Fronte di Liberazione Nazionale della CORSICA – “22 Ottobre”

(riceviamo-traduciamo e diffondiamo)

@TERRAELIBERAZIONE.

A POPULU FATTU

La lotta di liberazione nazionale non è terminata

Avere intrapreso un processo di demilitarizzazione progressiva non significa chiudersi nel silenzio o addirittura abdicare davanti l’intransigenza dell’attuale potere francese.

Dalla sua nascita il F.L.N.C. ha seguito da vicino i conflitti internazionali. Da più di 4o anni noi condividiamo con i popoli colonizzati nel mondo la stessa speranza di riconoscimento e libertà.

Oggi, una gran parte del nostro pianeta attraversa un periodo tumultuoso e per quanto ci riguarda i Corsi non resteranno in silenzio.

La recrudescenza degli attentati legati allo stato islamico che conta più di 500 morti in tutto il mondo, l’allargamento geografico del loro campo d’azione e la volontà di colpire più duramente la Francia ci porta ad una presa di posizione sia come corsi che come militanti politici.

Tuttavia sottolineiamo la nostra più profonda compassione a tutte le vittime delle città di Nizza, Baghdad, Ansbach, e St Etienne du Rouvray recentemente colpite.

La Corsica che è ancora considerata per il modo politico internazionale come un territorio francese e la Francia e i paesi occidentali i più sotto mira dal Daesh dopo gli Stati Uniti; questo significa chiaramente che il nostro territorio può essere di fatto attaccato domani da una o più azione dello “Stato Islamico”.

Abbiamo tre messaggi da inviare :

 

Messaggio ai musulmani di Corsica :

In tutto il mondo voi siete le prime e principali vittime della barbarie jihadista. In Tunisia, in Bangladesh, a Istanbul, a Baghdad ed anche a Nizza dove il 40% delle vittime sono musulmane.

Nel nostro paese avete, come noi, evitato l’orrore degli attentati. Sappiate che se questo dovesse accadere i folli fanatici non vi risparmieranno. Piuttosto siete un obbiettivo primario in quanto vi trovate in quella che gli ideologi dello S.I. chiamano “zona grigia”. Vale a dire dove l’Islam coesiste     con le altre religioni. In una regione del mondo dove si trovano occidentali di confessione musulmana. E la “zona grigia” è l’obbiettivo prioritario del Daesh provando a creare una spaccatura tra l’Islam ed i non credenti in modo tale da permettere loro di ristabilire il Califfato, la sola struttura politica legittima per loro.

La presenza di musulmani in terra corsa rende ancora più elevato il rischio di conflitto. Se non siete responsabili dello stato di fatto, di sicuro non potete tirarvi fuori dalla situazione in cui vi trovate.

Musulmani di Corsica, voi condividete, dopo più di mezzo secolo, il nostro destino che vi pone nelle settimane, nei mesi e negli anni a venire ad affrontare una grande sfida: per vivere serenamente in pace nella nostra terra se necessario resistere con noi per sconfiggere i fanatici islamici assetati di sangue.

Resistere con noi significa che non ci attendiamo che voi rinneghiate le vostre origini o la vostra religione, significa invece prendere posizione: manifestando a nostro fianco contro il radicalismo islamico ed aiutando a sottrarci dalla tutela francese, segnalando derive da voi conosciute, di giovani tentati dal radicalismo, non ostentare simboli estremi religiosi (burka, nikab…) che marcano più le distanze che l’avvicinamento culturale necessario alla convivenza.

I nostri complimenti per le azioni dei responsabili dei culti musulmani di Balagne e di Bastia che non hanno permesso ai radicali di pregare sulla spiaggia di Bodri.

Il comune destino non è una parola vuota, ora più che mai abbiamo il dovere di far si che questo popolo, anche se piccolo nei numeri, riesca alla grande nel progetto di vita in comune.

E se lo “Stato Islamico” rivendica azioni nel nostro suolo, noi insieme possiamo vincerlo.

 

Messaggio agli islamisti radicali di Corsica

A voi predicatori di morte, imam radicali, a coloro che cercano di arruolare i giovani nel baratro del fanatismo, a coloro che cercano di sfruttare la miseria umana a seminare disperazione;

Nel 2014 la nostra organizzazione a incontrato i responsabili del culto musulmano di Ajaccio. Nel corso dell’incontro ci hanno rappresentato il loro timore nella crescente radicalizzazione, ma di avere tuttavia il controllo della situazione. Questo controllo, nel sud, lo hanno perduto. Quando si sono verificate le rivolte nel quartiere Imperatore di Ajaccio alla fine del 2015 abbiamo subito cercato di capire se questo è stato un incidente o una strategia di destabilizzazione. Senza ombra di dubbio, si tratta proprio di una strategia messa in atto da diversi giorni o addirittura da alcune settimane per testare la reazione del popolo corso.

L’aggressione ai vigili del fuoco è stata orchestrata da qualche pseudo pensatore mal aiutato da piccoli criminali senza spessore.

Questo ci ha permesso di capire la volontà dei salafiti che è chiaramente di mettere in piazza a casa nostra la politica del Daesh. E così ci siamo preparati.

Noi possiamo anche affermare che la nostra organizzazione nel mese di giugno ha bloccato un attentato sul nostro territorio in luogo pubblico molto frequentato.

Ma la vostra strategia del terrore di creare le condizioni per un confronto su larga scala ha già fallito, perché se c’è conflitto, sarà con voi e i vostri seguaci.

Le vostre teste pensanti possono essere, dopo la Siria o l’Iraq, dei geni istruiti, ingegneri, fisici o informatici, freddi e determinati e i vostri soldati in Corsica fanatici illuminati sanguinari, la nostra storia è stata ben tormentata per spaventarci di fronte a qualche oscurantismo. La vostra filosofia medioevale non ci fa paura. La confusione dimora nei deboli ed il popolo corso è forte. Forte di secoli di lotta, di avversità politiche, forte di terribili combattimenti e sofferenze patite. Forte di scelte politiche difficili che mai hanno trasbordato come voi nella barbaria.

Sappiate che ogni attacco contro il nostro popolo conoscerà una risposta determinata senza alcuna esitazione.

 

Messaggio allo Stato francese

Il mondo occidentale, con la Francia in testa, cerca senza successo a ripulirsi la coscienza dimenticando che è grandemente responsabile della catastrofe che noi viviamo. Eppure, dopo il 2003 e lo scandalo dell’amministrazione Bush in Iraq, dopo il rovesciamento di Gheddafi in Libia e la gestione caotica della crisi siriana, è stato necessario avvenisse un impatto in Europa e negli Stati Uniti. Per non parlare dell’Afghanistan e del Mali. Come immaginare che l’interferenza nei paesi arabi e africani con il pretesto di ripristinare la democrazia nel mondo non avrebbe causato una instabilità politica globale?

Oggi, la Francia è in guerra. Quasi 300 morti in meno di un anno.

Il Kurdistan è in guerra, guerra in Iraq, la Siria è in guerra dal 2011 con quasi 300.000 morti e milioni di profughi.

Bisogna che la Francia cessi la sua propensione a intervenire militarmente con la volontà di volere dare lezioni di democrazia a tutto il mondo, se vuole evitare che i conflitti che va seminando per il mondo non ritornino come un boomerang sul proprio suolo.

Gli algerini, i marocchini, i kanaks, i corsi, i baschi, i vietnamiti, i maliani….e tanti altri. Abbiamo tutti sofferto la colonizzazione della Francia e la sua schiera di umiliazioni attraverso i secoli.

È tempo che questo finisca per quanto ci riguarda, ci hanno fatto constatare a quale punto la democrazia è calpestata nella nostra terra (avvicinamento dei prigionieri, decisioni dell’Assemblea della Corsica ignorate,….) si può facilmente immaginare quale sia l’atteggiamento della Francia in tutto il mondo.

Se una tragedia si dovesse verificare a casa nostra lo Stato francese avrebbe una parte importante di responsabilità perché conosce i salafiti in Corsica (si ritiene che siano 8 e sappiamo con certezza che uno degli imam della Corsica è un informatore della polizia).

Governanti francesi, il popolo corso ha già troppo pagato il prezzo della vostra storia imperialista. Rispettate i vostri impegni, restate al vostro posto non disprezzate il mondo intorno a voi. Forse cosi riuscirete ad estinguere la violenza che vi aggredisce oggi.

Chiediamo al nostro popolo vigilanza e calma di fronte alla barbarie

Vogliamo precisare a quelli che a casa nostra sentono affinità con partiti o associazioni di estrema destra, corsi o francesi, hanno sbagliato lotta.

Il F.L.N.C non è il rifugio di frustati di una lotta razziale o xenofoba.

Per quanto riguarda i francesi che condividono foto dei nostri militanti associandoli a nozioni razziste, non devono far altro che risolversi le proprie ansie con più coraggio.

Nulla di ciò che difendiamo e simile alle ideologie fasciste che alimentano le menti fragili nei social network in questo momento.

Questo non è, non è mai stato e non sarà mai.

Sfruttiamo la forza della nostra gioventù, la sua capacità di resistere all’oscurantismo, per creare una società più giusta e le condizioni per un futuro più nobile, più sereno ed equilibrato. Avrà noi al suo fianco

“non è perché noi siamo forti che abbiamo ragione, è perché abbiamo ragione che siamo forti”

subcomandante Marcos

A RAGIONE HE A NOSTRA FORZA

F.L.N.C

FLNC 1

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