SIMBOLO M33

campagna di vaccinazione antirazzista 2016

SICILIA INDIPENDENTE, SMILITARIZZATA, RICCA E SOLIDALE!
PRIMA, CHI HA FAME!
L’IMPERIALISMO EURO-AMERICANO TRICOLORATO -CON LA SUA BORGHESIA MERCENARIA della SICILIA ITALIENATA->QUESTO E’ IL NOSTRO “PROBLEMA”.
IL NEMICO E’ A CASA NOSTRA!
Questo tema verrà affrontato anche al CUNCUMIU di TERRAELIBERAZIONE (3 dicembre 2016 h.17-a Catania, Caffè della Corte via Firenze 88-Tribunale)
@TERRAELIBERAZIONE->PRIMA, L’UMANITA’. 

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PRIMA CHI HA FAME!

CATANIA 6 Ottobre 2015. Stamattina, in piazza Borgo (ufficialmente intitolata Cavour) abbiamo visto 4 ragazzotti con un gazebo che raccoglievano scatolame alimentare per la “solidarietà italiana” davanti a un supermercato, con lo slogan “prima gli italiani”. Certamente convinti di essere nel giusto, di essere patrioti al fronte…alimentare, miliziani eletti di una causa divina, eredi di una Tradizione millenaria…

Una parodia di quegli stessi valori in cui sinceramente si riconoscono.

Non se li filava nessuno. In pochi minuti sono entrati nel “paesaggio”, tra l’eterna briscola pazza dei soliti noti, il via-vai alla fermata dell’autobus, le regolari e innocue escandescenze dei fuoriusciti dalle vicine Case-Famiglia, i ragazzetti al Sole in calia scolastica, la lapa coi frutti dell’Etna, la coppietta di turno che si sciarrìa, il profumo di mandarino-al-limone che giunge dal Chiosco e ti ricorda dove ti trovi e ti fa ringraziare Dio di EsserCi… E l’Etna a-kkianari e il Mare ri-calata: sotto lo sguardo perplesso della Tapallira, la statua settecentesca più bella della città (in verità è Cerere-Demeter, nostra Signora del Grano e della Natura Vegetante, quella Dea che millenni arreri, come si sa, disse: “questo è il grano, però: prima gli italiani!”).

Torniamo ai nostri “italiani solidali” macca Liothru: una signora gli ha portato due pacchi di pasta convinta che gli affamati fossero iddhi…”poviri carusi!”. Inutile dirgli, ai “poviri carusi”: prima chi ha fame, intanto. E in questa metropoli paesanazza, con tutti i suoi difetti ma anche con tutto il suo cuore grande, non c’è alcun bisogno del cibo avvelenato di marca fascioleghista: noi, paesanazzi metropolitani, col cuore grande, abbiamo una rete di mense popolari e solidali, che mobilita volontari silenziosi, angeli invisibili, dalla Caritas, al Centro Astalli, alla Comunità di Sant’Egidio…fino ai Centri Sociali Autogestiti…E a tante Famiglie normali, che fanno la loro parte, senza pubblicità. Ed entra chi ha fame: semplicemente chi ha fame, e chi sennò?.

I ragazzotti razzistelli non ci sono sembrati denutriti: forse tantikkia di fame gli farebbe bene. Un sano digiuno penitenziale, per depurarsi il Cuore da veleni pestilenziali che non fanno Onore agli occhi di Agata, e seminano oscurità dove c’è bisogno di solidarietà autentica, non ostentata, incarnata nell’Umanità.

Ma è come parlare ai muri, i muri che hanno nel cervello, i muri che alzano sull’acqua, i muri che erigono perfino nei frigoriferi e nelle dispense con quelle scatolette (portate da casa!) per distribuire volantini alla ricerca di chissà quale consenso elettorale. Non li odiamo, non ci riusciamo. Forse esistono solo per metterci alla prova…

La nostra patria è il Secolo in cui viviamo, la nostra Matria è una Terra Impareggiabile che si chiama Sicilia… e comunque: “Prima, la Vita!”.

@ 3 ottobre alle ore 15:59. “Terra e LiberAzione” – Catania.

(Archivio 2015)

 

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UNA GENERAZIONE PERDUTA

LA SICILIA NON SOFFRE PER I SUOI “TROPPI” IMMIGRATI, MA PER I SUOI TROPPI EMIGRATI!

Dal 2001 al 2014 – 526 mila GIOVANI SICILIANI sono emigrati dall’Isola: 205 mila i laureati.

“Produrre” un GIOVANE LAUREATO ha un costo sociale valutabile in 400.000 euro. La sua emigrazione ha un costo sociale di valore almeno triplo: poiché include capacità lavorativa, di consumi, di fiscalità, di riproduzione ecc. 

Un GIOVANE EMIGRATO costituisce una sottrazione potenziale al sistema-Sicilia valutabile, mediamente, in almeno un milione di euro. Il conto, per quanto impressionante, non è difficile.

E’ un flusso invisibile di ricchezza di dimensioni immani: la Sicilia, Fabbrica di Figli, finanzia il Nord con la sua Risorsa più preziosa. E’ una GENERAZIONE PERDUTA. Il dissanguamento si traduce in un metabolismo sociale devastato, una selezione genetica al contrario.

L’emigrazione di massa, combinata allo sradicamento culturale imposto dallo Spettacolo coloniale, ci fa considerare l’ipotesi che la Dominazione attuale -quella di Washington, delle Massomafie toscopadane e di un pugno di Multinazionali- abbia ormai disintegrato ogni nostra possibilità di ricostruzione materiale e spirituale nel Mondo del Secolo XXI, che non sia espressione del Cammino di Testimonianza di ristrette Comunità autonome di r/esistenza.

Il “popolo siciliano”, non riconoscendo sè stesso, non può riconoscere i suoi Nemici: interni ed esterni. Era la prima vera Tesi di Fondazione di “Terra e LiberAzione” nel 1985, mutuata da una poesia intimista di Paul Eluard, e pubblicata sulla copertina del secondo numero del nostro ciclostilato. 

@2015. TERRAELIBERAZIONE

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IL MIGRANTE E’ UNA VITTIMA DELLA POLITIGUERRA DELL’IMPERIALISMO EURO-AMERICANO!

NON ESISTONO PERSONE DI “PELLE B”!

L’EMIGRAZIONE=DEPORTAZIONE, LO SRADICAMENTO E IL DISSANGUAMENTO, CHE SVUOTANO UN POPOLO SONO UNO STRUMENTO VAMPIRESCO DI CONTROLLO SOCIALE. NOI SICILIANI LO SAPPIAMO, DA OLTRE UN SECOLO.

LA NOSTRA “EMIGRAZIONE=DEPORTAZIONE” E’ PIANIFICATA DALLO SPETTACOLO COLONIALE: DAI SUOI REGISTI MASSOMAFIOSI TOSCO-PADANI E DAI LORO MERCENARI ISOLANI. E’ UN PRODOTTO VOLUTO DA UNA DOMINAZIONE SOFISTICATA SU QUESTA “SICILIA PEGGIO DI PORTORICO!”.

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L’EMIGRAZIONE SICILIANA NON E’ UNA MALEDIZIONE DEL CIELO.

L’IMMIGRATO E’ NOSTRO ALLEATO!. LA LEGGE DEL MARE E’ LA NOSTRA LEGGE!.

 

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SICILIA INDIPENDENTE E SMILITARIZZATA, SVILUPPATA E ACCOGLIENTE!

@TERRAELIBERAZIONE

SIMBOLO TERRA LOTTA

 Editoriale

CULLE VUOTE NELLA “FABBRICA DI FIGLI”

LA SICILIA, TRA CROLLO DEMOGRAFICO, MIGRAZIONI E FLUSSI INVISIBILI DI RICCHEZZA

di Mario Di Mauro

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Le Scienze statistiche e demografiche sono un campo di battaglia e i loro “risultati scientifici” vengono impugnati a sostegno delle Tesi, delle Propagande e Contro-propagande più diverse. La nostra Scuola del Realismo dialettico attinge a questi “risultati” col suo Metodo critico, né potrebbe fare altrimenti.

Mentre la scena è occupata da una campagna razzista anti-migranti a dir poco ipocrita, diversi report annuali di Fondazioni e Istituti di ricerca confermano, con autorevolezza, quanto sappiamo già: il 70% dei siciliani vive con meno di mille euro al mese, il 41%, senza eufemismi, è del tutto europeo povero. Il reddito pro-capite in Sicilia è circa la metà di quello del centronord. Non abbiamo nuovi dati precisi, al momento, sul trend specifico della famiglia plurireddito, ma la sua erosione è intuibile dal dato generale, quanto rilevabili sulle Strade della Vita ci appaiono la rinnovata centralità degli anziani pensionati nel sostegno alle nuove generazioni e l’irrilevanza delle “rimesse” dei nostri nuovi Emigrati verso le famiglie e le città di origine: semmai vengono aiutati “da casa”. E’ una economia di guerra, e il dato sintetico che la descrive plasticamente parla la lingua statistica declinata nel verbo “inconfutabile” della Demografia.

Il crollo demografico: si fanno meno figli che nel 1860, l’anno dell’annessione e distruzione dello Stato delle Due Sicilie, terza potenza economica d’Europa spazzata via da una Guerra coloniale anglo-piemontese con tanto di falsa flag garibaldina. Meno figli in valore assoluto e ancor meno in percentuale. E non più di tanto per “scelta culturale”, come mascarìa qualche “scienziato”, chè in Sicilia semmai vale più il contrario.

Quando nel 1995, girando tutta l’Isola, avevamo colto sul campo la ripresa dell’emigrazione giovanile di massa dalla Sicilia verso Nord ci eravamo accorti che i dati venivano camuffati in forma di “mobilità interna”. Perché se emigri in Lombardia non sei “emigrato”, se apri bottega a Malta, a venti minuti da Catania, lo sei. L’emigrazione giovanile di massa, selezione genetica al contrario, avrebbe prodotto, nell’arco di una generazione, un crollo demografico anche in termini di natalità: ci voleva tanto a fare una previsione del genere?. E non saranno le “ricette salvifiche” dei “Miliardi spettacolari” a poter curare un metabolismo sociale giunto allo “stadio terminale di insensatezza”. Senza l’apporto positivo della nuova immigrazione, e lo vediamo con piacere nelle scuole elementari multietniche di Catania, il saldo demografico sarebbe del tutto catastrofico. La Sicilia non soffre certo per i suoi “troppi immigrati” (una balla spaziale!), ma per i suoi troppi emigrati. Ma anche la debole immigrazione – frutto comunque di politiche imperialistiche secolari del cosiddetto “Occidente”- questo innesto provvidenziale, è a rischio, non tanto per il razzismo vigliacco e ignorante alimentato dallo Spettacolo televisivo italidiota, quanto per una crisi generale che spinge all’emigrazione dall’Isola gli stessi immigrati, senza il cui contributo (e sacrificio umano) sparirebbe del tutto quel che resiste di agricoltura e pesca e di servizi alla persona, specie anziana… Fallirebbero la scuola pubblica e anche l’INPS!.

Ne concludiamo che, a dati costanti, la Fabbrica di Figli del Popolo siciliano –inclusa la sua piccola componente immigrata- non produrrà più Emigranti, ma solo Profughi. Profughi economici?. No, Profughi di Guerra!. Perché quella che subisce il Popolo siciliano è una Guerra coloniale sofisticata. E mentre si “dibatte” su quelle macchine criminogene e ipocrite denominate CARA, non si vedono i 100 Comuni siciliani a rischio estinzione, né il milione di vani sfitti che ci cascheranno addosso!. Quella delle migrazioni in Sicilia è una storia lunga: lo dovrebbero sapere anche gli asini: è la Sicilia a fare i Siciliani. NOI SICILIANI SIAMO IL RISULTATO, UNICO E ORIGINALE, DI UNA STORIA MEDITERRANEA CHE HA NELLA MIGRAZIONE LA SUA DINAMICA COSTITUENTE. NEL BENE E NEL MALE. E, per esempio, l’attuale “composizione filogenetica” del Popolo siciliano ha le sue radici prevalenti nei secoli luminosi dell’Emirato islamico di Siqillia. L’ignoranza imposta dallo Spettacolo neocoloniale, lo sbiancamento dell’Identità siciliana reale, non è casuale. Il siciliano medio di oggi è un idiotizzato, sradicato, dominato che si crede perfino “taliano”. E si sente “invaso” dai profughi, non dai suoi veri padroni euro-americani e tosco-padani. “Pensa” che Garibaldi con Mille eroi venne a liberarlo…E così via. Il grande poeta siciliano Vito Tartaro (1938-2014) li chiamava, con dolore: i Siculicani.

Lo “Stato d’Assedio” che sigilla la sanguinaria repressione dei Fasci dei Lavoratori si risolve, nel decennio lungo a cavallo del 1900, nell’emigrazione di un milione di Siciliani (su 3 milioni e mezzo di abitanti). Le navi transoceaniche caricano le loro “Tonnellate Umane” di Terroni. Un dissanguamento pianificato: lotta di classe al contrario. Nel decennio lungo, a cavallo del 1970, un milione e mezzo di Siciliani (su 4 milioni e mezzo) vengono deportati sui “Treni del Sole”, nel “Triangolo” padano e nell’Europa renana…Tanto la prima, quanto la seconda ondata, con le imponenti “rimesse” , finanziarono, per taglieggiamento nei cambi, lo Stato “Uno e Fatto”, ma anche il relativo sviluppo economico e civile dei paesi e città della nostra Isola.

Una Sicilia “normale”, cioè libera e indipendente, potrebbe collocarsi, per reddito pro-capite ponderato, tranquillamente tra le prime 20 “economie” del Pianeta, non meno di Singapore o del Qatar o della Svizzera. Ma queste quattro cose chiare i Siciliani non le devono sapere. Devono sapere solo che cu nesci arrinesci, e dunque “valigie pronte e via!”. Non più di cartone, legate con lo spago, sui “Treni del Sole”; ma griffate Samsonite con dentro una laurea e un tablet e sul volo low coast: ma la sostanza non cambia. Per allevare un ragazzo da zero a 25 anni Famiglia&Società investono (X+1) euro: e i conti non li facciamo col metodo borghese-bottegaio della “partita doppia”, ma nella Logica della nostra Scuola del Realismo dialettico. Quando il carusu o la picciotta emigrano a Milano non solo stanno trasferendo l’intero investimento di (X+1) euro, ma anche il moltiplicatore Y, le loro capacità di produzione-consumo-fiscalità spesso per il resto della loro vita. Producono altrove: figli, beni, servizi, gettito fiscale e contributivo, depositi bancari ecc… Il “valore sottratto” alla Sicilia, nell’alchimia dei flussi invisibili di ricchezza, si trasforma in “valore aggiunto”, altrove. (X+1) x Y x T anni… E tanto basta.

Il Rapporto SVIMEZ 2015, o meglio la sua Anteprima –che forse tanti non hanno manco letto!- ha resuscitato nei suoi spesso improvvisati commentatori estivi le solite ricette salvifiche di sempre: tutte le parti in Commedia sono state subito occupate. Chi propone un Piano Marshall (e perché non anche l’AMGOT?), chi vorrebbe rifondare la Cas.Mez. (e chi glielo conta a Wolfgang Schauble?), chi propone la balla propagandistica dei Fondi UE: l’annuale Miliarduccio europeo –trasfusione del nostro stesso sangue già versato all’UE- ingessato in Bandi costruiti per Banditi, chè ti dicono anche dove puoi e dove non puoi pisciare: sottosviluppo teleguidato e neocolonialismo sofisticato…della serie: “L’Europa ce lo chiede”. Cosiccome va respinta al mittente la logica dell’ euro-militarizzazione –e dell’euro-parassitismo affaristico- nell’Accoglienza dei Profughi: l’Accoglienza si può fare bene, senza “terrorismo psicologico”, con realismo e amore.

AMORE! I PROFUGHI NON HANNO VOCE, TUTTI POSSONO DIRE SU DI LORO QUELLO CHE GLI PARE, SONO CORPI SEQUESTRATI IN UN PURGATORIO NON SI SA PER SCONTARE QUALI COLPE, ARRIVANO DA LUOGHI IN CUI NEANCHE IL DIO DELLE PERIFERIE TIENE PIU’ IL CONTO DELLE VITTIME. I PROFUGHI IN SICILIA CHIEDONO SOLO IL DIRITTO DI ACCOGLIENZA E DI PASSAGGIO, CON UN RAGIONEVOLE CONTROLLO –MA LA QUARANTENA DURA 40 GIORNI, NON 4 ANNI!. E’ QUESTO UN DIRITTO DOVUTO A QUALUNQUE ESSERE UMANO. NIENT’ALTRO. E INVECE VENGONO SEQUESTRATI PER MESI E ANNI DA UNA COSCA DI PARASSITI “UMANITARI”…NEL CARA DI MINEO, FINANZIATO CON UNA ACCISA SULLA BENZINA, IMPOSTA IN SORDINA MENTRE L’AVIAZIONE ITALIANA BOMBARDAVA L’UNICO PAESE “ALLEATO” CHE AVEVAMO NEL MEDITERRANEO: LA LIBIA DI MUAMMAR GHEDDAFI, L’ULTIMO RE DELL’AFRICA, IL PROFETA DELLA MONETA AFRICANA DI SVILUPPO!. DUE VOLTE CRIMINALI!

Le imposizioni imperialistiche della cosiddetta “Unione Europea” – (anche quelle servite calde in salsa umanitaria che tanto piace alla Boldrini e al partito ArcobaleNato dei pacifinti, quelli che la mattina bombardano la Libia e la Siria, e la sera raccolgono i profughi che hanno prodotto!)- tutte le imposizioni Frontex&C., vanno respinte al mittente. Tutte. Sono coperte infettate col vaiolo, come quelle che il Governo americano donava ogni inverno agli indiani delle Riserve per “difenderli” dal freddo. Le stesse coperte che “mandano” in Africa, per “aiutarli a casa loro”, ed hanno anche la facciatosta di distinguere tra profughi di guerra e profughi economici: non esiste, sono tutti vittime della stessa Politiguerra dell’imperialismo decadente di un “Occidente” fallito e miserabile. Restiamo Umani!.

Il sistema-Sicilia ha bisogno urgente di una Zona Franca Regolamentata, di un grande Istituto bancario di mediocredito e di una Moneta sociale complementare. Oltrechè di infrastrutture essenziali da realizzare in joint venture anche con Banche internazionali euroasiatiche. La lunga crisi dell’economia mondiale si risolverà in una grande ristrutturazione geopolitica alla scala globale. Ma è crisi di sovraproduzione di merci e capitali. Non ci serve nessun “aiuto”, non ci servono “coperte infettate”, non ci servono “perline per gli indiani”. Serve, in Sicilia, una “Economia di Guerra” al contrario, per Crescere. In mezzo non c’è niente. Anzi, c’è lo Spettacolo fumogeno del carnevale democratico e delle sue campagne: ora tele-buoniste caritatevoli, ora tele-terroristiche securitarie, che stanno creando le basi per l’instaurazione della “democrazia imperialista perfetta”, il Fascismo sofisticato del Secolo XXI. Il gioco è collaudato: il Cattivo spara a zero sui migranti, il Buono se li accoglie per sfruttarli. Anche in Sicilia, dove gli “immigrati extracomunitari” non raggiungono la soglia del 2%: mancu in Albania!. Impugnano la Tragedia umana come arma di distrazione di massa, mentre stanno saccheggiando suolo e sottosuolo, spazio aereo e acque territoriali della nostra Sicilia (applicando peraltro lo stesso modello neocoloniale che l’Africa conosce bene).

Gli immigrati sono nostri alleati!. Solidarietà internazionalista contro l’Impero degli zombi!. Scateniamo una guerriglia culturale contro l’imperialismo e il razzismo, la peste nera del Secolo XXI!. Ne va dell’Avvenire della Civiltà siciliana e della stessa Civiltà europea, deturpata dall’UE e dalle sue tante maschere!.

@Catania, Settembre 2015. ISTITUTO “TERRA E LIBERAZIONE” (MDM)      

TERRAELIBERAZIONE

SCHEDA

LA POPOLAZIONE SICILIANA “ANNASPA” INTORNO AI 5 MILIONI DI RESIDENTI. La componente immigrata extra-UE non raggiunge le 100.000 unità, pari al 2% della popolazione, ed è formata per un terzo da comunità storiche, come quelle tunisina e marocchina, che vanno considerate siciliane a tutti gli effetti. La componente europea (UE) più grande è quella rumena (51.000) seguita da quella polacca (5000), e comprende anche 1300 bulgari e 1600 tedeschi. In Sicilia sono residenti anche 1200 europei russi e appena 7.640 cinesi, meno che in un quartiere di Milano o Amburgo. Troppo pochi.

“GLI IMMIGRATI SALVANO ANCHE IL PICCOLO COMMERCIO POPOLARE”. L’ultimo rapporto “Territorio” (Settembre 2015) di Confartigianato-Sicilia rileva che su 76.581 imprese iscritte nel registro delle Camere di Commercio ben 27.238 sono di immigrati: oltre alle piccole botteghe etniche, all’ambulantato regolare e agli ottimi store cinesi, si coglie anche l’emergere di mestieri a rischio estinzione come il falegname e il “riparatore”. L’iscr. alla Camera di Commercio è anche un buon viatico per facilitare l’inserimento sociale, molto usato dai ghanesi e dai senegalesi. Il dato 2015 segna anche un boom (+5000) rispetto a quello dello scorso anno. Circa metà delle imprese sono nelle città metropolitane di Palermo e Catania, e servono provvidenzialmente tante famiglie (siciliane e non) in difficoltà. Tutti i commentatori avveduti sottolineano un dato: gli immigrati hanno più voglia e forza di lavorare, e meritano rispetto e gratitudine.

LA “FABBRICA DI FIGLI” DIVENTA UN’ISOLA DI VECCHI, SEMPRE PIU’ POVERI. In soli 12 anni=mezza Generazione, l’indice di vecchiaia è cresciuto in % di 32 punti!. La progressione, sulla base dei dati disaggregati che abbiamo studiato, è rallentata SOLO dalla resistenza delle comunità immigrate, specie quelle del tutto integrate, mentre sostanzialmente la sola metropoli catanese sta reggendo (e non solo sul piano demografico). Troppo poco. La tendenza all’invecchiamento è inarrestabile. Un’Isola di Vecchi…Siamo al “modello giapponese”, senza la Toyota, al massimo ci potremo permettere una Yakuza!. La “Fabbrica di Figli” produceva per l’Export in Padania, Belgio, Germania… A breve, esaurito l’attuale ciclo di emigrazione, l’offerta siciliana “di massa” andrà fuorimercato!.

ISTAT-SICILIA/Indice di vecchiaia (valori percentuali) – al 1° gennaio 2002-2013

99,2 -101,7 -104,4 -107,7- 111,2 -114 -134,2 -137,6- 116,6- 118,8 -120,7- 123,1 -127- 131

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