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da: La TESTA dell’ACQUA (dossier di TERRAELIBERAZIONE-2001/2017).

Lo SPETTACOLO della SETE e la PIRATIZZAZIONE dell’ACQUA SICILIANA. Dalla GRANDE IMPOSTURA di “SICILIACQUE” & C. a Watec Italy – Palermo, che va in scena dal 21 giugno 2017…

Sulle ACQUE siciliane, l’IMPERIALISMO italiano ed europeo attua sistematicamente, da circa 15 anni, un feroce saccheggio coloniale incompreso, che gli rende almeno un MILIARDO NETTO, blindato per Legge. Un MILIARDO all’anno.

Lo SPETTACOLO della SETE e la PIRATIZZAZIONE dell’ACQUA SICILIANA, compresa e denunciata solo da TERRAELIBERAZIONE nel 2002, inscena di tutto e di più. Ecco l’ultima.

“Coordinata dal Prof. Corrado Clini, comunica Prema Zilberman, Direttore Generale di Kenes Exhibitions -l’edizione 2017 di Watec Italy, mostra-convegno internazionale sulla sostenibilità idrica, si svolgerà a Palermo (21-23 giugno) in collaborazione con l’Università di Palermo e la Regione Sicilia. La Regione Sicilia sta correndo ai ripari realizzando interventi finanziati (delibera CIPE 60/2012) per complessivi 1,1 miliardi di euro riguardanti 51 agglomerati con popolazione superiore a 15.000 unità, o superiori a 10.000 unità se ricadenti in aree sensibili. Nel recente “Patto per il sud – regione Sicilia”, per il settore idrico sono previsti ulteriori finanziamenti per complessivi 237 milioni di euro per fognature e depurazione (143 mln €); per infrastrutture idriche ed irrigue (52 mln €); per dighe ed acquedotti (42 mln €)”.

Non dubitiamo che per la sicilietta politicante & affarista italienata sia perfino una buona occasione per “vendere il prodotto” (culo compreso). Né dubitiamo che milioni di colonizzati non ne sapranno nulla. Ce li osserviamo. Punto. Presupponiamo lettori intelligenti, nulla di più.

@TERRAELIBERAZIONE.

SETE di VERITA’

I Padroni delle Acque siciliane sono degli illustri sconosciuti. La Testa dell’Acqua ha molti nomi e parla molte lingue: è un’Hydra dalle Sette Teste. E’ molto potente: vi traspare anche il fondo Black Rock. E sopra Black Rock c’è solo Dio.

L’Istituto TerraeLiberAzione ha scavato per decenni, raccolto e ordinato dati, incrociato personaggi (alcuni inquietanti, ma assai informati). Ha prodotto dossier sintetici. Uno è stato utilizzato per la coraggiosa inchiesta firmata da Mario Barresi, uscita su “La Sicilia” del 27 dicembre 2015. http://www.lasicilia.it/news/cronaca/11641/acqua-pubblica-la-grande-impostura-nella-sicilia-assetata-fra-inchieste-e-affari.html

Quello che si sa sulla PIRATIZZAZIONE COLONIALE delle ACQUE PUBBLICHE SICILIANE –in un modo o nell’altro- deve molto al nostro lungo lavoro di inchiesta, ed è appena filtrato anche in una coda di puntata a “Presa Diretta” di Roberto Iacona –RAI TRE (30/1/2017). Un lampo, ma ben fatto.

Di tanto in tanto qualche tubo si rompe, ma solo a valle, nelle paludi mercenarie, qualche rondella della Macchina coloniale finisce in manette per raggiri e intrallazzi da Riserva indiana. Ma la Testa dell’Acqua resta avvolta nelle Nebbie fitte dello Spettacolo coloniale.

Dalla grande multinazionale spagnola Aqualia all’impero svizzero di Nestlè. Dal gigante francese Veolia di Bollorè all’ENEL, colosso energetico dell’imperialismo italiano (la cui presenza nel saccheggio è la meglio occultata) –che controllano de facto SICILIACQUE S.p.A. –grazie a un contratto blindato per 40 anni (scade nel 2044). Cuffaro gli regalò tutto.

Siciliacque -con 1.743 km di rete di adduzione costituita da 13 sistemi acquedottistici interconnessi- gestisce il grande “sovrambito” della Sicilia Occ. (grosse condotte, dighe, potabilizzatori)- vendendo poi la “potabilizzata” agli A.T.O., gestiti da diverse società, come Girgenti Acque – che la distribuiscono all’utenza. Le bollette sono le più alte d’Europa. Il servizio è il peggiore. Punto.

Siciliacque sostiene fornisca circa 90 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno, coprendo l’intero fabbisogno delle province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta ed Enna e una parte di quello di Palermo e Messina. La compra a 7 la rivende a 70. Due conti chi li fa?.

La Sicilia è un bankomat coloniale delle Massomafie europee. Una Entità evanescente e inafferrabile come il Vento dei megaparchi eolici che paghiamo tre volte nella bolletta elettrica più coloniale d’Europa. Una Entità misteriosa …quotata in Borsa!. La SICILIA ITALIENATA non sa vedere, non sa parlare, non sa contare, sconosce sé stessa e non comprende il Mondo. E’ autistica (e corrotta).

Siciliacque sostiene fornisca circa 90 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno, coprendo l’intero fabbisogno delle province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta ed Enna e parte di quello di Palermo e Messina. La compra a 7 la rivende a 70. Due conti chi li fa?.

Dal 2001, quando l’operazione si delinea, la piratizzazione delle acque siciliane non incontra alcuna vera opposizione. Solo la piccola TerraeLiberAzione –che di acque si occupa da decenni- la denuncia subito, urlando nel Deserto. La SICILIA italienata è trascinata dalla corrente generale dell’imperialismo globale e si adatta come un camaleonte idiotizzato alla nuova moda. Va da sé che, in regime capitalistico-coloniale, pubblico o privato, in sé, configurano due facce della stessa fregatura.

Nel 2004 scrivevamo: <<Rivendichiamo solo acqua potabile, in quantità sufficiente e a tariffe sociali. Il resto se lo possono pure tenere. Chi sgarra vada buttato in un lago di piragna con una pietra al collo. Questo è il nostro benecomune. L’acqua dei Siciliani, che è stata già “privatizzata” dalle multinazionali petrolchimiche e dal notabilato democristiano per cinquant’anni, verrà ora “ceduta” del tutto a multinazionali assatanate di profitti. E’ la piratizzazione. L’Ente Acquedotti Siciliani era nato sulla spinta della prima ottima legislatura dell’ARS. Ormai affondato da una gestione burocratico-clientelare di tipo speciale, che sintetizza il peggio del capitalismo russo spacciato per “comunismo” e del terronismo democristiano spacciato per “cattolico decoro”- l’EAS viene così sbaraccato, al suo posto ci mettono una società nuova di zecca, la “Siciliacque”, che controllerebbe almeno metà delle risorse idriche siciliane. La Regione manterrà il 25% di “Siciliacque”, il resto è sul mercato: e a farsi avanti è la sola IDROSICILIA S.p.A. guidata dall’ENEL e sostenuta dalla multinazionale francese Vivendi (Veolia) del magnate bretone Bollorè, che qui nessuno conosce…Profitti blindati per 40 anni!. La Regola della Casa dell’Idro: “Acqua in bocca!”. Ne riparliamo nel 2044, salute permettendo!>>.

Da decenni andiamo solo alla Testa dell’Acqua, per spiegare l’essenza delle questioni e trarne lezioni per il nostro Cammino di LiberAzione organizzato nella CoScienza. Non ci hanno mai prestano vera attenzione neanche gli “agitatori della società civile per l’acqua pubblica e il bene comune”!. La SICILIA italienata importa anche referendum e movimenti illusori. “Ho visto le menti migliori della mia Generazione impiccarsi alla corda della Legalità (coloniale)”. (@1994. M. Di Mauro – Cuncumiu di TerraeLiberAzione).

Gli Innominabili che la nostra stessa acqua ce la comprano a 7cent dai Consorzi di Bonifica (falliti!) e ce la rivendono a 70cent. (metrocubo) possono dormire tranquilli. La SICILIA ITALIENATA non sa vedere, non sa parlare, non sa contare, sconosce sé stessa e non comprende il Mondo. E’ autistica e corrotta, e lo sarà fin quando non avrà sete. Ma di VERITA’.

La nostra INCHIESTA LUNGA sulle ACQUE SICILIANE che sviluppiamo dal 2001 con difficoltà nell’acquisizione, verifica e connessione di dati – consiste, nel complesso, in un migliaio di pagine, spesso noiose, ma ricche di informazioni che la SCIENZA del REALISMO dialettico sa leggere, traendone conclusioni che illuminano come un lampo la NOTTE coloniale in cui marcisce la SICILIA ITALIENATA. Abbiamo deciso di farne un libretto sintetico rivolto alle centinaia di giovani siciliani che seguono con attenzione crescente la nostra attività di comunicazione.

Produciamo INTERFERENZE nello SPETTACOLO COLONIALE- non ci facciamo illusioni. Le RIVOLUZIONI le fanno i POPOLI. Ma è SIMENZA FERTILE che consegniamo alla nostra TERRA PULITA sul CAMMINO del SICILIANU NOVU. Nell’Amore per la Verità che rende Liberi.

@TerraeLiberAzione.

 

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Una storia esemplare

ACQUA VERA, SETE FALSA

Acqua Vera-Santa Rosalia è un marchio della San Pellegrino, che, a sua volta, è un asset della multinazionale svizzera Nestlè: dal 2007 operava in concessione della Regione siciliana con una dotazione autorizzata di 10 litri al secondo. Versando alle casse regionali una royalty di cento euro al giorno!. Quantu na buttana sulla Catania-Gela: ma quella però è onesta e ci mette il suo c…non quello degli altri. Acqua minerale coloniale, saccheggiata nelle assetate riserve idro-indiane della mesopotamia siciliana. Ma non gli bastava: la concessione permetteva alla Nestlè di raggiungere, nell’arco di un quinquennio, la produzione di 250 milioni di litri.

Nel 2009 la Nestlè avanza la richiesta alla Regione Siciliana di ottenere un’altra concessione per raddoppiare il “prelievo”. Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo decide di bloccarla. La Nestlè impugna la delibera regionale e nel 2011 il Tribunale Superiore delle Acque di Roma ne accoglie il ricorso, riaprendo i termini della sua istanza presso l’Ente Minerario di Caltanissetta.

Leggiamo su quel bollettino clandestino denominato Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 12-07-2013. Con decreto –vistato dal dirigente generale del dipartimento dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità- viene raddoppiata la dotazione di 10 litri al secondo per lo sfruttamento del bacino idrico pubblico di Santo Stefano Quisquina (Agrigento) e dunque i 380 milioni di bottiglie di Acqua Vera (fonte Santa Rosalia). Alla Regione “speciale” va la solita royalty di 100 euro al giorno, mentre dai rubinetti delle famiglie agrigentine non è mai uscita una sola goccia di acqua potabile: e quella lurda è “razionata fino a 4 ore in 18 giorni!”. Il ricco bacino idrico di Quisquina «è lo stesso a cui attinge oggi un sistema di acquedotti che rifornisce sia l’area dei monti Sicani che la stessa Agrigento» (fonte: Nestlè!).

Viene ignorata la netta opposizione dei Comuni di Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana e dell’Unione dei Comuni del Fiume Platani. Una opposizione che era stata sostenuta dal Presidente Raffaele Lombardo, che per le multinazionali del saccheggio coloniale non aveva certo simpatie, piegandosi con riluttanza a logiche soverchianti solo dopo il Golpe mediatico-giudiziario che lo investi nella primavera del 2010. Le concessioni e autorizzazioni fanno capo all’Ente Regionale delle Miniere di Caltanissetta. Il “nulla osta”, ovviamente, spetta al Presidente della Regione (Rosario Crocetta) e al suo Assessore all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità (Nicolò Marino). Il Puparo svizzero ordina, i Pupi mercenari obbediscono. Detto, fatto. E cu n’appi-n’appi.

Come se non bastasse, nella realtà capovolta tipica di tutte le colonie, anche la Scienza viene piegata alle logiche del saccheggio. Nel caso, le scienze geologiche. Il bacino acquifero della Quisquina è esteso 48 kmq ed alimenta diverse sorgenti. A sostenerlo sono Studi geologici condotti dal prof. Livio Marino Trevisan, ordinario di Geologia dell’Università di Pisa nel 1963, dal prof. Rosario Alaimo (Geochimico) e dal prof. Antonio Daina (Geologia applicata) dell’Università di Palermo nel 1988 e nel 1990. E “la falda acquifera intercettata non è una nuova risorsa idrica, come invece prescriveva l’originario permesso di ricerca, ma trattasi di una risorsa ben nota”. “Doppia Truffa”.

Il prof. Alfonso Leto, animatore del Comitato civico LiberAcqua di Santo Stefano Quisquina, nostra fonte preziosa, che lo aveva anche sostenuto in campagna elettorale, pose a Crocetta una domanda chiara alla quale l’Uomo dei vel-ENI non ha mai risposto: <<Quando lei –Presidente- dice ripetutamente “No a forme di privatizzazione pericolose che aprono a infiltrazioni mafiose”, in concreto, di cosa sta parlando?>>. E’ una buona domanda, per niente retorica. La nostra risposta è semplice: non avendo mai creduto alle illusioni referendarie benecom sull’acqua pubblica (2011), e non avendo mai creduto all’impostura dell’Antimaf professionista, rispondiamo con candore: l’Antimaf è uno strumento delle Massomafie toscopadane e multinazionali per “pacificare” il saccheggio coloniale delle risorse siciliane. Non serve a molto altro, tant’è che i beni confiscati vengono mandati in malora scientificamente, dopo essere stati cannibalizzati da zombi e “liberatori” vari.

Ma chiudiamo su Nestlè. Voleva la nostra acqua per trasformarla in oro bianco. E se la prese (peraltro riciclando prospezioni effettuate pochi anni prima da Montedison). Senza sforzo rilevò anche la locale impresa Santa Rosalia Platani Rossino srl, che ne facilitò anche la distribuzione capillare. Quanto frutta questa ennesima rapina coloniale legalizzata del sottosuolo siciliano?. Faremo i conti, al centesimo: ma sul nostro modello di calcolo, che non è quello rozzo dei bocconiani, ma quello scientifico della nostra Scuola del Realismo dialettico. Il mantra della Sicilia povera, assetata e bisognosa di aiuti è un mito dello Spettacolo coloniale: animato anche dalla multinazionale svizzera Nestlè.

@2013. MDM.

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