Indipendentismo e lotta sindacale in Corsica. Intervista a Jean-Luc Morucci.

(redazioni di ANTUDO e TERRAELIBERAZIONE ->Gennaio 2017)

Il 31 dicembre si sono concluse in Corsica le elezioni sindacali dei rappresentanti nelle piccole imprese. Il sindacato dei lavoratori corsi (STC) ha vinto con il 52%. Si conferma, così, la continua crescita e la radicalizzazione territoriale di un sindacato attento sia alla difesa degli interessi immediati dei lavoratori, sia alla lotta di liberazione nazionale. Abbiamo intervistato Jean-Luc Morucci, dirigente del STC, per saperne di più sulla sua organizzazione sindacale e sul rapporto tra la lotta per l’indipendenza e quella per l’emancipazione dei lavoratori.

“La società corsa è dominata dal “clanismo”: ciò significa che il lavoro è considerato una merce di scambio, un compenso per i voti del “clan”. I rapporti di lavoro si manifestano perciò come rapporti di dipendenza; chi dà il “posto”, sia esso un politico o un datore di lavoro, appare come colui che detiene il potere quasi per legge di natura. Per il sindacato, la strada è chiara: questa relazione di dipendenza va trasformata in una relazione regolata da un contratto che prevede mutui diritti e doveri. Dall’inizio, il STC ha considerato il Codice del Lavoro come un piccolo “libretto rosso” rivoluzionario. Esso prevede la creazione di sezioni, la nomina di delegati sindacali, l’elezione dei “delegati dei lavoratori” e dei rappresentanti operai nei comitati. Il STC è radicato nelle microregioni, anche dove non esiste alcuna tradizione sindacale; cosi, il suo sviluppo ha valore strategico in quanto implica la costruzione di contropotere.”

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