BUM!  – Cracolici: “l’agricoltura siciliana è la più pulita al mondo!”.

di Giulio Ambrosetti

L’agricoltura biologica è una cosa bellissima. Ma le verifiche vanno fatte non soltanto durante le fasi di produzione ma, soprattutto, sui prodotti finiti, seguendo il modello GranoSalus. Ci dispiace ribadirlo ancora una volta: non solo non abbiamo mai sentito parlare di controlli sui prodotti ‘biologici’ finiti, ma non abbiamo mai visto tutti questi prodotti agricoli ‘biologici’ che la Sicilia produrrebbe.

Dice l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici (PD):

“Pubblicato l’elenco definitivo delle aziende ammesse al bando ‘biologico 2015’, rivisto dopo l’esame dei ricorsi presentati entro 30 giorni dalla data di prima pubblicazione del 5 ottobre scorso. Adesso tocca ad Agea procedere con le erogazioni. Saranno circa 5000 i beneficiari di 40 milioni di Euro di contributi per la conversione e il mantenimento delle coltivazioni biologiche, su una dotazione complessiva di 220 milioni nella nuova Programmazione”.

“Si conclude positivamente – leggiamo sempre nel comunicato – l’iter di finanziamento della prima misura a forte impatto economico del nuovo PSR (Piano di Sviluppo Rurale, ovvero una parte dei fondi europei destinati all’agricoltura siciliana ndr).  Una risposta tanto attesa dalle aziende siciliane che hanno scommesso su qualità e sostenibilità”.

A questo punto l’assessore Cracolici, come si diceva nella Palermo degli anni ’70 del secolo passato, “si allarga assai”, ovvero, si avventura lungo un sentiero che, forse, conosce per sentito dire:

“La Sicilia – dice l’assessore regionale all’Agricoltura – è la regione più pulita al mondo nei sistemi di produzione agricola. Entro la fine della nuova programmazione l’Isola supererà i 300 mila ettari di produzione biologica”.

Addirittura! La “regione più pulita al mondo nei sistemi di produzione agricola”. Boom!

Forse l’assessore dovrebbe dire: la regione più finanziata al mondo in materia di agricoltura biologica con verifiche e controlli tutti da dimostrare.

Chi è che, in Sicilia, controlla che i prodotti che ci vengono presentati come tali siano veramente “biologici”? L’assessorato all’Agricoltura? Le società di certificazione?

La certificazione – fatta dalle società che vengono pagate dalle aziende agricole alle quali vengono certificati i prodotti biologici – non sono e non possono essere una garanzia.

E poi, diciamolo a chiare lettere: dove sono tutti questi prodotti agricoli ‘biologici’ che l’agricoltura siciliana produrrebbe? Qualcuno ha mai verificato, sui prodotti finiti, l’assenza di pesticidi, di erbicidi e via continuando sui prodotti ‘biologici’ dell’agricoltura siciliana?

“La scommessa rimane quella di valorizzare questo primato in termini di capacità di commercializzazione di prodotto biologico”, conclude Cracolici.

La vera scommessa – a nostro avviso – è avviare i controlli sui prodotti biologici finiti sul modello GranoSalus: agricoltori e consumatori che promuovono i controlli sui prodotti presi a caso dai banchi di vendita. Il resto sono chiacchiere e propaganda.

P.S.- Ah, dimenticavamo: uno dei requisiti richiesti dall’agricoltura biologica è che l’azienda non subisca gli effetti dell’inquinamento di provenienza esterna: per esempio, presenza di discariche, di aree industriali, di depuratori che non funzionano, di stabilimenti chimici.  In effetti, in Sicilia non abbiamo discariche a cielo aperto, tutti i depuratori funzionano (?), non ci sono aree industriali inquinate, non ci sono raffinerie di petrolio…   www.inuovivespri.it

testata-agosto2016terraeliberazione-agosto2016

 

Annunci