Nel 1235 Federico II pubblicava l’Ordinatio novorum portuum. Con essa, il Re dei Siciliani – in guerra permanente contro il papato e l’imperialismo nordico- ordina il rafforzamento del già potente sistema portuale dell’Isola e la costruzione di altri 9 porti sui Tre Mari del suo regnum continentale.

Nella visione strategica federiciana si coglie anche il nesso tra scali marittimi e sistema delle masserie statali, veri centri di pianificazione e controllo di una intera rete di unità produttive.

L’Ordinatio novorum portuum, prefigura un grande Hub a rete ma a gestione centralizzata fondata sul monopolio statale del commercio estero, interfacciato con la dinamica della flotta militare al comando di un potente Ammiragliato, alla cui testa chiamò il genovese Nicola Spinola, un fuoriclasse!.

La Constitutio novorum portuum “agganciata” alla Constitutio super massariis -> prefigura un capitalismo di stato pianificato, produttivo e commerciale, senza il quale l’indipendenza dei popoli della “costituente imperiale” non sarebbe stata pensabile. Il monopolio pubblico del commercio estero e la stessa organizzazione del lavoro salariato, ancor più della proprietà statale del sistema produttivo strategico, prefigurano una formazione economico-sociale di transizione.

In breve: di tipo SOCIALISTA. I cercatori di “feudalesimo immobile” nella storia siciliana rischiano di trovarvi moderno “capitalismo sociale”  quando la barbarie del feudalismo nordico dominava l’Europa!. La SICILIA FEDERICIANA è una POTENZA AGROALIMENTARE e MANIFATTURIERA: cotone e seta, lana e olio, vino e…zucchero. Ma il “GRANO” fu l’ARMA STRATEGICA della SOVRANITA’ SICILIANA. Il GRANO è l’ARMA decisiva della GUERRA del VESPRO lunga 130 anni. Il GRANO è per secoli la vera “ARMA  SEGRETA” della SOVRANITA’ SICILIANA.

E’ un bel programma politico per la SOVRANITA’ SICILIANA nel Secolo XXI!.

@TERRAELIBERAZIONE.

FOTO- Catania- “Fronte del Mare”: Fabio Micalizzi (leader delle marinerie siciliane) e Mario Di Mauro (direttore di TerraeLiberAzione).

 

Annunci