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La stampa di regime contro Sputniknews

di Antonella Sferrazza -TIMESICILIA

C’è qualcosa di nuovo nel panorama della stampa europea. E c’è anche qualcosa di antico nell’accoglienza riservata alla novità.

Parliamo di Sputniknews.com, agenzia di stampa russa che si sta diffondendo nel mondo occidentale provocando il malumore di quella stampa abituata a dettare la legge di un unico punto di vista, che, va da sé, coincide con quello degli editori che la controllano e che quasi sempre fanno capo a gruppi finanziari e ai governi occidentali.

Cosa fa Sputnik? Nel dare le notizie, di politica italiana ed estera, soprattutto, offre il suo punto di vista- come fanno tutti-  dando spazio a fatti che altrove sono ignorati e ad opinioni che raramente potremmo leggere sui media occidentali.

Nulla di strano, anzi. Nell’ottica della pluralità di informazione, garantita dalla democrazia, Sputnik potrebbe essere considerata un arricchimento nel panorama mediatico tradizionale.

E, invece, no. Che possa esserci una voce diversa da quella dominante, dà fastidio.

Da qui l’accoglienza che gli è stata riservata, ad esempio, in Gran Bretagna. L’apertura di un ufficio di rappresentanza dell’agenzia di stampa Sputnik ad Edimburgo ha mandato su tutte le furie i principali media del Regno Unito che l’ hanno bollata come “la voce del Cremlino, del regime di Putin”.

A mettere i puntini sulle ì ha pensato il giornalista Gordon McIntyre-Kemp che, in un articolo per il quotidiano scozzese “The National”, ha parlato di propaganda inglese:

“Forse varrebbe la pena ricordare a qualcuno che le trasmissioni della BBC vengono trasmesse da 74 uffici in tutto il mondo (numero doppio rispetto alle rappresentanze di Sputnik) e diffonde le opinioni del Regno Unito sugli eventi mondiali, che i critici potrebbero bollare come azioni propagandistiche” si afferma nell’articolo.  E ancora. “La BBC non ha il monopolio della verità e la verità consiste nel fatto che la copertura di Sputnik delle notizie del mondo non è più faziosa e di parte di quanto facciano gli altri media di notizie”.

Ma non è tutto.

Anche la stampa italiana ci ha provato. Il giornale degli Elkan e di Marchionne, alias la Stampa, ha praticamente dato la colpa a Sputnik della diffusione di una notizia non vera relativa all’invio, da parte del Cremlino, di 10mila uomini per il terremoto nel centro Italia. Peccato che Sputnik questa notizia non l’abbia mai data.

Questi tentativi di screditare una voce alternativa sono in realtà sintomatici di una deficienza democratica che deve fare riflettere tutti.

Nessuno si aspetta di trovare la verità assoluta in una singola testata e ogni testata, certamente, ha un suo punto di vista particolare.

Non si capisce, però, perché alcune ‘verità particolari’ debbano avere l’esclusiva contravvenendo al principio secondo cui non c’è democrazia senza pluralità d’informazione.

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