Frutti marci e semi avvelenati nel crollo mentale della SiciliAfrica italiana.

Il nemico è a casa nostra!

U Sicilianu novu camina addhitta verso un nuovo e inedito Vespro. Fuori dalle paludi e dai campi minati della SiciliAfrica italiana.

vespro 2016

Lo sprofondamento mentale della SiciliAfrica italiana ha varcato il punto di non ritorno. Era ora. Devono implorare il totem n/europeo di Bruxelles per ottenere il miracolistico marchio Geo che ci autorizza a dire che la Sicilia è un’Isola; ovviamente, in quanto isola è isolata, periferica, un Dom-Dominio d’Oltremare negli Oceani profondi, e pertanto svinturateddha, handicappata e bisognosa di caritatevoli aiuti n/europei.

E’ così dispersa, quest’isoletta senza storia e senza geografia, che per ritrovarci più facilmente ci installarono il MUOS, con una intera costellazione di satelliti, i quali furriano nelle orbite dello spazio vicino, tutti a cercare a noi sicilianuzzi, poveri autistici dispersi in un Mondo che non capiamo; poi, per il nostro bene, ci collegarono con le principali dorsali TLC sottomarine che connettono l’Oriente all’Europa: in caso di necessità, un telefono ce lo diedero macari a noi: ma era senza batterie. Anche alle cucine e ai frigoriferi, al freddo e al caldo, pensarono con due giganteschi gasdotti strategici, uno lo attaccarono a Gela e l’altro ddhabbanna, a Mazara, par condicio. Solo che si scordarono i rubinetti.

Poi, siccome si produceva troppa energia eolica, chè il Vento ce l’avevano rubato tutto, tanto non si vede, per non farcela anzammà scoprire, chè l’emozione di vedere l’energia eolica che se ne avvulava a miliardate ci avrebbe impressionati tantikkia, Terna ci regalò un Ponte elettrico per portarsela al Nord, però ci disse che era per il nostro bene: na minkiata, una kiù, una menu…tutti ammuccarono. E continuarono a pagare quella “bolletta più cara d’Europa”, che i profitti coloniali li sta finanziando a sua insaputa.

La Sicilia dunque non è un’isola come Malta, l’Islanda, Cuba, l’Irlanda o l’Inghilterra?. No, così ci dissero a Bruxelles e accuddhì ripetono gli agenti di commercio nello spaccio dei fondi n/europei.

Ormai dobbiamo chiedere il marchio Dop a Bruxelles per sapere che un ulivo fa l’olio e che l’olio si chiama olio?. E imprecare contro i cugini di una vita, i Tunisini, che sono spremuti due volte e più fritti di noi, che l’olio glielo saccheggiano i grandi gruppi dell’agro-alimentare e della G.D.O. dell’imperialismo Nordico. Lo stesso che ci trivella il Mare. Il Mare dei Siciliani e dei Tunisini: eccovi serviti, terroni periferici delle banlieux n/europee!.

Che  l’Ulivo è l’albero della civiltà mediterranea e venne diffuso dai Siculi come ci narra il mito di Aristeu, non lo sa nessuno. Il Ministero della Verità, che si prende cura dei nostri cervelli vuoti e delle nostre memorie artificiali, ha provveduto, per non sbagliare, a cancellare anche la civiltà mediterranea dei Siculi. In effetti questo sbiancamento seriale -che ha saturato di centomila omissis misteriosi una storia millenaria- era fondamentale a non farci sapere perché ci chiamiamo come ci chiamiamo. Come ci chiamiamo, a proposito?. E perché?. Appunto. Figli di NN. Bastardi di 13 dominazioni, inclusa quella barocca.

Che siano inesistenti non lo sanno più neanche i funzionari del Ministero della Verità. E lo Spettacolo coloniale sta per inscenare uno Stupro spaventoso della Storia siciliana al British Museum. E tutti ad applaudire: i nostri accademici e professoricchi, megafonati da giornalistume e compagnia cantante: i corifei giulivi ed ebeti della SiciliAfrica italiana, un verminaio kitsch di carriere e intrallazzi, ipocrisie e pugnalate alle spalle.

Eccovi serviti gli “intellettuali” della SiciliAfrica italiana: un capolavoro sofisticato di socio-ingegneria prodotto nel tempo dall’Ascensore sociale che venne imposto dalle Massomafie tosco-padane nel 1860; vi accede chi spaccia le balle spaziali dell’italietta risorgimentata. Per gli altri c’è l’ostracismo fino alla miseria o il foglio di via: nave, treno, aereo, autostop: fate pure. Oramai funziona da solo, è un Automatismo: la “normalità della menzogna”, la banalità del male, che produce frutti marci e semi avvelenati. Non solo metaforici.

La SiciliAfrica è la “Regione più povera d’Europa”. L’Europacelodice!. La Regione più povera d’Europa, nel Terramare più ricco e conteso d’Europa. Ma questo l’Europanoncelodice. Qualcosa non quadra, vero?. O siamo un “popolo di ritardati” oppure è colonialismo, dipendenza coloniale. O tutte e due le cose, il che è assai più probabile; e poi non si corre il rischio di sbagliare.

Trentanni fa abbiamo spiegato che la Sicilia è ricca quanto la Baviera o la Florida, in ogni caso. In 10 anni di buona indipendenza sarebbe una media potenza da G20. E questo l’Europalosa. I Siciliani non lo devono sapere. Ce ne andavamo peri-peri con una bandiera giallorossa (ultras della Roma si disse) e con la Trinakria, quella del tappo della birramessina. C’era per davvero però la birramessina, poi non ci fu più mancu iddha: orfani rimanemmo con la nostra Trinakria a lutto!. Arrivò una multicomesichiama olandese, si disse, e se la sucò tutta para.

In questa  SiciliAfrica del saccheggio coloniale di Acqua e Vento, Gas e Petrolio, vel-ENI e Trivelle, attuato da una cupola di gruppi grandi e medi dell’imperialismo europeo: ora tocca alle terre pregiate e al Demanio marittimo. Stanno arrivando!.

Un cordone sanitario, un embargo invisibile, sequestra il Terramare e lo Spazio aereo dell’Isola del Tesoro. Non abbiamo sovranità reale su nulla. Il resto è tutta una commedia dello Spettacolo coloniale, delle sue nebbie, della sua democratura elettorale e anche referendaria. Il perimetro è definito.

Altrove è la Testa dell’Hydra che domina l’Isola contesa. E Altrove, delocalizzata, è ormai anche la Fabbrica di Figli per lo sviluppo demografico tosco-padano ed europeo, che ci lascia un metabolismo sociale devastato nella forma di “selezione genetica al contrario”. Le cifre sono impietose: 800.000 giovani siciliani -la Generazione perduta– espulsi da una Terra ricca e al centro di un Mondo, che trasferiscono un capitale umano (ed economico) che va a riprodursi nelle metropoli europee delle culle vuote: le capitali dell’imperialismo senile. Altri proletari di pelle B: con la valigetta Samsonite e la laurea costata vite di sacrifici a loro, ai genitori e alla società intera. I “costi di allevato e formazione”: un milione di euro a unità. 800 Miliardi!. E’ il risultato di una pianificata Coercitive Engineered Migrations.

Nella SiciliAfrica peggio di Portorico, protettorato coloniale di Bruxelles, “rendita di posizione” geo-strategica delle Massomafie tosco-padane nella relazione con Washington. Quella statunitense in Sicilia non è “ingerenza”, ma regolare controllo geopolitico: purchè non se ne parli. E il silenzio è tombale. A volte fin troppo tombale. Ci basta chiarire che “il nemico è a casa nostra”: e  non è solo l’attuale Visione strategica amerikana, né solo l’Italia delle massomafie tosco-padane: quanto la loro “relazione strategica”, con le sue contraddizioni, in un “quadro blindato”, che intrappola qualunque residua possibilità di sovranità popolare e di sviluppo reale dell’Isola nel Mondo del Secolo XXI.

La SiciliAfrica peggio di Portorico, dal 24 ottobre 1943 è la Region 1 degli USA nel Mediterraneo; nell’ultimo ventennio, direttiva dopo bando, bando dopo direttiva, è divenuta anche un protettorato coloniale di Bruxelles e dei suoi fondi n/europei: una zattera di salvataggio per il blocco sociale in disfacimento della Regione fallita, in un carnevale di fragolosi spot pubblicitari per le marmellatine di zia Peppina da Maletto.

Affonderanno lo stesso, in un mare di illusioni e spot pubblicitari mentre il Deserto avanza sul paesaggio agrario coi suoi frutti marci e i suoi semi avvelenati perfino di razzismo demenziale contro tunisini, marocchini e, a breve, marziani e saturniani; dopo aver divorato, per decenni, un fiume di fondi P.A.C. europei (va detto, siamo onesti!) senza riuscire a creare una filiera e piattaforme commerciali degne di questo nome.

E’ un paesaggio agrario non privo di nicchie d’eccellenza che si salvano facendo da sé, lavorando nel Mondo senza aspettare nessun bando, né alcun bandito che lo spacci come soluzione miracolistica. 

Il PSR è una miseria. Serve una Grande Banca di Mediocredito per la sovranità agro-energetica: non servono fondi ingabbianti che assomigliano fin troppo alle copertine infettate col vaiolo che il Governo amerikano regalava caritatevole agli Indiani delle riserve all’inizio dell’inverno. 

Questa SiciliAfrica italiana -per quanto del tutto alienata- è già segnata dal compimento del ciclo storico dell’Autonomia vigilata (da Roma e Washington). Un giro a vuoto lungo 70 anni, le cui pagine cruciali sono state scritte da “Gladio”: “leading from behind”, manovrando da dietro: dalla strage politica di Randazzo del 17 giugno 1945 -che decapitò con l’EVIS di Antonio Canepa e Carmelo Rosano anche il Partito Siciliano dei Lavoratori che ne sarebbe sorto- fino ai segreti di Pulcinella sulle stragi politiche palermitane del 1992 e su oltre 20 anni di depistaggi “statali”. Non diranno mai niente: sarebbe la fine di un intero edificio statuale, costruito su 155 anni di menzogne. E che sparirà prima di quanto non si possa immaginare, tanto è marcio!. Cantate, cantate “fratelli di taglia”!.

Il Nemico è a casa nostra!. Noi siciliani non soffriamo per l’assenza dello Stato ma per la sua essenza colonialista. Fate pure i vostri porci comodi. Ma non in nome del Sicilianu Novu. Non lo rappresentate, né potreste anche a volerlo. Siamo di un’altra razza. La razza indipendentista che respira il Mondo nell’Internazionalismo sociale e cammina addhitta su questo Terramare impareggiabile. Non siamo pecorame nei recinti della vostra SiciliAfrica italiana.

MDM- (Prima Parte)

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