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LA C.E.M. -COERCIVE ENGINEERED MIGRATION- non è un complotto, ma la REALTA’ storica e attuale della SICILIA ITALIENATA. Emigrare per necessità indotta da un’ISOLA del TESORO non è “NORMALE”. La C.E.M. è il meccanismo meglio occultato dello SPETTACOLO COLONIALE che imprigiona la SICILIA ITALIENATA.

C.E.M.-1° CICLO. Lo “Stato d’Assedio” che sigilla la sanguinaria repressione dei Fasci dei Lavoratori si risolve, nel decennio lungo a cavallo del 1900, nell’emigrazione di un milione di Siciliani (su 3 milioni e mezzo di abitanti). Le navi transoceaniche caricano le loro “Tonnellate Umane” di Terroni. Un dissanguamento pianificato: lotta di classe al contrario. Le loro RIMESSE in valuta pregiata risolvono definitivamente –all’inizio del ‘900!– la “crisi del debito” italiana che si trascinava fin dal “debito piemontese”, tamponato col saccheggio delle Due Sicilie, e rilanciato in forme occulte con la speculazione ferroviaria e pseudo-industriale che determina la vera accumulazione originaria del capitale massomafioso tosco-padano.

ROMAFIA CAPITALE regola il TRAFFICO. I suoi GOVERNI sono essenzialmente COMITATI d’AFFARI delle MASSOMAFIE TOSCO-PADANE. Nella gabbia “SUD” dello Stato-Nazione risorgimentato, una accumulazione capitalistica “originaria” di sviluppo vasto e autocentrato è possibile solo in forme criminali e soggette ad esproprio statale. L’ Italia –come formazione storico-sociale unitaria– non esiste. Ci sono due NAZIONI (oltre a due Isole-Nazione: Sicilia e Sardegna). Comunque la si pensi, negarlo è da banditi (o cretini).

C.E.M.-2° CICLO. Nel decennio lungo, a cavallo del 1970, un milione e mezzo di Siciliani (su 4 milioni e mezzo) vengono deportati sui “Treni del Sole”, nel “Triangolo” padano e nell’Europa renana…Tanto la prima, quanto la seconda ondata, con le imponenti “rimesse” del nostro PROLETARIATO ESTERNO (e perfino in carbone per lo sviluppo padano!), finanziarono, per taglieggiamento nei cambi, lo Stato “Uno e Fatto”, ma anche il relativo sviluppo economico e civile dei paesi e città della nostra Isola. Quei paesi e città in cui rileviamo oggi -in questo terzo ciclo CEM che studiamo dal 1995- ben 913.000 case vuote (1/4 in avanzante stato di degrado). Quelle case costituiscono un immane e muto monumento alla CEM. Facciamole “parlare”.

La SICILIA ITALIENATA:

–un Mercato protetto per il consumo di merci padane (al 100% quando c’erano!).

– una Fabbrica di Figli per la C.E.M. -COERCIVE ENGINEERED MIGRATION.

– una Riserva indiana il cui Ascensore sociale è regolarmente presidiato da una borghesia mercenaria kitsch e parassitaria che si riproduce, ai piani alti, nelle serre accademiche e massoniche.

– un’Isola del Tesoro per una Compagnia delle Indie di gruppi grandi e medi dell’Imperialismo italiano ed europeo -in particolare a trazione energetica, alimentare, bancaria, sorvolando sulla ristrutturazione globale che ha “delocalizzato” in Asia e altrove la grande manifattura industriale: ma gli elettrodomestici e le auto –nei Trenta Gloriosi del “Miracolo” italiano– le hanno vendute e fatte fare “a casa loro”- anche a noi Terroni.

NOI SICILIANI sconfitti da una STORIA che sconosciamo, SIAMO CONDANNATI a ripercorrerla all’infinito. E’ il circolo vizioso della dipendenza-occultato nelle nebbie dello SPETTACOLO coloniale, che inscena perfino l’odio contro i migranti di pelle B. Siamo tutti sfruttati e oppressi, giocati in concorrenza dall’imperialismo nordico che è senile e sterile!. E il MEDITERRANEO, oltre il demenziale MURO sull’ACQUA, è libero pascolo per le bande imperialiste nordiche e le loro mafie più o meno legalizzate.

***

Premesso che siamo antimperialisti e contro lo sradicamento dei popoli. E sosteniamo da decenni movimenti di liberazione e di sviluppo, anche in Africa. E tanto basta.

MA DOVE LA VEDONO QUESTA “INVASIONE” della SICILIA?. IN TV!.
LA POPOLAZIONE SICILIANA “ANNASPA” INTORNO AI 5 MILIONI DI RESIDENTI.

La componente immigrata extra-UE non raggiunge le 100.000 unità, pari al 2% della popolazione, ed è formata per un terzo da comunità storiche, come quelle tunisina e marocchina, che vanno considerate siciliane a tutti gli effetti. La componente europea (UE) più grande è quella rumena (51.000) seguita da quella polacca (5000), e comprende anche 1300 bulgari e 1600 tedeschi. In Sicilia sono residenti anche 1200 europei russi e appena 7.640 cinesi, meno che in un quartiere di Milano o Amburgo. Troppo pochi.

“GLI IMMIGRATI SALVANO ANCHE IL PICCOLO COMMERCIO POPOLARE”. L’ultimo rapporto “Territorio” (Settembre 2015) di Confartigianato-Sicilia rileva che su 76.581 imprese iscritte nel registro delle Camere di Commercio ben 27.238 sono di immigrati: oltre alle piccole botteghe etniche, all’ambulantato regolare e agli ottimi store cinesi, si coglie anche l’emergere di mestieri a rischio estinzione come il falegname e il “riparatore”. L’iscr. alla Camera di Commercio è anche un buon viatico per facilitare l’inserimento sociale, molto usato dai ghanesi e dai senegalesi. Il dato 2015 segna anche un boom (+5000) rispetto a quello dello scorso anno. Circa metà delle imprese sono nelle città metropolitane di Palermo e Catania, e servono provvidenzialmente tante famiglie (siciliane e non) in difficoltà. Tutti i commentatori avveduti sottolineano un dato: gli immigrati hanno più voglia e forza di lavorare, e meritano rispetto e gratitudine.

LA “FABBRICA DI FIGLI” DIVENTA UN’ISOLA DI VECCHI, SEMPRE PIU’ POVERI. In soli 12 anni=mezza Generazione, l’indice di vecchiaia è cresciuto in % di 32 punti!. La progressione, sulla base dei dati disaggregati che abbiamo studiato, è rallentata SOLO dalla resistenza delle comunità immigrate, specie quelle del tutto integrate, mentre sostanzialmente la sola metropoli catanese sta reggendo (e non solo sul piano demografico). Troppo poco. La tendenza all’invecchiamento è inarrestabile. Un’Isola di Vecchi…Siamo al “modello giapponese”, senza la Toyota, al massimo ci potremo permettere una Yakuza!. La “Fabbrica di Figli” produceva per l’Export in Padania, Belgio, Germania… A breve, esaurito l’attuale ciclo di emigrazione, l’offerta siciliana “di massa” andrà fuorimercato!.

ISTAT-SICILIA/Indice di vecchiaia (valori percentuali) – al 1° gennaio 2002-2013

99,2 101,7 104,4 107,7 111,2 114 134,2 137,6 116,6 118,8 120,7 123,1 127 131

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