Corre l’anno 2016.6. Alla Borsa di Chicago un grande schermo comunica in tempo reale le condizioni meteo nel Mondo…A parte i fumi tossici degli incendi dolosi che devastano la Sicilia, la situazione nel Mediterraneo Centrale appare normale.

Giorno 22 la nave ucraina “Karpaty”, col suo piccolo carico di 22.000 tonnellate di GRANO sterile, attracca nel Bacino Alti Fondali del Porto di Manfredonia, in Puglia. E’ una delle tante, necessarie a soddisfare le esigenze della grande industria agroalimentare italiana e delle sue prestigiose multinazionali (Barilla, per esempio).

Il fatto in sé –al di là della sua modesta quantità- rientra nella normalità del mercato globale dei cereali non meno, per esempio, che dei preziosi legumi, la cui produzione mondiale deve la sua potenza al Canada che vi si è specializzato.

L’attracco della nave “Karpaty”, col suo piccolo carico di 22.000 tonnellate di GRANO, coincide col crollo del prezzo del GRANO italiano -quotato in BORSA a Foggia: drasticamente dimezzato rispetto ai 36 cent al Kg della media prevista.

Tra i due fatti NON abbiamo riscontrato nessun nesso di causa->effetto, se non l’accecamento razzista delle opinioni pubbliche che caratterizza l’attuale ciclo politico europeo. E’ in atto uno scontro tra lobby agrarie e industriali dell’imperialismo italiano. Nel caos è stata spacciata l’ennesima pillola allucinogena con effetti tricolorati.

Mentre le potenti organizzazioni di categoria (Coldiretti ha un milione e mezzo di aderenti) sbandierano tricolori patriottardi e chiedono protezione a un “Made in Italy” che senza carne argentina non produrrebbe bresaole lumbard “Dop” e senza grani ucraini direbbe addio al suo “MILIARDO” di PASTA e brioscine tricolorate. Quanto all’OLIO…Bertolli e Carapelli, oltre a taroccare il prodotto, sono del tutto spagnole…

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