“Il Mediterraneo nasce, cambia e talvolta muore con i suoi venti, umili o prepotenti”.

(Predrag Matvejevic, Breviario Mediterraneo)

“Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Significa incontrare realtà antichissime, ancora vive, a fianco dell’ultramoderno. Accanto alla barca del pescatore, che è ancora quella di Ulisse, il peschereccio devastatore dei fondi marini o le enormi petroliere. Significa immergersi nell’arcaismo dei mondi insulari e nello stesso tempo stupirsi di fronte all’estrema giovinezza di città molto antiche, aperte a tutti i venti della cultura e del profitto e che da secoli sorvegliano e consumano il mare. Certamente ancora oggi il Mediterraneo è custode della vita di molti popoli, rievocandone le radici e le origini comuni. Ma il Mediterraneo, crocevia di civiltà, non è destinato a rappresentare un mito del passato…

Credo sia molto pericoloso voler ridurre il Mediterraneo al suo passato. E talvolta ci fanno questo. Non riconoscendo ciò che il Mediterraneo è oggi e che potrebbe diventare domani. Si parla del glorioso passato del Mediterraneo. Il Mediterraneo ha un presente e deve avere assolutamente un futuro”.

La nostra riconoscenza a

Matvejevic

@Catania, 3/2/2017. TERRAELIBERAZIONE-FRONTE del PORTO

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