopravvivono. Anche a colpi di fondi n/europei per il…”riordino fondiario”.

Tanto, per il riordino fognario della palude sociale siciliana il tempo si troverà. Il Tempo coloniale è vuoto, gira a vuoto. Vuoto, come le teste kitsch della borghesia coloniale della Sicilia italiana. Amen.

Intanto godiamoci l’arrivo del circo del Qatar con le sue truppe cammellate. La fila dei servitori e dei leccapiedi è già lunga fino Mazzarò.

Al San Domenico –se ricordo bene- c’è anche una statua di San Francesco con una pietra in mano. Una pietra-simbolo, di ricostruzione morale.

Ecco, qualora fosse possibile, per amore della Pace, almeno la statua di Francesco qualcuno la tolga, la vincoli, la porti a Palazzo Corvaja.

Chiedetelo alla signora sceicca, lei è glamour e cool: magari ve la regala. Strisciate ai suoi piedi ingioiellati: di Bulgari e Swarovski. Il feticismo dei piedi –nella Sicilia italiana- produce fuoriclasse insuperabili. Fatevi disonore, vi costa poco. Amen.

Avanti i prossimi, come nei bordelli di San Berillo, prima della criminale deportazione di tutti e tutto nelle periferie-discariche sociali della metropoli paesanazza: il riordino fondiario del partito della rendita e dei palazzinari: tutto distrussero, tranne quello che l’arch. Piccinato e l’ing. Mignemi* riuscirono a salvare. Quelle “discariche umane” non le vuole nessuno. 1001 Notte. Notte coloniale sull’Isola contesa, venduta, trivellata, dronizzata, sceicchizzata. Intronata. Amen.

Dulcis in fundo. Non credo esista un Ristorante migliore in tutto il Mondo. Al San Domenico la materia prima siciliana –con l’Olio da 30 euro al litro!- diventa una experience religiosa. Si mangia da Dio. Specie se a pagare il conto è un ricco siculo-americano appassionato di arte, storia e paesaggi di questo Terramare impareggiabile. Un amico vero.

@TERRAELIBERAZIONE. Mario Di Mauro (Jibril al Siqilly)

*L’AFFARE “SAN DOMENICO” venne soffiato allo sceicco del QATAR – per pochi spiccioli e all’ultimo secondo- da un collezionista di Grand Hotel, il più furbo dei “furbetti del quartierino” -> l’inafferrabile e geniale STATUTO. Il come non si è mai capito (amicizie renziane londinesi, pare). Ora il Collezionista di Grand Hotel è inseguito da debiti & fallimenti, pur avendo una miliardata da qualche parte…Che sia un effetto collaterale del referendum del 4 dicembre?. In ogni caso a far quattrini col TURISMO in SICILY NON SARA’ IL POPOLO SICILIANO: camerieri, se va bene!. Quanto allo “Statuto”, era e resta roba da furbetti del quartierino. Senza INDIPENDENZA, la SICILIA è fottuta. Dal primo Statuto che passa. Per la cronaca: de facto, è il Grand Hotel del G7 di Maggio. La metafora è completa. Chi la capisce è bravo. (7/2/2017)

basmala 1 *L’Ing. Mignemi ha 91 anni. E’ il presidente della Comunità Siciliana TerraeLiberAzione. E gode buona salute. Finì pure in galera, negli anni sessanta, per aver denunciato lo scempio del paesaggio catanese e siciliano. E’ sempre stato indipendentista, fin da quando faceva la staffetta per il professore Canepa, nell’EVIS. Non ha cambiato idea. Mai.

http://www.terraeliberazione.wordpress.com

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