banner-terra-1IL SALE della NOSTRA TERRA

Un GIRO A VUOTO LUNGO 70 ANNI. Ormai ci siamo! Manca poco e la Regione della Sicilia italienata, incartata nel suo specialissimo Statuto-Zombi, verrà sostanzialmente seppellita. Tirerà ancora qualche sicilianistico calcio, non ne dubitiamo: un blocco sociale parassitario è ancora in disfacimento e potrebbe essere mantenuto sottosale, vale tesoretti elettorali anche per ROMAFIA CAPITALE: nei carnevali tricolorati –anche al TEMPO del PROTETTORATO COLONIALE di BRUXELLES- la SICILIA è pur sempre l’OHIO!. L’ISOLA SWING.

Che la Regione Siciliana (malgrado l’articolo 33 comma 2 del suddetto Statuto) non avesse sovranità sul proprio sottosuolo, oltreché sul proprio spazio aereo e sui propri mari, lo si sapeva da tempo. Ma che adesso Essa rinunci alla propria partecipazione di maggioranza all’interno di una delle più importanti e sane industrie dell’Isola, i cui ricavi sfiorano i 90 milioni annui -con prospettive rosee trentennali!- e il cui bilancio è da anni in attivo, rappresenta davvero un unicum storico-economico nonché una tappa fondamentale nel processo di demolizione di questo ni-Ente inutile denominato Regione Siciliana. (…)

Andiamo per gradi. La Regione Siciliana detiene (ormai deteneva) il 51 % delle quote azionarie della Italkali, società mista pubblico-privata con sede a Palermo che opera nel settore minerario ed è tra le principali aziende in Europa per l’estrazione, la lavorazione e l’esportazione del salgemma. La produzione mineraria e la lavorazione del minerale sono effettuate nelle miniere di Racalmuto (AG) e Realmonte (AG) e nella miniera di Petralia (PA).

L’articolo 22 della Legge di Stabilità regionale n. 5 del 28 gennaio 2014 prevedeva che <<Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica previsti per l’anno 2014, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono predisposte dal Dipartimento regionale del bilancio e del tesoro le procedure di evidenza pubblica per la cessione delle partecipazioni azionarie della Regione non ritenute strategiche>>.

Sulla base di tale disposizione, come dichiara adesso l’89enne amministratore delegato di Italkali Francesco Morgante, “dal primo gennaio di quest’anno (2015, NdA) la partecipazione della Regione è decaduta”.

Con il trascurabile particolare che la Regione Siciliana ha DIMENTICATO di mettere a gara il proprio pacchetto azionario di maggioranza, precludendosi così la possibilità di stabilire il valore delle azioni, come invece prevedeva il comma 2 del succitato articolo: <<Al fine di garantire un congruo prezzo di vendita delle azioni di cui al comma 1, con decreto dell’Assessore regionale per l’economia, sono fissati i prezzi di riserva al di sotto dei quali non si procede alla vendita.>> (…)

Si volge, dunque, verso il primo caso di privatizzazione INVOLONTARIA dell’economia mondiale, ove il valore delle azioni da liquidare alla Regione Siciliana sarà peraltro stabilito dagli acquirenti.

Con un colpo da maestro, il rottamatore-picconatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta ha perso la quota di maggioranza all’interno di una società partecipata “legittimamente” ritenuta non strategica per il bene della Sicilia, considerato che ha il bilancio in attivo…! E la perde lasciando che siano gli altri soci a fissarne il prezzo di acquisizione.

La Regione Siciliana sprofonda, in un sottosuolo che non possiede più. E noi Siciliani, è il caso di dirlo, ni manciamu l’ossa c’u sali!.

Ovviamente lo Spettacolo neocoloniale inscena altri “eventi”: una nebbia di diversivi.

L’era moderna scintillò detonante dal SOTTOSUOLO dell’ISOLA CONTESA: zolfi + salnitro = polvere da sparo. Gli Inglesi lo compresero afferrando il SEA POWER STRATEGICO della Sicilia-Miniera di quel Mondo: polvere da sparo e forza motrice per l’Impero in espansione di Sua Maestà britannica. Oggi il sale siciliano tiene in funzione la rete autostradale tedesca nei lunghi mesi freddi: è il migliore ed ecologico agente antigelo che esista. I servizi segreti di Berlino vigilano, onestamente, su questo interesse strategico. Ed è pure quasi aggratis. Qui si trasforma l’oro in ferro. Lo spettacolo coloniale è un mondo capovolto. Ma l’IMPERIALISMO NORDICO fa solo il suo mestiere. Punto.

15 marzo 2015. TERRAELIBERAZIONE (Archivio Centrale)

 

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