VIGILARE!

RACCOLTO 2017: registriamo oggi -7/GIUGNO, a NISCEMI- il primo ATTENTATO TERRORISTICO contro i nostri SEMINATIVI a GRANI SICILIANI ORIGINALI.

Vigilare! -nessuno sarà lasciato solo: l’Azienda Profeta – grazie all’immediata mobilitazione del movimento contadino SIMENZA di cui è parte- riceverà immediatamente in GRANI ORIGINALI l’equivalente del raccolto distrutto dai TERRORISTI.

Quanto alla Sicurezza nelle nostre campagne diremo la nostra a breve e non saranno solo “parole”. E qui è la Niscemi del MUOStro, “la zona più sorvegliata del mondo!”. Invasori, Pagliacci e Scassapagghjiari!.

Ne discuteremo francamente, in tutte le sedi, ma non possiamo “fidarci” di uno STATO FALLITO. Ne va della nostra Salute. Puntu.

Questo è terrorismo, e come tale va affrontato.

Viva il movimento contadino SIMENZA!

NON CI FERMERANNO, non ne sono capaci.
Bruciare il grano è bruciare il pane.
“Che siano maledetti da Dio e che fatichino tramendamente a guadagnarsi il loro pane!”.

U SICILIANU NOVU E’ UN MONACO-GUERRIERO. SA QUELLO CHE FA. E LO SA FARE.

 Terraeliberazione – Der Neue Sizilianer – The New Sicilian

http://www.terraeliberazione.wordpress.com

La Sicilia – 8/6/2017.

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Massimo Costa (SICILIANI LIBERI)

· 37 minuti fa ·

Solidarietà all’azienda Profeta di Niscemi e a “Simenza”, alla quale è stato bruciato un campo con 80.000 Kg di “grani antichi siciliani”.
Si tratta di un vile attentato terroristico della MAFIA ITALIANA.
Coltivare i grani siciliani è un atto di resistenza economica contro la colonizzazione. Ed è per questo che non è gradito alla milizia parallela della colonizzazione italiana, cioè “cosanostra”.
Questo attentato dimostra come non mai che la nostra versione dei fatti è quella giusta. La mafia non esiste “nonostante” lo Stato italiano, ma “grazie” allo Stato italiano che l’ha istituita e da sempre protetta, e che oggi agisce come un manganello, arrivando dove gli azzeccagarbugli dell’Unione europea non arrivano, da sempre dalla parte delle multinazionali.
Lo diciamo agli “ingenui” che dicono che la Sicilia indipendente sarebbe preda della mafia, e che non si avvedono che “questa” Sicilia colonizzata, non quella libera futura possibile. È già preda della mafia (italiana, aggiungiamo noi).
Dove non arriva la legge fatta dalle multinazionali, arriva il fuoco dei delinquenti che agiscono per loro conto.
Nell’era in cui Google Earth ha le telecamere di vigilanza permanenti sull’intero creato, volete farmi credere che lo Stato “non sa chi sono”?
Eccola all’opera, la milizia coloniale che fa letteralmente terra bruciata di tutti i Siciliani che osano alzare la testa.
E ora, per favore, risparmiateci la solidarietà pelosa dei “professionisti dell’antimafia” o di paludati beccamorti ai vertici delle istituzioni statali italiane, che di quei poteri forti internazionali sono proprio il migliore tappetino.
Ma se pensano di fermarci non ci riusciranno.
Coltivare i grani siciliani è un atto di resistenza politico-economica. Consumare, soprattutto, i derivati di quei grani è esprimere solidarietà a chi resiste, e fa anche bene alla salute.
La Sicilia è sotto occupazione straniera. Lo si vede anche da queste cose orrende. Ma vincerà la libertà.
La Sicilia tornerà libera e indipendente. È solo questione di tempo.

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