I Siculi

Pirati nel Mediterraneo del XII secolo

ARMI DI FERRO E BARCHE VELOCI.

UNA POTENZA DEL MARE

CHE SFIDO’ GLI IMPERI DI TERRA, 3200 ANNI FA…

L’ISOLA DI TRINAKRIA, DA ZANCLE, DIVENNE UNA GRANDE “TORTUGA” NEL CUORE DEL MEDITERRANEO, UN MARE CHE L’EGITTO TEMEVA…

Magnifico DocuVideo di CLAUDIO D’ANGELO sul lungo CAMMINO della CIVILTA’ dei SICULI…

https://www.youtube.com/watch?v=lKFYS22ty1w&feature=youtu.be

In vista di un Grande LIBRO  collettivo che metterà molte cose in chiaro…ci rinfreschiamo la Memoria…Per saperne di più puoi visitare intanto il nostro blog

http://www.terradeisiculi.wordpress.com

A breve festeggerà i suoi primi 10 anni con una grande novità!.

Premessa -> tagliati del tutto i ponti con la demenza della storiografia accademica della Sicilia ITalienata e coi suoi effetti collaterali massmediali…Non c’è giorno che non sparino una minkiata!. Ora spuntò –sulle coste girgentane-la Sicilia MICENEA in cui ciprioti e maltesi venivano per…..”scambiare i loro oggetti”. Si davano appuntamento in TRINAKRIA, presso una città fortificata, costruita da…dai Micenei!. Ma cosa gli puoi rispondere a questi poveracci?. Non perdiamo altro tempo. Le domande serie sono tante, le risposte ce le troveremo.

@TERRAELIBERAZIONE-Cantiere TerradeiSiculi.

Il faraone Ramses III che regnò nella metà del XII secolo a.C., in un’iscrizione del suo tempio funerario a Medinet Habu (ai piedi della Valle dei Re, a Luxor),  indica un attacco degli Haunebu (Popoli del Mare – popolo delle isole che stanno in mezzo, nel cuore del grande verde, identificabile con il Mediterraneo) all’Egitto, sferrato da un’alleanza, stretta in Siria. (…)

Ramses III scriveva: “Le nazioni straniere hanno messo a punto una cospirazione presso le loro isole. Improvvisamente essi hanno abbandonato le loro terre e si sono gettate nella mischia. Nessuno poteva resistere alle loro armi: da Hatti (Anatolia centrale), a Qode (Cilicia), a Cherchemish (Eufrate superiore), ad Arzawa  (Anatolia nord/occidentale – Troia) e Alashiya (Cipro), tutte furono distrutte allo stesso tempo. Un campo militare fu da loro insediato in Amurru; qui essi fecero strage della gente del posto e la terra fu lasciata in uno stato di desolazione come se non fosse mai stata abitata. Quindi essi si diressero verso l’Egitto, dove era stato innescato il focolaio della rivolta. La loro confederazione era composta dai Pelaset, dai Tjeker, dai Šekeleš, dai Denyen e dai Weshesh. Essi misero le proprie mani sulla terra che si stendeva, mentre i loro cuori confidavano che il piano sarebbe andato in porto”. (…)

ŠEKELEŠ

Sappiamo che i Šekeleš erano gli stessi Šikala che si presentarono davanti alle coste di Ugarit con 20 navi, poi davanti a Cipro con altre 7 navi, assalendo, saccheggiando, radendo al suolo e poi incendiando sia Ugarit, sia Cipro.

Non di meno, si può dire dell’Impero Ittita il cui re, Suppililiuma II cerca disperatamente informazioni sui Siculi chiedendo al re di Ugarit di inviare ad Hatti una certa Ibnadušu, rapita dal popolo di Šikala, così da poterle porre delle domande su quale fosse la loro terra di provenienza. (…)

La conferma di quest’affermazione la troviamo nelle parole dello stesso re Suppililiuma II, il quale, pur conoscendo fin troppo bene i vari popoli del mare (indicati dagli Egizi come responsabili del crollo Ittita), dichiara di non conoscere il popolo che li ha assaliti, tant’è che in una drammatica tavoletta in argilla attesta la capitolazione del suo impero di fronte a un: “nemico di difficile identificazione”. Quanto detto ci porta a capire che i Šekeleš fossero un popolo pirata (che viveva per lunghi periodi nelle barche), che possedeva un’arma invincibile per quel tempo (lance e spade di ferro) tanto da riuscire a battere facilmente popoli guerrieri ed eroi imbattibili come quelli esistenti tra le file dei Micenei e degli Ittiti, che distrusse e incendiò tutte le città ostili, che depredò i ricchi imperi spogliandoli delle loro ricchezze.

Certo non fu per nessuno una “fortuna” averli nemici!. E’ una Tesi. Ma molte deduzioni e combinazioni di dati la stanno via via consolidando, in un lavoro di ricerca INDIPENDENTE che procede da decenni…e si avvale di apporti preziosi, anche in Sicilia: da Carubia a D’Angelo fino ai “dissidenti” del mondo accademico della Sicilia colonizzata che annichilisce sé stessa anche quando rinuncia alla propria Storia millenaria. Altro che “figli” di 13 dominazioni (inesistenti). Quell’estremista separatista di…Don Luigi Sturzo scrisse che solo due sono state le “dominazioni”: quella romana e quella angioina (franco-papalina). Noi vi aggiungiamo quella della massomafie tosco-padane, cominciata nel 1860, che ha ammucciato e mascariato millenni di Storia dell’Isola di Trinakria, e perfino la geografia stessa!.

Gli Egizi, disorientati e sgomentati nel vedere la facilità con cui i cosiddetti “popoli del mare”, erano riusciti a disfarsi dei loro antichi e imbattibili rivali, l’Impero ittita, presero tempo, arretrarono nei loro antichi confini e tentarono un’estrema mediazione. Si ritirarono dal Delta del Nilo e dal Mare?. E’ l’ipotesi più plausibile. (…)

Dalla descrizione degli Egizi e dalle immagini delle stele Egizie, in cui sono ritratti Šekeleš, prigionieri di guerra, riusciamo a individuare l’aspetto fisico e la sfarzosità degli abiti indossati da quel popolo guerriero.

Sono descritti come grandi, con i capelli raccolti al di sotto di un copricapo di stoffa, in alcuni casi rigonfio, fermato sul capo da un nastrino, indossano un medaglione sul petto e hanno due lance e uno scudo rotondo. In  base alle descrizioni, riusciamo a immaginare l’aspetto fisico.

Dalla descrizione degli Egizi e dalle immagini delle stele Egizie, in cui sono ritratti i Šekeleš, riusciamo a individuare l’aspetto fisico e la sfarzosità degli abiti indossati da quel popolo guerriero.

Sono descritti come grandi, con i capelli raccolti al di sotto di un copricapo di stoffa, in alcuni casi rigonfio, fermato sul capo da un nastrino, indossano un medaglione sul petto e hanno due lance e uno scudo rotondo. In  base alle descrizioni, riusciamo a immaginare l’aspetto fisico.

@Archivio TerraeLiberAzione-C.D’Angelo-F.Carubia-M.DiMauro.Magni

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