guayule

Nella SICILIA che ci preparano…un DESERTO MESSICANO ci mancava!

Pronti? Via!. Come hai fatto fino ad ora a vivere senza il guayule?. Come sei sopravvissuto senza le sue proprietà ipoallergeniche?. Come faremmo a combattere i “cambiamenti climatici” –quelli senza Equazione, e vabbè- ma d’ora in poi con il guayule tutto s’aggiusta, anche l’Equazione colorata dell’I.P.C.C.!. La Matematica è elastica, come la gomma di guayule.

Ma che minkia è stu guayule?. Una pianta esotica…no, non si mangia: anche le capre la schifiano. E cosa c’entra con la Sicilia?. Niente, fino all’altroieri.

Il caso vuole che la benemerita ditta vel-ENI –attraverso la sua Versalis  e dopo 50 anni di carità petrolchimica- ha pensato ancora una volta allo “sviluppo” della sua SiciliAfrica Orientale -interrando ogni colpa sotto le presunte “bonifiche” e progettandoci sopra campi fotovoltaici –la cui corrente paghiamo il doppio in bolletta- ed esotiche distese di guayule, un contributo ecologico al paesaggio siciliano che ci giunge dal deserto di Chihuahua (Messico)-a far compagnia alle patate siracusane e pure alla caponata catanese.

Ma come abbiamo fatto fino ad ora a vivere senza il guayule?. La sua “coltivazione sperimentale” è cominciata in primavera nell’ambito del “Protocollo di Intesa per l’Area di Gela”, sottoscritto dalla multinazionale tricolorata con gli enti locali della Sicilia italienata, sotto la regìa benevola del MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico di ROMAFIA Capitale.

Il SOTTOSUOLO siciliano non gli bastò, ora gli serve anche il LATIFONDO “messicano”. La produzione su scala industriale di questa materia prima si giustifica su almeno 5-10.000 ettari, ma potrebbero diventare dieci volte tanto > nel ciclo espansivo della motorizzazione globale e dei suoi nuovi modelli di auto.

Il progetto di Eni-Versalis prevede di estrarre dal guayule quantità industriali di lattice di gomma naturale: per i copertoni delle auto, non meno che per guanti casalinghi (preservativi no? col cane a sei zampe!).

Al momento si sa che ENI-Versalis (supportata dall’Ente Sviluppo Agricolo della Regione italienata) sviluppa “esperimenti” in tre zone differenti. Ci aspettiamo anche tantikkia di fumo negli occhi sul recupero di cosiddette “aree marginali” (le frane le blocchiamo con la gomma di guayule!- vuoi mettere le frane elastiche: elastic landslides, verranno da tutto il mondo per vederle!).

Cosa ci sia da “experimentare” non si sa. Già da circa un secolo, sulla base degli studi del grande botanico americano Asa Gray -in California di questa pianta sanno tutto. Nel corso della seconda G.M. il blocco navale giapponese nell’Oceano Pacifico, indusse il governo statunitense ad avviarne la produzione su larga scala (ma la guerra finì prima, e ripresero a importare lattice di gomma dalla Malesia: i suoli californiani servivano a produrre cibo per cento milioni di persone, chiamali scemi!). Anche Mussolini si interessò al guayule, ma la sua sperimentazione in Libia diede risultati negativi.

Il guayule ci risulta sia stato verificato  anche come ottima base nella produzione di biocarburanti, ma sulla materia prima “siciliana” pare ci sia già una opzione di Tronchetti Provera per i suoi nuovi copertoni (PIRELLI >CHEM CHINARosneft- Fidim della famiglia Rovati, Gwm di Sigieri Diaz Pallavicini- Intesa Sanpaolo e Unicredit).

Il guayule occulta una logica micidiale. Se la vediamo oltre le nebbie, le paludi, i campi minati dello SPETTACOLO COLONIALE è perché gli strumenti teorici che utilizziamo ce lo permettono: “un poco di Teoria e di Calcoli ci risparmiano il 90% del Lavoro” (Nicola Tesla).

Vigiliamo anche sui Fondi n-europei –quattro soldi propagandistici riciclati dalla nostra IRPEF miliardaria. Ci manca solo che l’Operazione GUAYULE venga finanziata dal P.S.R. et similia!. Per scongiurarlo, come sciamani siciliani, ci affidiamo alla Madonna Nera di Guadalupe e a tutte le altre divinità del pantheon azteco. Guayule è lingua nāhuatl = significa “gomma”. Una bella colata di gomma per cancellare 50 anni di crimini coloniali dell’imperialismo petrolchimico italiano in Sicilia. E mettere a profitto il deserto, dopo averlo sviluppato!. Questa ci mancava.

Tutti i massmedia coloniali e ammuccalapuni saranno mobilitati per tessere le lodi elastiche e spirituali  della miracolosa pianta messicana. Mancu fussi Peyote!. Si inventeranno anche la Sagra del Guayule, mentre una manciata di “posti di lavoro” verranno impugnati come una clava ipocrita da chi trae PROFITTI MILIARDARI dal saccheggio coloniale della SiciliAfrica Orientale.

Gli INDIPENDENTISTI siciliani di TERRAELIBERAZIONE, ci è riconosciuto, siamo da un trentennio l’unica voce r/esistente, durevole e solida su questi temi. Le nostre porte sono aperte a chi vuole impegnarsi su un Cammino di LiberAzione organizzato nella CoScienza, alzando uno sguardo siciliano sulle cose della Vita e del Mondo. E’ uno STILE di VITA > passi pratici quotidiani e serenamente concepiti sul Tempo storico. Studiare per Capire > Capire per Agire. 

La nostra battaglia profetica per la SOVRANITA’ AGRO-ENERGETICA del POPOLO SICILIANO individuò il LATIFONDO TECNOLOGICO-PARASSITARIO negli anni Ottanta: le wind farm dell’eolico coloniale arrivarono 20 anni dopo. A breve dovremo invece fare i conti con una sofisticata logica coloniale da “deserto messicano” pronta a spazzare il PAESAGGIO siciliano, come interfaccia della sua folklorizzazione. Anche in questo caso ci arriviamo attrezzati, grazie al nostro studio del 2005 su quelle Energie che in Sicilia di “pulito e rinnovabile” hanno solo i profitti coloniali.

@TERRAELIBERAZIONE (Mario Di Mauro-Salvo Di Stefano)

*INTERFERENZE n°1 –EdizioniTerraeLiberAzione.

> per approfondire leggi anche la pagina tematica velENI su questo stesso blog.

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