copterra-1-2017

trasi e leggi: terraeliberazione-n° 1-2/2017

devoti-ducitti

SEMI per ALEPPO

di MARIO DI MAURO*

“Ma la TERRA ‘un ni vo’ peni, e li cancia a SIMENZA di sciuri”.

Alex Caldiero (sonosopher siculo-americano)

Vaticano, 4 gennaio 2017. L’editoriale dell’Osservatore Romano propone il nostro “modello siciliano SIMENZA” per la ricostruzione del paesaggio agrario e UMANO in Siria: “In Sicilia provano a recuperare il patrimonio genetico della biodiversità frumentaria. I contadini dell’associazione Simenza mescolano e seminano le varietà con il metodo Ceccarelli, coltivano biologico e biodinamico. Pur compiendo il gesto più sacro dell’agricoltura, con quella semina rischiano di essere multati, perché non c’è ancora una normativa che preveda di mescolare e scambiare le sementi contadine. Eppure abbiamo imparato che la separazione genetica non ha mai portato buoni frutti, sia nelle relazioni biologiche, sia in quelle umane…”.

SIMENZA per RICOSTRUIRE. E che si parli del nostro condiviso e plurale movimento contadino SIMENZA sull’Osservatore Romano, organo della Santa Sede…ma chi ce lo doveva dire?.

Sulla Via di Damasco > “L’Espresso” contro ci mancava!. “Per far pace in Siria? Corni di vacca e vesciche di cervo!”- L’Espresso, il “più influente settimanale italiano”, fa una caricatura strampalata dell’editoriale “steineriano” di Carlo Triarico: “SEMI per ALEPPO”. Il suo vaticanista, Sandro Magister, si lancia in un attacco delirante -maturato negli abissi caotici di uno scientismo cieco e livoroso -passando sopra di noi e puntando al PAPA!. Ne siamo onorati e per nulla sorpresi: i giganti di AgriFarma “comprano” da decenni l’intero circo massmediale e controllano governi e burocrazie pubbliche e “di categoria”. Non possiamo avere amici da quelle parti!. Il “gioco” si sta facendo duro, più del nostro grano contadino di naturale evoluzione, boicottato dall’IMPERIALISMO e dai suoi STATI.

L’IMPERIALISMO E’ UN ESTINTORE di BIODIVERSITA’ sia in tempo di “Pace” che in tempo di Guerra. Dalla repressione sofisticata che ha colpito per decenni i GRANI SICILIANI ANTICHI – allo STERMINIO delle VACCHE MODICANE…la  BIODIVERSITA’ SICILIANA è stata disintegrata da mezzo secolo di SPETTACOLO COLONIALE TOTALITARIO, un PENSIERO UNICO sponsorizzato dall’ENI e imposto dalle Università della Sicilia italienata, al costo di un fiume di miliardi europei della PAC erogati dall’AIMA prima, dall’AGEA poi. E’ stato però un SUICIDIO ASSISTITO -realizzato a “A KILOMETROZERO”.

In appena un secolo, almeno un centinaio di “grani antichi” sono spariti dal PAESAGGIO siciliano. La GUERRA COLONIALISTA che ha desertificato la plurimillenaria biodiversità granicola siciliana è stata condotta dall’inizio degli anni Settanta, di concerto con le Università,  attraverso la corruzione sofisticata  che ha dopato di euro-contributi e “integrazioni”  l’intero mondo dei produttori, impaludandoli nella dipendenza dai grani sterili BAYER-MONSANTO, SYNGENTA &C. –“bombardati coi RAGGI GAMMA”- e nell’irrilevanza politica mediata da burocrazie più sterili delle sementi OGM.

La superficie attualmente seminata a GRANI SICILIANI ANTICHI –profetici, semiclandestini e boicottati per decenni dalla LEGALITA’ COLONIALE- è di soli 3000 ettari su 280.000. Noi consideriamo SICILIANO AUTENTICO solo ed esclusivamente questo 1% del RACCOLTO 2016.

Le Regole dell’AGRObusiness IMPERIALISTA  taroccano la QUALITA’ dei GRANI, trattano GRANO-MERCE, escludono i PRODUTTORI piccoli e medi.  E’ urgente diffondere e difendere i GRANI SICILIANI ANTICHI nel respiro di una  sovrana CULTURA AgroINDUSTRIALE e vaccinando il Cammino dalle ROBINSONATE bucoliche che vagheggiano reazionarie “economie di villaggio”. A kilometrozero c’è solo la FAME!.

Questa narrazione è occultata in quelle stesse NEBBIE dello SPETTACOLO inscenato dall’IMPERIALISMO NORDICO-ATLANTISTA, che inghiotte VERITA’ assai più tragiche. Cosa accade in Siria?.  

Nel 2011 – la TEMPESTA NERA scatenata dall’IMPERIALISMO NORDICO e dai suoi soci arabi e neo-ottomani – venne spacciata per “PRIMAVERA ARABA” – L’imprevista resistenza di DAMASCO ha fatto fallire i piani, per quanto il caos abbia comunque spazzato via per sempre quel che restava della secolare carta geopolitica disegnata maldestramente a tavolino dagli Accordi segreti Sikes-Picot nel 1916 (che avevano spartito l’area tra l’imperialismo inglese e quello francese, capitalizzando l’implosione dell’Impero turco-ottomano).

Cosa accade in Siria dal 2011?.  Lasciamo la parola a Monsignor Joseph Tobji, arcivescovo cattolico-maronita di Aleppo: “Le relazioni con il Governo sono buone da sempre e Assad è un Presidente eletto. Non vedo Assad come il diavolo. In Siria prima stavamo bene, era un mosaico vivibile, con un Islam moderato e aperto. Adesso viviamo in compagnia della morte. Aleppo, con 10mila anni di storia, era la città siriana più importante per l’industria e la cultura. Aveva 4 milioni di abitanti, oggi sono circa un terzo. Papa Francesco ha individuato bene il problema, in Siria non ci sono né una rivoluzione né una guerra civile. C’è la terza guerra mondiale per procura. Noi siamo un giocattolo nelle mani delle grandi potenze. I media occidentali calpestano la verità…“.

E Monsignor Antoine Audo, vescovo cattolico-caldeo di Aleppo: “Questa guerra è organizzata per interessi economici e strategici ad alti livelli da Usa e Israele secondo un accordo ben orchestrato. Ma sono loro dietro tutto: hanno i loro interessi, che difendono tramite intermediari come la Turchia, l’Arabia, il Qatar…I soldi vengono dall’Arabia Saudita, i miliziani sono armati e addestrati in Turchia». (maggio 2016) –

E Monsignor George Abu Khazen- vescovo cattolico-romano di Aleppo: “L’intervento di Putin è importante non solo per le operazioni militari ma anche perché promuove attivamente il processo di pace. Una vera e propria Salvezza”. Questo – prosegue il francescano inviato ad Aleppo da papa Francesco nel 2013 – perché l’azione dei russi non si limita alle operazioni militari: la Russia promuove il dialogo fra le varie componenti della società siriana e gioca un ruolo molto positivo nello stimolare il processo di pace.” (febbraio 2016)

Caminamu addhitta, coltiviamo Bellezza, seminiamo Pace Giusta…E oggi ci legge anche il Papa. Un motivo in più per tenere duro alzando uno sguardo critico e solidale sulle cose della Vita e del Mondo. E quando giungerà il tempo della pace in Siria, “il miscuglio dei GRANI SALVATI proveniente da Aleppo, custodito da 7 anni da Noi presso 7 aziende custodi della “Sicilia che R/Esiste”, verrà riconsegnato per riattivare una BUONA AGRICOLTURA nelle TERRE SIRIANE.

L’Operazione “SEMI per ALEPPO” è una piccola pagina di storia-metafora di una SALVEZZA UMANA che si conquista -nel LAVORO PAZIENTE- con la FORZA del SINTIMENTU, sicula concrezione di Cuore e Cervello. E solo questo conta nelle Ricostruzioni sulle MACERIE materiali e spirituali delle guerre che segnano l’Epoca dell’Imperialismo.

La responsabilità politico-mediatica del partito “Repubblica-L’Espresso” nell’aggressione alla SIRIA SOVRANA e nella distruzione della JAMAHIRYA di Gheddafi e della sua “moneta africana di sviluppo” è di tipo satanico. I corni di vacca ce li hanno in testa!. E’ l’azionismo degenerato che anima -nell’italietta repubblicana- il partito arcobaleNATO. De Benedetti ne detiene la tessera n°2. La n°1 cambia, è la democratura bellezza!. Vade retro!. Intanto, tra “corni di vacca e vesciche di cervo”, DIPENDIAMO da Roma e Bruxelles e dal WTO: anche per poter dire che la nostra millenaria SIMENZA è SIMENZA nostra millenaria. E che i GRANI SICILIANI ANTICHI sono ANTICHI, e perfino GRANI e addirittura SICILIANI. E Demeter e Kore, ovvio, erano tedesche!. E produciamo appena l’1% dei GRANI …Il 99% del grano prodotto in Sicilia è BAYER-MONSANTO & SYNGENTA, con le loro sementi sterili tricolorate da Coldiretti. In attesa di BARILLA -colosso dell’imperialismo alimentare italiano- che, dopo averli osteggiati, “scoprirà” anche i nostri grani antichi?. La focaccina Mulino Bianco-Barilla è venduta a 10,5 EURO AL KILO. Ed è “premiata” in Europa come “prodotto tradizionale dell’anno” (addirittura!). L’abbiamo testata, è “plastica”: de gustibus, ma se per imporla investono milionate in esoterica pubblicità alla famiglia felice… Quanto a Banderas, venderebbe anche “corni di vacca e vesciche di cervo”!. Il NEMICO E’ A CASA NOSTRA!.

Sia chiaro: non la museificazione della biodiversità, né la sua trasformazione in commodity per buyer “alternativi” – ma solo il suo ragionevole sviluppo di filiera agroindustriale -rievolverà il paesaggio umano ed economico delle campagne sovraniste, assicurando in primo luogo CIBO di QUALITA’ a prezzo ragionevole ai SICILIANI e agli ospiti del nostro Arcipelago. Se il MERCATO E’ MONDIALE da secoli e a KILOMETROZERO c’è solo la FAME – va anche rilevato che l’EXPORT  di MATERIA PRIMA è una dissipazione storica dell’Economia siciliana.

Per ora ci fermiamo qui: ci stiamo lavorando affrontando problemi nuovi sul trentennale Cammino clandestino e sovranista della nostra SIMENZA SALVATA. Nel permanere di un boicottaggio legislativo meno volgare, ma più sofisticato e pernicioso, la moda salutista e il mercato globale l’hanno “scoperta”: si apre una nuova fase che va compresa e affrontata senza imbucarsi strutturalmente in facili scorciatoie di “capitalizzazione” della MATERIA PRIMA (né di museificazione della biodiversità granicola). E’ un nuovo campo minato!. Va aggirato creando in Sicilia una potente FILIERA AGRO-INDUSTRIALE e una BANCA di SVILUPPO del PAESAGGIO AGRO-ENERGETICO in modelli di socializzazione pianificata di tipo neo-federiciano. Il FUTURO della CIVILTA’ SICILIANA ha un CUORE ANTICO che batte sul CAMMINO del SICILIANU NOVU, che è contadino consapevole e marinaio lungimirante a prescindere dal mestiere che svolge. E “chi si fida delle etichette è perso!” (Lenin).

L’attuale CIVILTA’ UMANA –nella vasta fascia temperata che scorre dal Mediterraneo alla Mezzaluna Fertile- venne fondata dalla INVENZIONE – coltivazione -diffusione del GRANO e dell’ULIVO. L’autoimpollinazione dei grani ne facilitò –già ottomila anni fa- il miglioramento genetico e l’adattabilità a diversi microclimi. La crescita demografica che ne deriva determina lo sviluppo degli STATI e dell’espansionismo territoriale, non meno che delle grandi MIGRAZIONI. Nel TEMPO storico a kilometrozero c’è solo la FAME!. Oggi è “fame moderna”: non che cambi granchè per chi ce l’ha… E’ il capitalismo, bellezza!.

Per questa ragione lo combattiamo sul Cammino internazionalista della SOVRANITA’ SICILIANA nel Mondo del Secolo XXI, che è la nostra PATRIA che abitiamo nel Tempo. Cibo ed Energia costituiscono un campo di battaglia cruciale nella Contesa GLOBALE che caratterizza l’Epoca dell’Imperialismo e delle sue GUERRE: monetarie e militari, energetiche e commerciali. ALIMENTARI e MEDIATICHE. Intanto, quando giungerà il TEMPO della PACE in SIRIA, il “miscuglio dei grani salvati” proveniente da Aleppo, custodito da 7 anni da Noi presso 7 aziende custodi della “Sicilia che R/Esiste”, verrà riconsegnato, in viaggio con Giuseppe Li Rosi e altri, per riattivare una BUONA AGRICOLTURA nelle TERRE SIRIANE.

U SICILIANU NOVU è Testimone di un Tempo Oscuro che avvolge nelle tenebre coloniali l’ISOLA del SOLE.

U SICILIANU NOVU cammina già nel TEMPO PROFETICO in cui potremo RIEVOLVERE il PAESAGGIO MEDITERRANEO, ABBATTENDO i MURI sull’ACQUA e  “MOLTIPLICANDO I PANI E I PESCI”.

I FRUTTI MARCI della GEOPOLITICA IMPERIALISTA producono i SEMI AVVELENATI della GUERRA, delle MIGRAZIONI BIBLICHE e del TERRORISMO REAZIONARIO. Alzando uno sguardo siciliano oltre le NEBBIE e l’IPOCRISIA di questo SPETTACOLO TRAGICO, sulla Via di Damasco lo urliamo dai tetti: “Non è il MONDO che VOGLIAMO!”.

 “Puoi lasciare ogni cosa, eccetto la Terra… Se distruggi la Terra coltivabile distruggi il solo mezzo che contiene il tuo cibo, senza cui tu non sarai capace di consumare…La Terra è il polmone con cui respiri…Se la pioggia cade senza che tu abbia la Terra, non avrai beneficio. Tuttavia,  il cielo non ha valore per noi senza avere la Terra…Tutta la storia dei conflitti è stata per la Terra. Perfino lo Spazio è usato per la Terra. Veramente, la Terra è la vostra Madre; vi fa nascere al suo interno. È colei che vi cura e vi nutre. Non disobbedite a vostra Madre, e non sporcate la sua aria, non tagliate i suoi fianchi, strappate la sua carne, o ferite il suo corpo”.  – (Muammar Gheddafi –I Racconti dalla Tenda)

*cofondatore di “SIMENZA”-movimento contadino siciliano.

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SPAZIO AEREO

BATTAGLIE dell’ARIA sull’Isola CONTESA (3)

La SICILIA è un’Aquila senza Ali!. Il Tempo dell’Asia: o lo afferri o ti afferra.

Una HOLDING  INDIANA propone un grande HUB AEROPORTUALE a MESSINA (Valle del Mela). L’interesse immediato si sviluppa sulle rotte cargo-commerciali, ma il modello strategico è DUBAI. La SICILIA è un’Aquila senza Ali!. Non sarà il Gruppo Panchavaktra a fabbricare queste Ali. Il Tempo dell’Asia: o lo afferri o ti afferra.

Da ROMA è subito STOP preventivo, seguito da legittime proteste locali alle quali si risponde da ENAC con un pilatesco “ma…vediamo”. Tutto secondo copione. Qui gli Indiani siamo noi Siciliani. Ma quelli delle Riserve. Nell’Epoca del volo aereo, senza SOVRANITA’ SICILIANA sul “nostro” SPAZIO AEREO non abbiamo alcun Avvenire. La SICILIA è un’Aquila senza Ali!. E non sarà –ben che vada- il Panchavaktra a fabbricare queste Ali. Con una buona Compagnia Aerea –nella pianificazione strategica del proprio SPAZIO AEREO- si costruiscono NAZIONI!.

Nell’INDIA in ascesa, Panchavaktra è un gruppo solido e dinamico di medie dimensioni –in un contesto che, al netto della propaganda del nazionalismo hindu al potere, registra un propagandato sorpasso sul RITMO di crescita cinese: 7,5 vs 7,3. Numeri che comunque -nel Declino senile delle “società occidentali”- neanche ci sogniamo. Se l’Operaio cinese è stato l’Eroe nell’Alba del Secolo XXI, il suo testimone potrebbe passare all’Ingegnere indiano. Vedremo.

Dall’INDIA -GIGANTE dell’ASIA in ascesa-il gruppo Panchavaktra, di Nuova Delhi, è divenuto investitore globale in PRIVATE EQUITY, dopo aver sviluppato una holding con 16mila dipendenti (e utili miliardari) che comprende, oltre alla LOGISTICA, anche Trading (minerali), Energia (generazione e distribuzione, ma anche produzione LED Lights), Infra Tech (dalle infrastrutture di sviluppo agli ospedali) e Enterprise (dal Cash & Carry Outlets all’AGROINDUSTRIA). E’ una HOLDING solida e dinamica, appena sbarcata nei Porti delle Nebbie che dominano gli oceani liquidi del PRIVATE EQUITY.

Dall’INDIA -GIGANTE dell’ASIA in ascesa- il gruppo Panchavaktra punta a realizzare un Hub AeroPortuale strategico sul MERCATO MONDIALE. Dove?. A Pace del Mela, nell’aerea dell’ex consorzio Asi di Messina, in Sicilia, l’Isola REMOTA, isolata e svinturateddha, che ci propone la geopolitica bruxellese dell’Imperialismo NORDICO, con le sue massomafie toscopadane e i suoi governi di ROMAFIA CAPITALE.

Mister Panchavaktra non è nuovo in Sicily – nell’ultimo lustro vi ha anche sviluppato con intelligenza una sua “generosa” rete di relazioni. Il gruppo  Panchavaktra apparve, con una offerta di salvataggio, nella crisi di Wind Jet –la compagnia aerea catanese collassata nel 2012 nelle nebbie fitte di una trattativa con Alitalia. La  Wind Jet di Pulvirenti (patròn del Catania Calcio in serie A)- con base a Catania-Fontanarossa- aveva, de facto, spazzato via le tariffe colonialiste con ottime offerte low cost: “stamu avvulannu!”. Fu spazzato via nelle nebbie di un sofisticato Spettacolo coloniale che neanche capiva. Ora si, ma “non parla”. C’è chi può e chi non può. Noi può, Lui no. Punto. Anzi: molti punti, di penalizzazione. Chi vuol capire, capisca. Un ticket Catania-Milano ci costa quanto un Milano-Tokio!. Per andare a Tunisi ci hanno chiesto 280 euro e ci metteva 7 ore!. “Scusi, ma fa scalo a Dubai? –No, a Malpensa!”.  La “compagnia di bandiera” tricolorata degli Emirati –El Etihad- ha rinnovato la tradizione coloniale della Ditta: fa cassa coi Siciliani e dilapida petrodollari arabi: verso il terzo crack in 20 anni. Ha bruciato 7,4 miliardi euro (lo denuncia Mediobanca!). “E io pago!” (Totò).

“Noi siamo afflitti sia dallo sviluppo della produzione capitalistica, che, ancor più, dalla mancanza di questo sviluppo” (Marx). Nella Valle del Mela –situata in un’area già devastata dall’industrializzazione colonialista- è grande mobilitazione:  “Comitato per l’Aeroporto”. Il sindaco di Barcellona (Pozzo di Gotto) rivendica pure la primogenitura dell’idea. “I Sindacati”: “… altrimenti il territorio dei Nebrodi resterà fuori da qualsiasi ipotesi di sviluppo economico e sarà sempre più marginalizzato”. Hanno le loro ragioni: “un’opportunità di lavoro e turismo, le infrastrutture e il rilancio dell’Area Industriale”. All’ipotizzato HUB AEROPORTUALE INDIANO, a vocazione cargo-commerciale –se ben negoziato nell’interesse generale- anche gli indipendentisti siciliani di TERRAELIBERAZIONE diciamo: SI!. L’alternativa è il nulla. E’ il Tempo dell’Asia: o lo afferri o ti afferra. Ma se ti ignora è pure peggio.

Senza SOVRANITA’ SICILIANA su TerraMare e Spazio Aereo  -bene che vada- non ci resta che ELEMOSINARE “OPPORTUNITA’” ed aggrapparci senza Avvenire al santo di turno: prevediamo anche conversioni improvvise all’hinduismo kitsch sull’onda sanremese di “Occidentalis Karma”!. L’assessore regionale Mariella Lo Bello: “Occasione da non lasciarsi sfuggire”. Tutti in processione sul Gange, gemellaggio urgente con Benares!. Ben che vada, lo Spettacolo coloniale prevede solo ruoli di manovali e camerieri, con tutto il Rispetto, magari “raccomandati” dai quattro brokers nostrani –Maf & Antimaf- che ci mangeranno qualcosa di più (gli indiani sono esperti in “tangenti & opere di bene”, quasi quanto i milanesi!).

Gli Indiani siamo noi. Ma quelli delle Riserve recintate sulle quali incombe un Cielo popolato di aerei stranieri, droni e santi che non funzionano. Il Tempo dell’Asia: o lo afferri o ti afferra.

Il Tempo farà comunque il suo lavoro: “noi Occidentali abbiamo gli Orologi, gli Indiani hanno il Tempo”. Ma la Sicilia italienata –che fu culla dell’Occidente-  non ha Orologi, nè il Tempo. Prigioniera di uno SPETTACOLO COLONIALE che la sradica dalla sua Storia e la sbeffeggia nella loro Cronaca, essa vive nel Vuoto: autistica e questuante in un Mondo che non comprende. Il Tempo dell’Asia: o lo afferri o ti afferra.

La MAPPA del CIELO dell’Isola Contesa è l’ARCANO dello SPETTACOLO COLONIALE che scafazza l’ISOLA senza CIELO e senza ALI. Con una buona Compagnia Aerea –nella pianificazione strategica del proprio SPAZIO AEREO- si costruiscono NAZIONI!. Atterriamo. Bentornati nell’Isola Contesa, sotto un Cielo popolato di aerei stranieri, droni criminali e santi che non funzionano. Consoliamoci, anche il Cielo vedico descritto dai Santi Rishi nella Realtà Agente del Mito indiano, appare popolato da una folla di Dei e perfino di astronavi – sovraordinata nell’unità cosmica dell’Universo.  Che il Triskeles, simbolon della Scienza Sacra di derivazione shivaica, sia storicamente identificato in forma speciale con la Sicilia, in questa riflessione è curiosità: “né le schiere degli Dei, né i grandi veggenti conoscono la mia origine, poiché Io sono la loro origine” (Bhagavadgita, Canto X).

Mister Panchavaktra, benvenuto in questa “Sicilia peggio di Portorico”. Sempre meglio dei G7. Namastè!. Olè!. Nell’Isola senza Cielo, in questo piccolo mondo capovolto, “non abbiamo niente da perdere, se non le nostre catene!”. Ma l’INDIPENDENZA che vogliamo configura  un ALTRO MONDO. Il Mondo NORMALE di una SICILIA SOVRANA, operaia e operosa, dignitosa e responsabile di sé: una Civiltà capace di Volare.

***

SCHEDA di SINTESI

BATTAGLIE dell’ARIA sull’Isola CONTESA

Nell’epoca del VOLO AEREO > lo SPAZIO AEREO è un campo di battaglia. E’ territorio strategicamente conteso. E come ogni altro SPAZIO siciliano (terrestre o marino) anche lo SPAZIO AEREO è un territorio a multiforme dominio neocoloniale: civile e militare. Lo SPAZIO AEREO siciliano è dominato nella relazione strategica tra ROMAFIA CAPITALE e WASHINGTON.

Il MERCATO MONDIALE nell’EPOCA del VOLO AEREO è determinato da STRATEGIE POLITICHE SOFISTICATE sulle quali interi STATI investono con lungimiranza: gli Emiratini del Golfo, con un aeroporto e una compagnia aerea, in appena trent’anni, vi hanno costruito una NAZIONE!.

La Sovranità sullo Spazio Aereo, nell’Isola CONTESA, l’abbiamo stimata in 45.000 kmq. Al centro del Corridoio mediterraneo che collega l’Oceano Atlantico all’Oceano Indiano, sul quale scorre circa 1/3 del commercio e dell’informazione globali > la COLONIZZAZIONE dello SPAZIO Aereo dell’Isola CONTESA, tanto nella sua dimensione CIVILE quanto in quella MILITARE, proietta in Cielo i conflitti del suo TerraMare. Come in Terra così in Cielo.

Nell’EPOCA del VOLO AEREO, l’ISOLA senza CIELO è un’Aquila senza Ali, nell’impotenza cafona e parassitaria della Regione tricolorata della SICILIA ITALIENATA, con le sue Cam Com squattrinate e truffaldine > sintesi di una borghesia coloniale, mercenaria e squattrinata, “incapace di conquiste spettacolari” – che si azzuffa in faide campanilistiche, sprofondando nelle nebbie coloniali dei suoi “porti senza mare”. E’ l’Isola REMOTA di Bruxelles che elemosina sconticini sui ticket impugnando la sua “insularità handicappante”. E’ l’idiotismo del colonizzato (credit: Gramsci e Fanon).

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QUINTACOLONNA

ZEROTITULI!

“Il Sospetto è l’AntiCamera della Verità”

Siamo Testimoni di un Tempo Oscuro che avvolge nelle tenebre coloniali l’ISOLA del SOLE. “La SICILIA: ISOLA CAYMAN d’ITALIA!”. Parola del “Giornale” di Famiglia Berlusconi. Giletti su RAI 1 conferma. E il PIL è “in crescita”!. Lo dicono loro: cosa vogliamo di più?. Un altro Crocetta che confonde milioni con miliardi?. Arriverà!.

Lo SPETTACOLO coloniale inscena in questi giorni il remake di “SICILIA: ISOLA CAYMAN d’ITALIA”: un popolo di parassiti ed evasori fiscali, una palla al piede per il “Paese”. L’Isola dei Poveri –al netto dei furbetti che dilagano  come ovunque- non ha risorse per sostenere una pressione fiscale e contributiva del 70%!. Altro che 52 miliardi in dieci anni (che poi è meno dell’evasione fiscale  toscopadana + intrallazzi bancari e appalti gonfiati per 4 volte sugli standard OCSE: ma non in 10 anni, bastano 6 mesi!). *

E’ uno STATO in DECLINO e storicamente FALLITO. L’AGGRESSIONE SPETTACOLARE alla COLONIA SICILIANA è un diversivo comodo e facilitato dall’oscuramento totalitario di qualunque RISPOSTA intellettualmente strutturata. La SICILIA italienata non ha anticorpi. I FRUTTI MARCI dello SPETTACOLO COLONIALE riproducono i SEMI AVVELENATI della rassegnazione e della passività nel depistaggio della stessa indignazione sospinta nei vicoli ciechi della delega elettorale. E’ il circolo vizioso della miseria culturale e politica.

Lo SPETTACOLO inscenato sulla pelle razziata del POPOLO SICILIANO ricomincia A RETI UNIFICATE: è il turno del “Giornale” (& RETE 4) di Berlusconi. Titolo: “SICILIA: ISOLA CAYMAN d’ITALIA” (Venerdì 17 Febbraio 2017). Senti chi parla!.

In realtà lo spot è fabbricato nelle nebbie di una faida regionale su RISCOSSIONE SICILIA S.p.A.- ma viene amplificato e viralizzato dall’intero circo massmediale italiano. Domenica 19 febbraio il grande show approda da Giletti su Rai 1. Si spara a uno zombi: il popolo siciliano > esibendo nel caos numeri distorti e figuranti da Circo Barnum coloniale.

Si spara a uno zombi!. Chi dovrebbe “rispondere”?. Crocetta?. L’on. Susinni?. I poveri Forestali con le loro rivendicazioni da “riserva indiana”?. Il giornalismo embedded e gli opinion leader della Sicilia italienata?. I sindacati coloniali?. I falsificatori di “iscrizioni” nelle CAM COM?. I trafficanti antimaf confindustriali?. I nani e i saltafossi politicanti del circo coloniale?.

21/2/2017. SPETTACOLO coloniale.  Emergenza Disabili. OCCUPATA LA REGIONE. Ed è PIF che incontra Crocetta… Genere: “tragicomico”. E’ un Segno dei Tempi. Altro che sindacatini! 🙂 Roma ha tagliato i fondi per i disabili -ma Crocetta gli ha regalato il coltello, confondendo milioni con miliardi…PIF non lo dirà mai…e neanche Fiorello!. E anche se fosse…E’ lo SPETTACOLO COLONIALE che inscena questa SQUALLIDA PAGLIACCIATA sulla PELLE dei PIU’ DEBOLI: i senza voce, i fantasmi, i reietti, gli scarti umani?.

E non sfugge alla nostra trentennale ANALISI scientifica dello SPETTACOLO coloniale l’attuale mutamento di quinte, personaggi e tipologie – sull’invariante e occultata scena tragica dell’irrisolta QUESTIONE SICILIANA. Per la cronaca: un servizio delle “IENE” aveva appena provocato le dimissioni dell’assessore regionale ai servizi sociali (l’on. Miccichè, un “centrista europeo” con G. Pistorio, “coerente campione di tradimenti”!).

La SICILIA ITALIENATA, priva di luoghi di formazione e strumenti di promozione di una vera “classe dirigente”, non può che riprodurre maschere in un carnevale permanente che figlia FENOMENI CIRCENSI mediocri e persi nelle nebbie e nelle paludi dello SPETTACOLO COLONIALE. Il NULLA che produce il NIENTE. E’ IL NEMICO A CASA NOSTRA!.

La Sicilia è una COLONIA senza più alcuna “mediazione”: sprofondata nella più spaventosa “crisi di direzione” della sua storia moderna, il suo SPETTACOLO è programmato Altrove. L’attuale ciclo andrà in scena nell’ISOLA CAYMAN –l’OHIO italiano – fino ad ottobre, per risolversi nel carnevale elettorale regionale. Lo swing state dell’Isola Contesa oscilla: ma il pendolo è ben agganciato a Roma – Bruxelles –Washington > che vi inscenano –a maggio- il loro G7 a Taormina.

L’Orologio della Storia -nel Secolo XXI- batte il Tempo dell’Asia: o lo afferri o ti afferra. La SICILIA ITALIENATA è in balìa di un Mondo che non conosce e non capisce. Se l’identificazione del POPOLO SICILIANO con un ENTE REGIONALE italiano è già una distorsione della REALTA’, stavolta siamo in presenza di un ATTACCO DIRETTO al POPOLO SICILIANO “evasore e parassita”, in cui, sebbene emerga poco nello Spettacolo (caro avv. Fiumefreddo), il vittimismo scatenante era finalizzato a fornire nel caos un alibi ai disastri finanziari prodotti dal governo Crocetta. Gli apprendisti stregoni dell’Antimaf demenziale in “ri-partenza sicilianista” si stanno dando martellate sulle palle (che non hanno).

Nel delirio Antimaf –ad uso e consumo dello SPETTACOLO coloniale – vengono riesumati e rifucilati col silenziatore la “RIVOLTA dei FORCONI” 2012 -che abbiamo sostenuto criticamente- e l’allora governatore Raffaele Lombardo -che abbiamo sostenuto criticamente- il quale ne accolse in qualche modo la richiesta di MORATORIA sulle IPOTECHE imposte da RISCOSSIONE SICILIA (EQUITALIA) su case e mezzi di lavoro.

La Fondazione RES –nel suo utile report annuale- ci sintetizza un PIL “in crescita” e i massmedia della SICILIA italienata, ignorando lo stesso report, la rilanciano con titoloni che gasano il Circo Crocetta &C. > precisiamo, come sempre, che il dato sul PIL siciliano è dopato dall’export energetico delle multinazionali pagato tre volte dai Siciliani!. E’ il “MILIARDO” del colonialismo elettrico e petrolifero, saturo di devastazioni ambientali e umane; e drogato da una storica evasione fiscale sottratta nelle nebbie alla Regione degli Zombi. Ma 2+2 in Sicily fa zerotituli!.

A prescindere: un drenaggio fiscale e contributivo del 70% e una palude burocratica asfissiante rendono impossibile qualunque vera e serena attività economica in Sicilia. Altro che Cayman!. Lo hanno capito i 700.000 giovani siciliani deportati dalla C.E.M. –la Coercive Engineered Migration che svuota e anemizza il demos isolano -> la GENERAZIONE PERDUTA (terzo ciclo storico C.E.M. in un secolo lungo > vedi scheda gialla in TerraeLiberAzione- Dicembre 2016).

Nell’implosione dello stesso “ascarismo d’alto bordo” –sotto il rullo compressore che impone il PROTETTORATO coloniale di Bruxelles- ci restano i rottami indifferenziati di “una BORGHESIA MERCENARIA ormai INCAPACE di CONQUISTE SPETTACOLARI” (Fanon) – MAF e ANTIMAF possono combattersi sul riciclaggio dei fondi AGEA tra pascoli di “VACCHE MAFIOSE” e macellazioni clandestine gestite dalle massomafie messinesi: con tanto di veterinari laureati, non pastori transumanti di Tortorici!. La SICILIA IMPORTA, in valore, almeno il  90% delle carni e mortadelle che consuma. E’ il “MILIARDO” del colonialismo alimentare padano. ZEROTITULI!.

22 Febbraio 2017. @TERRAELIBERAZIONE

*“Il dato di 52 miliardi di Euro di tributi non pagati nella nostra Isola non è evasione fiscale: sono tributi iscritti a ruolo – quindi accertati – che riguardano la Regione, i Comuni, le ex Province e perfino l’INPS. E’ non è una peculiarità siciliana, perché il dato è comune a tutta l’Italia, se è vero che i tributi non riscossi nell’intero Paese oscilla tra i 500 e gli 800 miliardi di Euro”. (Franco Busalacchi-I Nuovi Vespri).

 

 

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