Lascia questa Vita un GRANDE SICILIANU NOVU, un compagno di lotta, un amico fraterno. Un Combattente profetico per l’Indipendenza del Popolo Siciliano e per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli. 

Un socialista siciliano, indipendentista e internazionalista. Un grande organizzatore, capace di unire tutti ascoltando tutti.

Una BELLA PERSONA.

La Comunità Siciliana TerraeLiberAzione

santo trovato 3

lentini primu maju

Anche il quotidiano “La Repubblica”, con un suo necrologio scritto da Arianna Rotolo, rende omaggio a

Santo Trovato

Leader dell’indipendentismo siciliano, ha lottato contro la costruzione del MUOS a Niscemi. Era considerato un uomo di sinistra “all’antica”.

Un militante storico della sinistra, ma anche un combattente per l’indipendenza del popolo siciliano. Il catanese Santo Trovato ha sempre creduto nei valori del Socialismo. Era considerato un leader carismatico e allo stesso tempo un punto di riferimento per l’indipendentismo siciliano. Negli ultimi tempi si è battuto con tutte le sue forze contro l’impianto satellitare statunitense Muos di Niscemi.

L’Istituto mediterraneo per la democrazia diretta –TerraeLiberAzione ha avviato una sottoscrizione per contribuire alle spese del funerale.

Gremita la chiesa di Santa Maria La Guardia a Catania per l’ultimo saluto: un mare di bandiere giallorosse con il simbolo della Trinacria.

Se n’è andato il 21 maggio, a 63 anni.

(La Repubblica, 25/5/2017)

la sottoscrizione per le spese del funerale di SANTO TROVATO è aperta. – TERRAELIBERAZIONE ha già provveduto ad anticipare e garantire: al momento sono 1600 euro -> chi vuole può contribuire (un resoconto dettagliato sarà pubblicato).
versare a:
ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”
CREDEM – IBAN
IT51 U030 3216 9030 1000 0003 162
CIN – U / ABI – 03032 / CAB -16903
CONTO- 010 0000 03162 – COD BANCA- BACRIT 21476
-> scrivici alla mail edizioniterraeliberazione@gmail.com

funerale 1

La me patria è sta terra ca mi fici,
unni jittài lu primu lamentu,

unni l’ aceddi vòlanu filici,
unni chiù chiaru è lu firmamentu. 
La me patria su’ st’ àrvuli ciuruti;
stu mari azzurru, lìmpidu e lucenti,
li glòrii di li sèculi pirduti,
è Mungibeddu ccu lu focu ardenti. 
La me patria è la fami, è lu duluri
di stu pòpulu sempri marturiatu,
sunu li peni, sunu li turturi
e li làcrimi amari c’ ha’ jittatu
sutta la mmorsa di lu sfruttaturi:
e a sta patria ci dugnu lu me ciatu.

Turi Lima

bandiere

Noi Socialisti, per l’Indipendenza del Popolo siciliano…

di Santo Trovato

La “Questione Siciliana” è convergente alla “Questione Sociale Siciliana”: rimanendo quest’ultima irrisolta, lascia la prima perennemente insoluta.
Anzi, la Questione Siciliana è la Questione Sociale Siciliana!
Chi intendesse risolvere l’una a prescindere dall’altra, snaturerebbe la Questione Siciliana e strumentalizzerebbe la Questione Sociale Siciliana al fine di “cambiare tutto per non cambiare niente” !
Dire che l’indipendentismo siciliano non ha alcuna connotazione politica, non essendo di destra, ne di centro e ne di sinistra, equivale ad affermare che tale indipendentismo non ha alcuna progettualità politica e sociale.
Eppure tutte le istanze separatiste/autonomiste che hanno attraversato la Sicilia dall’unità d’Italia sino ai nostri giorni, furono dettate dallo stato di malessere in cui versava la popolazione siciliana.
Ridotti in estrema miseria, spogliati di ogni loro diritto, della loro storia e della stessa cultura, derisi in ogni loro legittima aspettativa di libertà, di giustizia sociale , di lavoro e di pace, i Siciliani, lottarono e morirono per riconquistare in primo luogo la giustizia sociale ed il diritto ad una vita dignitosa, ma, dopo aver subito quattro stati d’assedio da parte dei Governi italiani (1862, 1863, 1866 e 1894) trovarono sfogo soltanto nella emigrazione forzata oltre oceano di quasi la metà dell’intera popolazione dell’Isola.

L’ultimo stato d’assedio, il quarto atto di guerra che infierirà sulle inermi popolazioni dell’Isola con gli arresti di massa e gli eccidi consumati a Caltavuturo, a Giardinello, a Monreale, a Lercara, a Pietraperzia, a Belmonte Mezzagno, a Marineo, a Santa Caterina Villarmosa, a Siculiana, a Modica, ad Alcamo, a Casal Floresta, ad Agirgento, a Milocca, a Sutera, ad Acquaviva, a Vallelunga, a Piana dei Greci, ad Aragona, e in tanti altri paesi, fu portato avanti con l’evidente scopo di fermare e distruggere l’avanzata impetuosa del Socialismo siciliano e della organizzazione contadina e operaia dei Fasci.

E’ d’uopo però ricordare che le legittime rivendicazioni dei contadini, dei minatori e degli operai dell’Isola vennero tradite proprio dal Partito italiano dei lavoratori il quale aveva da poco assunto la denominazione di Partito socialista italiano, sempre contrario a qualsiasi forma di autonomia politica e amministrativa dei Siciliani (immaginiamo qual’era e qual’è la posizione nei confronti dell’Indipendentismo).
Il Socialismo però, inteso come “corrente di pensiero universale“, e non l’interpretazione e la personalizzazione alla nordica italica maniera, – sul piano internazionale, nasce come un movimento favorevole all’autodeterminazione dei popoli, contrapponendosi al nazionalismo e all’imperialismo occidentale; è una corrente di pensiero che si batte per modificare la vita sociale ed economica delle classi meno abbienti e in particolare del proletariato.
Il difetto, pertanto, non sta nel pensiero della sinistra, in quanto “corrente di pensiero universale“, ma della sinistra italiana, così come in ogni e qualsiasi manifestazione della politica e del pensiero italiano nei confronti dei meridione e della Sicilia in particolare.
Qualsiasi indirizzo politico/ideologico si sia dato l’Italia, esso ha sempre lavorato in favore di una determinata area del Paese, sfavorendo il Sud e la Sicilia.
Da tali esperienze pagate sulla nostra pelle, si comprende perché oggi molti indipendentisti siciliani ripudiano la destra, il centro e la sinistra; ed anche io le ripudio, ma QUELLE ITALIANE!!
Come si fa a parlare di POPOLO Siciliano senza parlare della Questione Sociale del POPOLO Siciliano? Chi è questo Popolo in nome del quale noi indipendentisti aneliamo all’autodeterminazione?
Questo Popolo Siciliano non è quel Popolo che appena a Gennaio del 2012 si riversò nelle strade della Sicilia pronto a dare il via al 3° Vespro Siciliano?
Era lo stesso Popolo dei Fasci Siciliani, era quello che aveva aderito in massa nel 1943 al M.I.S., era quello che in via Maqueda, a Palermo, chiedeva pane e libertà.
Ma il 3° Vespro Siciliano, come tutti sappiamo, abortì già alla fine di Gennaio dello stesso 2012 perché privo di progettualità politica e sociale.
Senza alcuna progettualità non si costruisce nessun futuro!
Può la borghesia siciliana, connivente e complice della colonizzazione politica, economica e culturale dell’Isola, e possono le lobby siciliane, che hanno fatto fortuna e vanno a braccetto con il sistema liberale/capitalista italiano, avere convenienza ed interesse ad una Sicilia indipendente?

lentini 7

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