Quale GRANO?

Il MITO del “Granaio SICILIA” e la REALTA’ di una COLONIA ALIMENTARE.

Lobby PADANE e Nebbie TRICOLORATE nella falsa Guerra del Grano STERILE.

La superficie seminata a GRANI SICILIANI-boicottati dalla LEGALITA’ COLONIALE- è di soli 3000 ettari su 280.000. L’1%.

E’ questa una vera GUERRA SEGRETA lunga mezzo secolo. La raccontiamo tutta.

“Negli anni Sessanta –in Sicilia- operavano 175 industrie della pasta; oggi si contano sulle dita di una mano (e avanza un dito: il medio!)”.

(INCHIESTA LUNGA-Appunti di Lavoro per TERRAELIBERAZIONE di Agosto 2016-bozze non corrette. Sono gradite osservazioni. scrivere a: FaceBook TERRAELIBERAZIONE – oppure alle edizioniterraeliberazione@gmail.com)

turi lima

L’essenza dei conflitti globali è da situare nel controllo delle vere “risorse strategiche”: il cibo, l’acqua e la forza motrice: corrente elettrica, carburanti… Cibo ed Energia costituiscono un campo di battaglia cruciale nella Contesa GLOBALE che caratterizza l’Epoca dell’Imperialismo e delle sue GUERRE: monetarie e militari, energetiche e commerciali. ALIMENTARI. Circa il 40% dell’industria sementiera mondiale è Monsanto e DuPont. Il resto è controllato da una decina di altri gruppi: un cartello globale de facto. Nell’attuale TEMPO storico a kilometrozero c’è solo la FAME.

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Nella Sicilia del Settecento –già pienamente e modernamente capitalistica-le previsioni generali sull’annata cerealicola venivano effettuate e centralizzate regolarmente dalla “Giunta dei Tre Ministri” , che autorizzava de facto il Vicere Portulano ad aprire (o chiudere) le tratte di commercio internazionale nell’equilibrio col fabbisogno interno (riserva prudenziale).

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SOL 1

1-        Il sistema-Italia è il principale “produttore-consumatore” di grano duro al mondo. E’ l’INDUSTRIA ALIMENTARE ITALIANA ad importare Grani dal Mondo –Barilla&C.- senza i quali fallirebbe in pochi mesi: circa metà della sua produzione miliardaria di paste, panettoni, biscotti, brioscine…è esportata. Una “Battaglia del GRANO” per il made in Italy non ha nessun senso: le farine industriali si ottengono mescolando grani diversi: per esempio i “grani di forza”, ricchi di proteine, sono fondamentali per prodotti lievitati come il panettone.

2-        più del 50% del grano tenero e circa un terzo del grano duro sono di importazione: il tenero (triticum aestivum) serve per preparare diversi tipi di farine che poi vengono utilizzate per produrre pane e prodotti da forno; il grano duro (triticum durum) ha una composizione e struttura diversa e si usa per fare la pasta.

3-        Circa il 40% dell’industria sementiera mondiale è Monsanto e DuPont. Il resto è controllato da una decina di altri gruppi: un cartello globale de facto. I 280.000 ettari di seminativo cerealicolo del “Granaio SICILIA” producono mediamente 8 milioni di tonnellate di frumento da sementi sterili tipo “MONSANTO” del tutto omologate alle Qualità e alle Logiche dell’AgroINDUSTRIA GLOBALIZZATA, alla sua Borsa di Chicago+> e ai suoi PARAMETRI di FORMAZIONE dei PREZZI: dal valore proteico alle micotossine (=Deossinivalenolo DON).

4-        La superficie attualmente seminata a GRANI SICILIANI ANTICHI -semiclandestini e boicottati dalla LEGALITA’ COLONIALE- è di soli 3000 ettari su 280.000. Noi consideriamo SICILIANO AUTENTICO solo ed esclusivamente questo 1% del RACCOLTO 2016.

5-        A prescindere: il GRANO a 18 cent. al Kg equivale alla desertificazione totale di vasti paesaggi agrari seminativi che sarebbe errato convertire ad altre colture di ripiego.

6-        La distruzione della biodiversità granicola siciliana comincia mezzo secolo fa…con l’adozione da parte dell’Italia dell’UPOV 91 la cui logica si risolve poi nel TIPS del W.T.O. (Organizzazione Mondiale per il Commercio). In breve: hanno aperto la via alla colonizzazione totalitaria dei grani imperialisti, regolarmente incentivati e sostenuti dalla PAC europea, rendendo CLANDESTINI i GRANI SICILIANI, peraltro proibendone ancora oggi lo SCAMBIO tra PRODUTTORI: si rischia l’arresto per spaccio!. La logica della globalizzazione imperialista produce –nelle sue serre legislative di ROMAfia Capitale- norme e direttive su tutto, anche per la “protezione nazionale di NUOVE varietà vegetali… per favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza” (es: D.L. n. 30 -2005)–mentre il modo migliore per sviluppare l’iniziativa privata dell’AgroCOLONIALISMO toscopadano è quello di assassinare in silenzio i concorrenti più pericolosi, perché FERTILI e NON STERILI. E’ una GUERRA SEGRETA lunga mezzo secolo. E’ toccata ai GRANI SICILIANI autentici. Tutti muti!. Ancora oggi –nel revival modaiolo dei grani antichi, che passerà presto- si stenta perfino a scriverlo!. E d’altro canto c’è chi urla invocando “blocchi navali” nazionalistici in un paese che DEVE IMPORTARE grano, olio, carne… per la sua AgroINDUSTRIA toscopadana. Blocchi navali…fateli pure!. Ammazzatevi tra di voi!. Di bloccato vediamo intanto il cervello forconato e tricolorato perfino di tanti produttori siciliani. Coldiretti e gli “ambientalisti colorati” non lo possono dire-> non si deve sapere che “il nemico è a casa nostra”: è MONSANTO&C. e lo stanno seminando, è BARILLA&C. e se lo stanno mangiando. Negli anni Sessanta –in Sicilia- operavano 175 industrie della pasta; oggi si contano sulle dita di una mano (e avanza un dito: il medio!).

7-        I GRANI SICILIANI ANTICHI –tuttora semiclandestini e sabotati dall’Imperialismo NORDICO e da ROMAfia Capitale- nella difesa attiva delle loro rotazioni colturali tradizionali (sabotate con la CIRCOLARE ministeriale 31646 -2015 MIPAF)*- indicano una Via concreta all’urgente rifondazione radicale dell’intero Paesaggio Agrario dell’EcoNazione dei Siciliani nel Secolo XXI. Questa VIA CONTADINA –dopo decenni di clandestinità e informalità- sta vivendo da alcuni anni una relativa piccola espansione. I GRANI SICILIANI ANTICHI sono un piccolo fenomeno di tendenza: per certi aspetti una buona moda di nicchia, che, se non altro, è utile a proteggerli. Ma le contromisure sistemiche non tarderanno a farsi vedere.

8-        Una NOTIZIA AMMUCCIATA. La LEGALITA’ COLONIALE si prepara a sterilizzare i pericolosi contrabbandieri di SEMENTI SICILIANE ANTICHE?.

24 giugno 2016 . ASSOSEMENTI: sottoscritto accordo con l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi per combattere le illegalità del settore sementiero. Assosementi, l’associazione che riunisce le aziende sementiere italiane, ha sottoscritto “un importante accordo di collaborazione” con l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) finalizzato ad un più efficace controllo delle attività illegali nel settore sementiero. A firmare l’accordo sono stati Giuseppe Carli, Presidente di Assosementi, e Oreste Gerini, Direttore Generale della Direzione della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari dell’ICQRF, nel corso di una giornata di studio organizzata a Bologna dalle due organizzazioni.

Lo SPETTACOLO COLONIALE prevede anche applausi patriottici e sorrisi inebetiti à la mulinobianco. E’ in arrivo il new look di Barilla –che ammette gli ”intrallazzi del passato”!. Hanno paura della VERITA’ che avanza: ma hanno il MILIARDO PADANO per comprarsi tutti a colpi di spot milionari. Si inventeranno magari una linea di pasta bio-antica… E il passato truffaldino?. E’ prescritto, la patria chiamò!.

A prescindere, nelle nebbie tricolorate viene occultata l’essenza “Made in Italy” della Questione GRANO. E’ una guerra combattuta anche a colpi di spot: se da un lato si minaccia un demenziale “blocco navale”, dall’altro si risponde col “Grano Aureo” tarantino sotto contratto con Barilla. Uno spot pubblicitario. Si tratta di 150 ettari = il nulla!. Da due anni il “grano Aureo” tarantino è sotto contratto con il Gruppo Barilla. La presentano stamattina -2 agosto 2016!- come la “good news” nella cosiddetta “guerra del grano” che in questi giorni vede i produttori sulle barricate per difendere il prezzo del frumento Made in Italy. Si tratta di “alcuni produttori cerealicoli locali” che hanno stipulato un “Contratto di filiera” in base al quale “il Gruppo Barilla, uno dei più importanti produttori di pasta del mondo, acquista tutto il loro raccolto di frumento a un prezzo minimo garantito”. Una goccia nel mare: l’anno scorso questi produttori raggruppati nel Consorzio Global Fresh Fruit hanno raccolto appena 2.000 quintali di frumento per un valore di 90.000 euro, mentre quest’anno hanno raccolto, sui 150 ettari circa 6.000 quintali per un valore di 180.000 euro. E’ uno spot di una campagna che si annuncia totalitaria. (…)

Negli anni Sessanta –in Sicilia- operavano 175 industrie della pasta; oggi si contano sulle dita di una mano (e avanza un dito: il medio!). Amen?.

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La RI-EVOLUZIONE profetizzata dal SICILIANU NOVU si sviluppa su un Cammino di LiberAzione organizzato nella CoScienza di SE’ che confluisce nella dimensione comunitaria di un NOI -> al servizio –per esempio- della SOVRANITA’ agro-energetica dell’Arcipelago di Trinakria. “L’Identità è ciò che entra ed esce dalle nostre bocche: CIBO e PAROLE. E il cibo è energia primaria…”. SEMU SIMENZA.

(Mario Di Mauro-Salvo Di Stefano/per TERRAELIBERAZIONE AGOSTO 2016 +Der Neue Sizilianer).

turi lima

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