“Il movimento politico Antudo, intorno a cui si raccoglie una folla sempre più numerosa di dannati siciliani, non è un gruppo, nè un partito, nè una chiesa, nè un’associazione. Antudo è un grido che accomuna, un orizzonte accogliente e confortevole. Antudo è uno spazio collettivo nel quale una comunità si libera dalla rete di “dipendenze” che la tiene prigioniera. Antudo può essere un blog, una piazza, una scuola occupata – poco importa – purchè quel “territorio” sia agito da una efficace pratica di indipendenza dal profitto, dalla sua oppressione, dalle sue guerre”.

Il movimento indipendentista Antudo –ben radicato a Palermo- sfugge alle comode classificazioni in uso nello SPETTACOLO coloniale della SICILIA italienata.

Per impostazione culturale e umana è molto simile a TERRAELIBERAZIONE delle origini – e ci accomuna anche la riflessione sul lungo e tormentato declino degli STATI-NAZIONE vestfaliani. Non è dunque casuale che ANTUDO sia tra i pochi soggetti reali -non “virtuali”- insieme ai quali muoviamo con naturalezza passi pratici sul CAMMINO del SICILIANU NOVU. In realtà abbiamo lo stesso DNA, che ci fa COMPAGNI nel senso profondo del CONDIVIDERE il PANE nella PAZIENZA  di una AZIONE profonda, ma costruita nella REALTA’ del TEMPO che viviamo, questo SECOLO XXI.

La LIBERAZIONE dei POPOLI dall’oppressione e della TERRA dallo sfruttamento trova nella nostra SICILIA un CAMPO di BATTAGLIA tanto incompreso e mascariato, quanto strategico e decisivo.

Il documento di ANTUDO è focalizzato sul tema politico-istituzionale dell’ASSEMBLEA COSTITUENTE del POPOLO SICILIANO, essenza di una LINEA POLITICA ragionevole e realistica, da sviluppare nell’ISOLA e nel MONDO. E’ una scelta metodologica che taglia la testa a scorciatoie elettoralistiche, ma anche terroristiche, una scelta netta che come TERRALIBERAZIONE –ormai da un trentennio- riteniamo discriminante e decisiva per costruire una soluzione condivisa alla “QUESTIONE SICILIANA come problema irrisolto dell’AUTODETERMINAZIONE del POPOLO SICILIANO sul proprio TERRAMARE di appartenenza e di VITA” (@TERRAELIBERAZIONE-Tesi di Fondazione-1985).

Coi compagni e le compagne di ANTUDO ci comprendiamo facilmente anche perché condividiamo insieme la Lezione del poeta cubano BONIFACIO BYRNE: “La mia bandiera è quella che non è mai stata mercenaria…Se la mia bandiera un giorno fosse lacerata in minuscoli pezzi … i nostri morti alzando le braccia la sapranno difendere. Comunque!”.  

TERRA E LIBERTA’ PER TUTTI I POPOLI!

SICILIA INDIPENDENTE E SMILITARIZZATA!       

ANTUDU!

@24/11/2016.L’Esecutivo Centrale di TERRAELIBERAZIONE.

*Antudo è la “parola in codice” utilizzata dagli insorti per riconoscersi -all’inizio della lunga GUERRA RIVOLUZIONARIA del VESPRO 1282 – che fu la vera COSTITUENTE della moderna NAZIONE SICILIANA. «ANimus TUus DOminus» e cioè il Coraggio è il tuo Signore (non i dominatori franco-papisti)!.

 

UNA MODESTA PROPOSTA

L’autonomismo è morto! Gli alibi alle rivendicazioni autonomistiche sono caduti tutti, definitivamente; non solo perchè, come dimostra la storia siciliana dal dopoguerra a oggi, l’autonomia regionale ha fallito alla prova dei fatti; non solo perchè l’Autonomia ci è stata concessa con l’intenzione di bloccare ogni ipotesi indipendentista; ma la ragione principale della morte dell’autonomia sta, secondo noi, nell’esaurimento della sua funzione storica.

Infatti, nell’attuale crisi delle sovranità nazionali, nel declino dello Stato-Nazione, l’ipotesi autonomistica ci appare anacronistica – ridotta ad una squallida furberia retorica di qualche personaggio politico a caccia di voti. Fondandosi sull’idea che possano darsi alcuni margini di autogoverno in un territorio che mantiene l’unità politica con lo Stato centrale (come recita l’Art. 1 dello Statuto della Regione Siciliana), l’autonomismo ci appare oggi come una pistola scarica. La globalizzazione e i processi di centralizzazione economica e politica che l’accompagnano, hanno portato al superamento delle sovranità nazionali e degli istituti ad esso collegati, tra cui, appunto, l’istituto delle autonomie locali.

In questo quadro generale, l’indipendenza si presenta oggi come l’unica alternativa per la liberazione dei territori: per liberarli dalla condizione coloniale, dalla soggezione agli ordinamenti macroeconomici e ai “flussi” finanziari, dalle devastazioni ambientali, sociali e militari che caratterizzano il nostro tempo. L’indipendenza, dunque, non solo è possibile (come dimostra la nostra storia antica e recente) ma è prima di tutto necessaria, inderogabile: solo con l’indipendenza si può realizzare l’autogoverno dei territori e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

Che senso ha parlare di autodifesa dalle politiche guerrafondaie, o dalla progressiva mercificazione di ogni ambito della vita? Che senso ha prospettare il “governo delle comunità territoriali”, se non ci si rende indipendenti da coloro che usano il territorio come spazio per la speculazione e per il profitto, dove allo sfruttamento selvaggio corrisponde una povertà sempre più diffusa.

Lottare per l’indipendenza per noi significa rafforzare e ricomporre le battaglie che quotidianamente si sviluppano sul nostro territorio: dalle lotte operaie alle lotte contro il MUOS, dalle lotte per la casa alle lotte contro le trivelle, dalle lotte per un reddito garantito alle lotte contro l’usura bancaria e la fiscalità criminale. Senza una prospettiva di indipendenza quelle battaglie non si vincono, nè si potrà mai uscire dalla crisi; senza questa prospettiva saremo trasformati presto in carne da macello nella guerra imperialista ormai alle porte.

Per tutte queste ragioni siamo convinti che occorra rilanciare al livello di massa la battaglia indipendentista, non per ripercorrere strade vecchie e inefficaci, ma per costruire su basi nuove un orizzonte di emancipazione sociale e di autogoverno. Avendo in mente il coinvolgimento massiccio del popolo siciliano – condizione preliminare per rompere l’isolamento che vanifica ogni nostro discorso – proponiamo a questa assemblea di avviare al più presto i lavori per indire un referendum popolare volto all’abrogazione dell’Art. 1 del nostro Statuto – che, come tutti sapete, concede l’autonomia, ma a condizione che si rimanga “entro l’unità politica dello Stato italiano” – quindi autonomia, ma solo a parole.

Questo Articolo 1, come di recente hanno scritto i compagni di Terra e LiberAzione “sancisce il non riconoscimento del popolo siciliano come soggetto storico”. Lanciamo perciò un appello a tutta l’area dell’indipendentismo siciliano, affinchè si vada in tempi rapidi alla costruzione di un coordinamento capace di farsi carico dell’organizzazione di questo referendum, per cancellare e spazzare via una legge che ci nega ogni possibilità di autodeterminazione.

@Ottobre 2016. movimento politico ANTUDO.

spot-ottobre2016

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