L’ARGENTINA sotto attacco da BAYER-MONSANTO:

“PIU’ CIBO = PIU’ FAME!”

“A mayor producción, mayor es la cantidad de hambrientos”

Argentina, 7 novembre 2016. Si comincia a discutere la “Legge del Seme”. Ci sono nove progetti che cercano di dare un prezzo alla vita. Ad agirle è MONSANTO (nel dibattito argentino non è ancora evidente l’acquisizione del colosso americano delle sementi da parte dell’europea BAYER). RAUL BOTTESI -ingegnere agronomo e docente della CATTEDRA LIBERA di SOVRANITA’ ALIMENTARE- spiega ciò che sta arrivando nel Grande Paese a noi Siciliani tanto caro, in questa intervista che traduciamo e sintetizziamo dalla “Revista Cítrica” (Callao 360, Ciudad Autónoma de Buenos Aires – Argentina- http://www.revistacitrica.com.ar)

(Grazie a Mariciel Consorti che ce la segnala-@TERRAELIBERAZIONE-Sicilia)

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Una legge che privatizza la natura, ci avvelena, sviluppa la fame, distrugge l’ambiente, dà milioni di dollari alle aziende multinazionali e pone lo Stato come garante del profitto e la polizia come forza a tutela di questa rapina. È la “Legge del Seme”, qualcosa di assurdo come la vita privatizzata nei brevetti. “Essi sostengono che una specie che è naturale e patrimonio culturale e sociale dei popoli –da oggi ha un proprietario”- sintetizza Raul Bottesi -ingegnere agronomo, scienziato attivista del movimento “NO alla Monsanto”.

“Sementi millenarie di mais o di soia possono essere modificati geneticamente, ma la realtà è che il seme già esisteva. Il Mais ha preso centinaia di migliaia di anni per diventare il grano corrente. Ha attraversato climi, modi e tecniche di produzione, molte cose. Ma non è mai stato parte del genoma di un batterio “, ha detto Raul. Oggi si discute una Legge come se fosse ovvio che i semi possano essere di proprietà di una qualsiasi multinazionale!.

Ci sono nove diversi progetti, il più forte, che potrebbe essere approvato, è proposto dal partito di governo. Ma ciò che conta è che tutte queste leggi e progetti mirano a brevettare semi e vita.

La multinazionale, “il proprietario del seme”, impone questa legge delegando al governo la gestione delle ispezioni repressive verso i produttori di sementi salvate… Monsanto “concede” il controllo di polizia allo Stato. La Legge costringe l’agricoltore a fare la spesa ogni anno, pagando anche le royalties per le sementi brevettate!. E che dire di popoli indigeni e piccoli agricoltori con questa legge? Dovranno acquistare ogni anno le sementi dalle multinazionali piuttosto che prodursele da sé, dalla propria terra? (…)

Lo scopo di questa legge è quello di trasformare in peggio la nostra produzione alimentare. Siamo già contaminati da centinaia di sostanze chimiche, il nostro sangue è contaminato da insetticidi e fungicidi. Non è normale, è qualcosa che si trasmette attraverso il cibo che consumiamo ogni giorno, ed è dimostrabile con un semplice esame del sangue.

Questo perché genomi batterici sono introdotti nei semi. Ad esempio, nella soia hanno messo un genoma per renderlo resistente al glifosato. Questo genoma non ha altra proprietà positiva, alcun beneficio per il nostro cibo. Solo che serve per uccidere tutto ciò che è intorno.

Nel caso delle sementi di mais è direttamente inserito un insetticida che attacca le maripositas…

Così il grano coltivato e che mangiamo ha un insetticida all’interno delle sue componenti, si mangia qualcosa che non è un cibo di buona qualità.

Il discorso ufficiale è che l’agrochimica sia necessaria ad aumentare la produzione per combattere la fame nel mondo… Tuttavia la realtà è che con questo tipo di aumento della produzione aumenta anche il numero di persone che soffrono la fame nel mondo. Si tratta di un business di multinazionali che ci ingannano, con le loro sementi sterili e i loro pesticidi.

Il miglior esempio è accaduto durante l’anno 2007/8, quando vi è stato un record delle colture in tutto il mondo e le aziende leader hanno ottenuto percentuali molto elevate di guadagno annuale- tra il 40 e il 50% di anno in anno. Un raccolto record basato su tecnologia di produzione e agrochimica servita per guadagnare soldi e non per eliminare la fame nel mondo. E ‘paradossale. Sembra impossibile. Il cibo non è il cibo, ma solo merce. Nessun cibo è prodotto per il benessere di chi vive in un territorio, ma solo in quanto merce destinata a  dove viene pagata di più.

Revista Cítrica -Callao 360, Ciudad Autónoma de Buenos Aires – Argentina

Teléfonos: 45626241. -Email: info@revistacitrica.com.ar -Sitio: http://revistacitrica.com.ar

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