Catania, Venerdì 24 Giugno 2016. Un grande PASSO PRATICO sul Cammino del Sicilianu Novu-> Cuncumiu d’Estate della Comunità Siciliana “TerraeLiberAzione”. Una sessione seminariale -interna, ma accogliente- è stata dedicata all’approfondimento di TEMI STRATEGICI e a diverse precisazioni di TRACCIATO sul Cammino del Sicilianu Novu, un Cammino organizzato nella CoScienza -> che costituisce l’ESSENZA di questo 10° CUNCUMIU della Comunità Siciliana “TerraeLiberAzione”.

Presieduta dall’Ing. Mignemi, l’ultimo dei “Ragazzi di Canepa”: nella splendida lucidità dei suoi 92 anni -> Grande CHIAREZZA negli interventi programmati: Mario Di Mauro (Battaglie dell’Aria nell’Isola senza Cielo), Giuseppe Li Rosi (leader del movimento contadino SIMENZA), Fabio Micalizzi (leader delle marinerie siciliane), Paolo Valentini (agronomo e storico del paesaggio siciliano), Placido Altimari (che ha presentato il suo libro “BRONTE”), Giuseppe Bertucci (l’artista che ha donato a TERRAELIBERAZIONE la sua splendida ICONA della MADONNA delle ACQUE)…

Contributi e stimoli preziosi sono giunti da diversi interventi. Ora è tempo di RIFLETTERCI BENE, di PIANIFICARE il LAVORO, di PRODURRE le SINTESI proponibili a centinaia di Uomini e Donne che animeranno il Cammino del Sicilianu Novu-> oltre le nebbie, le paludi, i campi minati di uno SPETTACOLO coloniale che SOLO NOI STIAMO VEDENDO in tutta la sua sofisticata messinscena. Ce lo riconoscono in tanti, ma non è il “consenso” che stiamo cercando: non sappiamo cosa farcene né ci interessa più di tanto la fine che stanno facendo: è già rischioso il semplice descriverla e proporla a quanti vorranno liberamente unirsi al Cammino RI-EVOLUZIONARIO del SICILIANU NOVU. Alzando uno sguardo siciliano, critico e solidale, sul Mondo del Secolo XXI. Sappiamo quello che facciamo, e tanto basta.

Nella naturale evoluzione del 10° Cuncumiu sono intanto maturate le condizioni per il consolidamento definitivo delle nostre EDIZIONI e della RETE METROPOLITANA CATANESE della nostra storica Organizzazione-> “CATANIA: CITTA’-STATO come Amburgo” è la sua mission strategica, oltre all’impegno quotidiano nella diffusione della nostra STAMPA. (…) 

Le relazioni e gli interventi del Cuncumiu d’Estate verranno rielaborati in forma di articoli e pubblicati sui prossimi numeri del nostro Foglio mensile e della nostra Rivista INTERFERENZE. Sul piano dell’organizzazione e della logistica sono state individuate alcune piccole lacune, che verranno colmate con l’innesto di due attivisti: è il LAVORO PRATICO che rende possibile il FUNZIONAMENTO REALE di una ORGANIZZAZIONE che cammina ADDHITTA da 31 anni. L’APPARATO, si chiamava una volta-> senza il quale non si va da nessuna parte!.

***

(…) -> E’ Tempo di rifondare noi stessi!. Questo è il programma politico, umano e scientifico, del Sicilianu Novu.

Ci radichiamo nella REALTA’, l’unica che abbiamo.
Dalle CAMPAGNE siciliane al Fronte del PORTO.
Ora anche nell’Etna Valley -dalla FARMACEUTICA all’ELETTRONICA. Nella Diaspora Siciliana, da Berlino a Londra a Praga… Il CHE FARE non ci manca. U Tempu si.
Non partecipiamo più -DA ANNI- a convegni e chiacchiere inutili. Nè a stupide elezioni e referendum che non ci riguardano.
Il Tempo è un bene prezioso.

Nella CoScienza costruiamo INDIPENDENZA anche nell’Etna Valley. Primi passi pratici -dopo un lungo lavoro di conoscenza e contatti.
Di cosa dovremmo discutere coi “sicilianisti” incapaci di vedere la lotta di classe e perfino l’Imperialismo NORDICO?. I “sicilianisti” -e tutti gli altri colorati- che mai dicono parola contro la NATO (e ora balbettano sul TTIP-che è solo la NATO economica: ciechi!). “Sicilianisti” perfino capaci di difendere il NEMICO- e la sua REGIONE coloniale!. I regionisti riformisti. Fumo colorato, che produce falsi obiettivi e confusione sulla via della Lotta vera: che è ben altra cosa.

E’ una cosa seria, un Cammino di LiberAzione che non passa dalle PALUDI asfittiche dell’ELETTORALISMO subalterno. SubAlterno!. Riflettere BENE. Non dobbiamo “riformare”, nè cambiare questa “Regione”, questi “Comuni”. Non rientra nella pratica dell’Indipendentismo del Secolo XXI.

Altra cosa -laddove ritenuto utile- è usare le tribune elettorali – istituzionali coloniali ->a supporto di Azioni specifiche. Un esempio: -> CATANIA CITTA’-STATO come AMBURGO!. Ma questo non sarebbe “elettoralismo” -> questa è una INTERFERENZA nel loro Spettacolo tricolorato e “regionista”. Si FA e ci si RITIRA immediatamente, lasciandoli in confusione -se ne siamo capaci. Il resto verrà subito…
NOI siamo Ingegneri, Agronomi, Statistici, Artisti, OPERAI specializzati – CONTADINI nuovi – COGNITARIATO TecnoScientifico e Creativo. E Avvocati (non devono mancare MAI!).
Camminiamo addhitta nel Mondo del Secolo XXI. Ci proviamo.
Semu Siciliani Ri-Evoluzionari: SOCIALI e INTERNAZIONALISTI.

Non vogliamo “cambiare” questa UE, questo Stato, questa  Regione.

La Vita dobbiamo cambiare!.

SIMBOLO M33

INTER-COPERTINA 1 clicca e leggi

INTERFERENZE N°1

Nella più assoluta purezza e laicità, all’Icona della Madonna delle Acque è stato consacrato il Cammino del Sicilianu Novu -> nella continuità con l’INDIPENDENTISMO SICILIANO del Novecento.

Delle icone è difficile “scrivere”-> La IMAGO costruita in FORMA DI PREGHIERA accetta al massimo L’ESICASMO.

“Κύριε Ἰησοῦ Χριστέ, Υἱὲ Θεοῦ, ἐλέησόν με τὸν ἀμαρτωλόν”

[Kyrie Iisù Christé, Iié Theù, eléisòn me tòn amartolòn]

La PITTURA, in quanto forma originaria della scrittura, insieme al CANTO-> è l’arte più vicina a “DIO”, qualunque “Entità” o “Cosa” si voglia intendere per “Dio”, “Dea”…perfino per “Principio dell’Ontogenesi”.

Il Cammino del SICILIANU NOVU -> ha un MOTORE: u Sintimentu, sicula concrezione di Cuore e Cervello -> che può e deve produrre Analisi e Sintesi scientifiche -> non meno che Creatività sintetizzata in Immagini e Canti.

Nella più assoluta purezza e laicità, all’Icona della Madonna delle Acque è consacrato il Cammino del Sicilianu Novu -> nella continuità con l’INDIPENDENTISMO SICILIANO del Novecento.

Per la cronaca: a ROMA Cristiana, la Chiesa della Madonna dell’ITRIA è dedicata alla NAZIONE dei SICILIANI -> ma è nella TRADIZIONE cristiana ortodossa RUSSA che essa assume una centralità assoluta.

Qualcuno di noi vi legge anche dei “segni” -> fa bene a cercarli, ma senza scordarsi mai che “CHI SI FIDA DELLE ETICHETTE E’ PERDUTO” (LENIN).

Il Cammino organizzato nella CoScienza, il Cammino del Sicilianu Novu, non cerca scorciatoie. Esso è situato nel Secolo XXI nella consapevolezza che siamo vicini a COLLISIONI STORICHE che renderanno irriconoscibili le attuali CARTE GEOGRAFICHE.

E’ l’Epoca dell’IMPERIALISMO e delle sue GUERRE SOFISTICATE. L’Imperialismo non è uno Stato, né una “coalizione volenterosa”, né una Spectre di bankieri e tycoons. L’Imperialismo è un Tempo di Sradicamento, scandito da cicli di accumulazione ed espansione, e da un regolatore fisiologico: la GUERRA -come un MOTORE della Storia nell’Epoca dell’Imperialismo- è la distruzione del Tempo stesso incorporato nella forma-merce e nella forma-uomo “prodotti in sovra-numero”: scarti di Tempo.

Ma questa KRISIS –per sua natura- proporrà anche POSSIBILITA’ POSITIVE che COMUNITA’ organizzate nella CoScienza trasformeranno in MIRACOLI. In questo senso, la meditazione sull’ICONA della MADONNA delle ACQUE acquista un valore speciale. Sappiamo quello che stiamo FACENDO.

PANI, PACENZIA E TEMPU!

terra giugno 16TERRAELIBERAZIONE GIUGNO 2016

SIMBOLO M33

ODIGITRIA SICILIAE

La MADONNA dell’ITRIA

Nostra Signora delle Acque

-> Giuseppe Bertucci

Ringrazio Mario Di Mauro e tutti gli amici di TERRAELIBERAZIONE, che da anni si battono a spada tratta per difendere la propria terra dallo spietato incalzare di un “progresso” inesorabile.
Pertanto faccio dono a loro di questa Sacra Icona certo della Cura che le sarà riservata. La Sicilia e le ricchezze del suo Tempo meritano di essere difese.

La Madonna Odigitria, conosciuta anche con altre accezioni, è un tipo di iconografia cristiana diffusa in particolare nell’arte bizantina e russa del periodo medioevale.

Il culto di questa figura è tuttora molto diffuso anche in Sicilia di cui la Madonna Odigitria è patrona, ed in Puglia dove un´area della regione, la Valle dell´Itria, deve probabilmente ad essa il proprio toponimo.
Nonostante avessi già iniziato, nel 2015, a lavorare al progetto di arte sacra EIKON, non conoscevo la Madonna Odigitria, figura che mi è stata suggerita dall´amico Mario Di Mauro che ringrazio anche per avermi dato l´occasione di esprimere il senso di questo progetto e della mia opera Odigitria Siciliae in particolare.


Non mi dilungherò nel descrivere le varie fasi del progetto che nasce principalmente da un´esigenza di consapevolezza, da alcune domande che mi sono posto e da alcune risposte che ho creduto possibili.
L´idea o, se preferite, l´”ispirazione” è nata dall´osservazione di un fatto: il degrado e la fatiscenza in cui versano le tradizionali edicole sacre sparse un po´ ovunque in Sicilia e, nel mio caso, nel territorio ibleo. Come tanti di voi credo, non avevo mai prestato particolare attenzione alla bellezza di questi artefatti che pur nel loro degrado, anzi forse proprio in virtú di questo, sembrano integrarsi perfettamente all´ambiente circostante, sia esso urbano o extraurbano, suggerendo addirittura una propria “naturalità”.


Ma al di là di questa visione romantica, un´analisi piú attenta mi ha portato ad una riflessione piú tristemente realistica: il degrado e la fatiscenza in cui versano questi antichi artefatti, costruiti dai nostri antenati con l´intenzione di creare un legame simbolico con il proprio paesaggio, con il proprio territorio, non sono elementi costitutivi della loro “natura” ma un´imposizione violenta dettata da un sistema che sembra schiacciare ogni residuo di tradizione e di cultura locale. Indicando, con la parola Sistema, il complesso meccanismo politico e culturale che, nella sua globalità e località, determina, in fin dei conti, la condizione di queste antiche costruzioni.
Volendo comunque superare il dilemma delle responsabilità, probabilmente irrisolvibile, risulta evidente e significativa la coincidenza tra il degrado di queste antiche strutture, simboli di una cultura antica, di una tradizione che stenta a resistere ed il degrado molto piú ampio che sembra accompagnare la nostra epoca, manifestandosi con i tratti famelici della Cultura di Massa, della Società dello Spettacolo di cui parlava Debord.

Da qui sorge l´idea di ridefinire, attraverso la reinterpretazione in chiave contemporanea dell´iconografia religiosa e simbolica tipica delle edicole siciliane di cui sopra, la fisionomia della nostra appartenenza ad un sistema di valori sociali e culturali dalle radici molto profonde. E non si tratta, sia chiaro, di apologia religiosa. Ne consegue piuttosto la consapevolezza di una possibile forma di resistenza antropologica.
E a proposito di Resistenza, al di là di ogni retorica di parte, sembrano piú che mai opportune e necessarie le parole che Giulietto Chiesa scrive in uno dei suoi ultimi libri:


«Le forme di resistenza nascono là dove si riesce a fare un passo indietro, respingendo la globalizzazione imperiale, e “tornando in patria”, verso la natura, la lingua, le tradizioni, la storia, la diversità.»
Mantenendo chiaro questo principio, potrei dire che l´opera in questione, Odigitria Siciliae, inserendosi perfettamente nel progetto EIKON, non rappresenta soltanto un´icona sacra a cui i devoti possono manifestare la propria devozione o proiettare la propria fede; essa ha “lo scopo di sollevare la coscienza al mondo spirituale, di mostrare «spettacoli misteriosi e soprannaturali»” (P. Florenskij); esprime, nell´anacronismo della sua recente creazione, la necessità di ritrovare e rinnovare il filo sottile che ci lega alla sacralità della nostra Madre Terra, Archetipo che fin dai primordi della civiltà umana viene raffigurato, anche se con forme e stili variegati, come una Madre che abbraccia il proprio Figlio; essa esprime la necessità antropologica di riprendere un cammino identitario attraverso il linguaggio dell´Arte che piú di ogni altra cosa, può, a mio avviso, aprire prospettive di senso alternative a quelle imposte dalla “globalizzazione imperiale”.


Mi auguro sinceramente che il mio percorso artistico possa in qualche modo contribuire ad accrescere la consapevolezza di vivere in una terra ricca di cultura, fatta anche di sincretismi e contaminazioni, ma che non ha bisogno di essere devastata e depredata da più o meno subdole forme di colonialismo politico, economico e culturale.


Ringrazio dunque Mario Di Mauro e tutti gli amici di TERRAELIBERAZIONE, che da anni si battono a spada tratta per difendere la propria terra dallo spietato incalzare di un “progresso” inesorabile.
Pertanto faccio dono a loro di questa Sacra Icona certo della Cura che le sarà riservata. La Sicilia e le ricchezze del suo Tempo meritano di essere difese.

Giuseppe Bertucci

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