Come previsto dall’istituto TERRAELIBERAZIONE -> Quale Monsanto?. BAYER E’. E L’UE E’ COSA SUA. IN GERMANIA di gioca la partita strategica, e certo non solo nell’AGROFARMACEUTICA e sugli OGM. L’IMPERIALISMO EUROPEO -non meno della sua frazione italiana- NON CE LO SIAMO INVENTATI NOI RIEVOLUZIONARI SICILIANI. Intanto c’è n’autra MALARIA n-europea in arrivo. Prepariamoci.

SEMU SIMENZA. RESISTIAMO e poi si kunta.

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@TERRAELIBERAZIONE.

TRIBUNALE dell’UNIONE EUROPEA: verso il via libera agli OGM.

Il Tribunale dell’Unione Europea (una delle tre sezioni in cui è divisa la Corte di Giustizia dell’UE) assegna un punto decisivo alla Monsanto (oggi Bayer) sulla controversia relativa all’immissione in commercio di alimenti e mangimi contenenti soia geneticamente modificata. La sentenza (causa T-177/13) è stata resa nota oggi e provocherà non poche polemiche.

Ricordiamo, infatti, che la Monsanto, che opera nell’AGROFARMACEUTICA e nel ‘pianeta’ degli OGM, nota soprattutto per la produzione del Roundup, l’erbicida al glifosato (o gliphosate).

Tutto comincia nel 2009, quando la Monsanto Europe ha presentato una domanda di immissione in commercio di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti soia geneticamente modificata.

Nel 2012, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha concluso, come si legge nel comunicato UE  “che la soia geneticamente modificata, nell’ambito degli usi previsti, è sicura quanto la soia convenzionale (cioè non geneticamente modificata) riguardo ai suoi effetti potenziali sulla salute umana e animale o sull’ambiente”.

Sulla base di tale parere favorevole dell’EFSA, la Commissione, con decisione del 28 giugno 2012, ha autorizzato l’immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o ottenuti a partire da soia geneticamente modificata.

Tre ONG  tedesche hanno, quindi, chiesto alla Commissione di effettuare un riesame interno della sua decisione di autorizzazione, sostenendo che “non sono stati sufficientemente valutati i rischi tossicologici e immunologici, in particolare relativamente all’allergenicità per la prima infanzia della soia geneticamente modificata”.

Nel 2013, la Commissione ha respinto tali richieste considerandole infondate.

Quindi si sono rivolte al Tribunale dell’Unione europea chiedendo di annullare il rigetto della loro richiesta di riesame della decisione di autorizzazione. Ricevendo in cambio un secco no: “Con la sentenza odierna, il Tribunale respinge il ricorso delle tre organizzazioni e convalida la decisione con la quale la Commissione ha respinto, perché infondata, la richiesta di riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio”.

Le motivazioni faranno discutere: “Il Tribunale – si legge nella nota ufficiale- afferma che una siffatta organizzazione non può sollevare argomenti volti a contestare direttamente la legittimità o la fondatezza della decisione di autorizzazione all’immissione in commercio: essa può unicamente eccepire l’illegittimità o l’infondatezza della decisione con la quale è stata respinta, in quanto infondata, la sua richiesta di riesame. Nel caso di specie, il Tribunale rileva che numerosi argomenti addotti dalle tre organizzazioni riguardano errori di valutazione dell’EFSA o unicamente l’asserita illegittimità della decisione di autorizzazione all’immissione in commercio. Il Tribunale respinge quindi tali argomenti”.

Che sembra un modo per arrampicarsi sugli specchi.

Quindi non sarebbero riuscite a dimostrare la pericolosità. E che fine ha fatto il principio di precauzione? Non pervenuto. 

C’è da aggiungere che contro la decisione del Tribunale, entro due mesi a decorrere dalla data della sua notifica, può essere proposta un’impugnazione, limitata alle questioni di diritto, dinanzi alla Corte.

Altro particolare: è la prima volta che il Tribunale statuisce su una decisione adottata nel merito dalla Commissione in seguito ad una richiesta di riesame interno ai sensi. E come prima volta non c’è male: di fatto, si schiera a favore di un colosso tedesco.

Antonella Sferrazza  

(I Nuovi Vespri  e TimeSicilia)

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