NO alla museificazione della biodiversità siciliana!

SI alla FILIERA AGROINDUSTRIALE dei GRANI SICILIANI ANTICHI!

A KILOMETROZERO c’è solo la MISERIA: economica e, sopratutto, umana.

E’ TEMPO di RICOSTRUIRE il PAESAGGIO SICILIANO “MOLTIPLICANDO I PANI E I PESCI”.

“In Sicilia provano a recuperare il patrimonio genetico della biodiversità frumentaria. I contadini dell’associazione SIMENZA mescolano e seminano le varietà con il metodo Ceccarelli, coltivano biologico e biodinamico. Pur compiendo il gesto più sacro dell’agricoltura, con quella semina rischiano di essere multati, perché non c’è ancora una normativa che preveda di mescolare e scambiare le sementi contadine. Eppure abbiamo imparato che la separazione genetica non ha mai portato buoni frutti, sia nelle relazioni biologiche, sia in quelle umane… Salvatore Ceccarelli è riparato in India, dopo oltre trent’anni di lavoro (in Siria…). Ora è lì e poi chissà: il suo lavoro deve trovare una patria scientifica. Gli investimenti in Siria e altrove nutrono altre prospettive, mentre il sud del mondo è sempre più territorio di conquista. I campi sono spesso abbandonati, tante varietà perdute, tanta conoscenza dimenticata, proprio nelle regioni della più grande ricchezza genetica, dove l’uomo domesticò il primo frumento. Il metodo stesso della convivenza solidale è andato perduto”. (dall’Editoriale dell’Osservatore Romano del 4/1/2017 -Semi per Aleppo- di Carlo Triarico)

L’IMPERIALISMO E’ UN ESTINTORE di BIODIVERSITA’ – Dalla repressione sofisticata che ha colpito per decenni i GRANI SICILIANI ANTICHI – allo STERMINIO delle VACCHE MODICANE…la  BIODIVERSITA’ SICILIANA è stata disintegrata da mezzo secolo di SPETTACOLO COLONIALE TOTALITARIO, un PENSIERO UNICO sponsorizzato dall’ENI e imposto dalle Università della Sicilia italienata, al costo di un fiume di miliardi europei della PAC erogati dall’AIMA prima, dall’AGEA poi.

E’ stato però un SUICIDIO ASSISTITO realizzato a “A KILOMETROZERO” (…) .

Ora. Istituita con anni di ritardo e solo su pressione del movimento siciliano SIMENZA- la “commissione regionale per la valutazione delle richieste di iscrizione delle varietà locali nell’apposita sezione del registro nazionale delle varietà da conservazione, si riunirà solo quando affluiranno le istanze degli aspiranti agricoltori custodi”.

E’ la museificazione “on demand” della biodiversità siciliana?. O cos’altro?.

Questa “COMMISSIONE” – di marca MIPAF e istituita con anni di ritardo dalla Regione Siciliana- è la GIURIA di un TALENT per “aspiranti agricoltori custodi”?. O deve rapidamente produrre documentazione scientifica sufficiente alla “registrazione” di una biodiversità millenaria che è già studiata e conosciuta?. Punto. Interrogativo.

La SITUAZIONE. In Sicilia abbiamo 52 varietà di GRANI SALVATI. L’agricoltore, ancor prima di diventare custode, avanza una richiesta di iscrizione al Registro nazionale delle varietà da conservazione, che è un registro parallelo a quello già esistente, che non include però i grani siciliani. Questa richiesta viene valutata dalla Commissione tecnico-scientifica per la registrazione delle varietà da conservazione, che a sua volta la invia a Roma, al MIPAF. Se la richiesta è giudicata corretta quella varietà verrà inserita all’interno del bollettino bimestrale che il Ministero produce. Da lì ha inizio un iter che termina con l’emanazione di un decreto che stabilisce che quella determinata varietà viene assegnata a quell’agricoltore che ne aveva fatto richiesta.

“Custode”: è chi si prenderà cura  di una-due popolazioni della biodiversità cerealicola, tenendole in purezza per poi certificarle. Questo è “permesso dalla legge”. Sarà possibile infatti richiedere una licenza ministeriale, che va in deroga a tanti obblighi previsti ad esempio per una normale ditta sementiera. Niente di più.

Che RICONOSCIMENTO e TUTELA siano necessari anche in funzione ANTI-FRODE è sicuro. Ma è il “minimo sindacale”, né la via prescelta appare delle più sicure: troppo dispersiva. Proviamo ad “aggiustarla in corsa”, guardando all’Avvenire. Semu SIMENZA.

Abbiamo attraversato per decenni un DESERTO, salvando il salvabile, “spacciando simenza clandestina”, rischiando l’arresto!. Ora dobbiamo attraversare anche le PALUDI istituzionali e i loro CAMPI MINATI. Nelle NEBBIE modaiole: tutti bio-antichi diventarono!. Su facebook!. Amen.

A prescindere, non la museificazione della biodiversità “on demand”, ma solo il suo ragionevole sviluppo di filiera -anche  agroindustriale -salverà il paesaggio umano ed economico delle campagne siciliane, assicurando in primo luogo CIBO di QUALITA’ a prezzo ragionevole ai SICILIANI e agli ospiti del nostro Arcipelago. L’EXPORT -per quanto fondamentale- non è lo scopo primario di una Nuova Agricoltura, ma il MERCATO E’ MONDIALE: anche per i GRANI SICILIANI ANTICHI e DERIVATI AGROINDUSTRIALI.

La focaccina Mulino Bianco-Barilla è venduta a 10,5 EURO AL KILO. Ed è premiata in Europa come “prodotto tradizionale dell’anno”. L’abbiamo anche testata, non ci piace, ma non è questo il problema. Punto.

Intanto, DIPENDIAMO da Roma e Bruxelles e dal WTO: anche per poter dire che la nostra millenaria SIMENZA è SIMENZA nostra millenaria. E che i GRANI SICILIANI ANTICHI sono ANTICHI, e perfino GRANI e addirittura SICILIANI. E Demeter e Kore, ovvio, erano tedesche!.

Ma chè per caso un chicco di grano è un prosciutto di coccodrillo, o una radio a colori?. Solo Nino Frassica li può aiutare!. Si continui pure a perdere tempo: tanto, di questo passo, alla fine vincono BAYER-MONSANTO & SYNGENTA, con le loro sementi sterili tricolorate da Coldiretti; e poi arriva Barilla, che “scoprirà” anche i nostri grani antichi.

In sintesi: non vediamo alcun NESSO LOGICO diretto tra REGISTRAZIONE di SEMENTI della BIODIVERSITA’ SICILIANA (non solo grano!) e “CUSTODI” delle stesse (in situ o dinamici?).

I “Custodi di Semi” saranno gli L.S.U. 2.0.?. I nuovi articolo 23?. I “Forestali” della biodiversità in una Repubblica delle Banane?.

Il PANE SICILIANO AUTENTICO –bene che vada- resterà un prodotto per ricchi: a 5 euro al kilo?.

Non ci siamo proprio. Chi vuole vada avanti accuddhì, ma sia chiaro: non è il nostro programma. Semu “CUMUNISTI FEUDALI FEDERICIANI”!. Apriti Cielo!. Lo spiegheremo meglio: il Futuro della Civiltà Siciliana ha un Cuore antico. La storiografia colonialista lo ha mascariato, ma questo Cuore batte ancora sul Cammino del Sicilianu Novu nel Mondo del Secolo XXI. Ce li guardiamo dalla CIMA dell’ETNA e, sulla Via di Damasco, dalla mobilitazione per la ricostruzione della Siria, alla quale parteciperemo.

A KILOMETROZERO c’è solo la MISERIA: economica e, soprattutto, umana.

Il movimento SIMENZA nasce profetico e pragmatico, ed è vaccinato: affronterà anche questa sfida. No a polemiche inutili!. Ma stiamo vigilando. La corrente informale di TERRAELIBERAZIONE c’è: al servizio del cammino comune di Simenza, al quale ha regalato anche il nome.

La FAME avanza, capire le COSE è decisivo, lamentarsene non serve a niente.

E’ TEMPO di RICOSTRUIRE il PAESAGGIO SICILIANO “MOLTIPLICANDO I PANI E I PESCI”. Senza “delegare” niente a nessuno e proteggendo il “Cammino di Simenza” con le nostre Forze. O niente. E’ Tempo di potenti minoranze umane organizzate nella CoScienza. Per la R/esistenza Umana nel Buon Combattimento – Per VINCERE. Le “maggioranze” non esistono.

A chi ci chiede: “cosa è l’indipendentismo siciliano?”. Ecco, questo è: una LOTTA QUOTIDIANA organizzata nella CoScienza. Una CRITICA RADICALE  allo Spettacolo coloniale della Sicilia italienata, che costruisce oggi il suo Avvenire.

Meditare bene, per agire bene.  U SICILIANU NOVU cammina addhitta!.Di questa riflessione se ne faccia tesoro, authra simenza.

PANI, PACENZIA E TEMPU! – Semu Simenza!.

@TERRAELIBERAZIONE.

“L’Espresso” contro ci mancava!

Sulla Via di Damasco. L’Espresso contro ci mancava! “Per far pace in Siria? Corni di vacca e vesciche di cervo!”- L’Espresso, il “più influente settimanale italiano”, fa una caricatura strampalata dell’editoriale “SEMI per ALEPPO” uscito ieri (4/1/2017) sull’OSSERVATORE ROMANO in cui si propone l’idea-forza del movimento siciliano SIMENZA per la ricostruzione in Siria. Il suo vaticanista, Sandro Magister, si lancia in un attacco delirante…passando sopra di noi e puntando al PAPA!.  Ne siamo onorati. Ma il movimento SIMENZA è ALTRO, il vecchio Magister non ha capito un cavolo neanche del senso dell’articolo di Triarico. A prescindere, i giganti di AgroFarma comprano da decenni l’intero circo massmediale e controllano governi e burocrazie pubbliche e “di categoria”. Non possiamo avere amici da quelle parti!. Il “gioco” si sta facendo duro.

Magister è anche il vaticanista insider prevenuto che padre Lombardi -uomo pazientissimo- cacciò a pedate dalla sala stampa della Santa Sede…Ora è solo un vecchio vaticanista accecato dall’odio. Quanto all’impostazione analitica di Triarico sulla “crisi siriana” -sia chiaro- per ragioni ben più serie neanche noi siamo d’accordo. Ma discutiamo con Triarico, non con un demente “colorato” accecato dall’odio. Li conosciamo sti banditi -strapagati da De Benedetti -che mascariarono per decenni Muammar Gheddafi inventando di tutto e di più. E il pecorame ammucca!. Quanto a Steiner, fu un profeta cristiano cosmico, un grande Cercatore di Verità, il cui lascito consideriamo Patrimonio dell’Umanità. Magister ne fa caricatura per attaccare il…Papa. Non finisce qui: hanno “preso la mira”. E’ Tempo di potenti minoranze umane organizzate nella CoScienza. Per la R/esistenza Umana nel Buon Combattimento – Per VINCERE. Le “maggioranze” non esistono. Usciamo fuori dalla catacombe!.

PANI, PACENZIA E TEMPU! – Semu Simenza.

@Catania, 5/1/2017. TERRAELIBERAZIONE.

24 gennaio 2017. Oltre cento agricoltori che coltivano i grani locali e che intendono divenirne Custodi, sono riuniti da questa mattina a Caltanissetta all’agriturismo Torrettella, su iniziativa dell’associazione Simenza – Cumpagnia Siciliana Sementi Contadine, per capire come diventare agricoltori custodi di varietà locali da conservazione, da iscrivere nel registro nazionale delle varietà da conservazione, dopo l’esame delle richieste da parte della neocostituita “Commissione regionale per la valutazione delle richieste di iscrizione delle varietà locali nell’apposita sezione del registro nazionale delle varietà da conservazione, che si riunirà solo quando affluiranno le istanze degli aspiranti agricoltori custodi…”.
All’iniziativa sono presenti esperti in rappresentanza del CREA-SCS (ex-Ense), STAZIONE DI GRANICOLTURA, REPRESSIONE FRODI E SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE.

simenza-custodi

osservatore

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