IN SICILIA, E’ LA TANA DELLA BESTIA…

NON SOLO MUOS

LA SICILIA E’ PEGGIO DI PORTORICO!

@REPORT 2010-TERRAELIBERAZIONE.

e https://it.sputniknews.com/punti_di_vista/201706184650694-intelligence-usa-sicilia/

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IL MUOS E’ UNA CENTRALE DI COORDINAMENTO E COMANDO (TERRA-MARE-ARIA) PER LA GUERRA GLOBALE. UNA STRUTTURA DI MORTE SU SCALA GLOBALE.

LA SICILIA E’ LA TANA DELLA “BESTIA TRIONFANTE”. IL SEMPLICE SAPERLO E’ UN PASSO AVANTI NEL CAMMINO DI VERITA’ E DI LIBERAZIONE DI QUESTA NOSTRA TERRA SACRA.

Ma non si dimentichi un fatto poco noto ma cruciale: la Sicilia è anche uno dei principali hub di una serie di cavi ottici sottomarini per telecomunicazioni dal carattere transcontinentale. Tali cavi sono almeno quattro:

Fiber-Optic link Around the Globe (FLAG), un cavo in fibra ottica sottomarino per comunicazioni lungo 28.000 chilometri che collega il Regno Unito al Giappone. Il cavo è gestito dalla Reliance Globalcom. Attivato nel 1997, trasmette 120.000 canali. Un terminale si trova a Palermo.

I-ME-WE (India-Medio Oriente-Europa occidentale), un sistema di sei cavi per telecomunicazioni sottomarini lungo 13.000 chilometri, che collega l’India alla Francia. È operativo dal 2009, e supporta trasmissioni in banda larga come lo streaming multimediale, oltre a servizi peer-to-peer, Internet a banda larga e telefonia vocale/video. Alcuni suoi terminali si trovano a Tripoli, Alessandria  d’Egitto, Suez e Catania.

SEA-ME-WE 3 (Asia del Sud-Est-Medio Oriente-Europa occidentale), un cavo ottico sottomarino per telecomunicazioni che collega Medio Oriente, Nord Africa e Asia. Completato nel 2000, il cavo lungo 39000 chilometri fu commissionato nel marzo 2000 dall’indiana Tata Communications e da altre 92 compagnie e aziende delle telecomunicazioni che lo gestiscono. Un terminale dell’infrastruttura, nota anche come Global Backbone, si trova a Mazara del Vallo.

SEA-ME-WE 4 è un cavo a fibre ottiche per telecomunicazioni lungo 18.800 km, ed è la dorsale Internet primaria tra Sud-Est asiatico, subcontinente indiano, Medio Oriente ed Europa. Un suo terminale si trova a Palermo.

Il sistema di cavi è stato sviluppato da un consorzio di 16 aziende per telecomunicazioni. La sua costruzione, effettuata da Alcatel Submarine Networks e dalla Fujitsu, fu completata il 13/12/2005.

Il 30 gennaio 2008, i servizi Internet in Medio Oriente e nel subcontinente indiano furono interrotti per via della rottura dei cavi FLAG e SEA-ME-WE 4 nel Mar Mediterraneo. La causa dell’incidente ai due sistemi di cavi non è mai stata chiarita…Il SEA-ME-WE 3 per un certo periodo fu l’unico collegamento Internet tra Europa e Medio Oriente.

Una divisione dell’agenzia dello spionaggio elettronico statunitense NSA, l’Ufficio delle Tailored Access Operation (TAO), riuscì il 13 febbraio 2013 a raccogliere gran parte del traffico che attraversava il SEA-ME-WE 4, raccogliendo i dati degli utenti dell’intero cavo.

Il TAO utilizzava il software Quantuminsert per raccogliere i dati, creando  siti falsi da cui installare gli spyware sui PC degli internauti, permettendo all’NSA di prendere il controllo della rete. Un sistema che l’NSA avrebbe usato contro l’operatore Belgacom e la sede dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC). Infatti, questi cavi sottomarini sono strategici, poiché attraversati da un enorme volume di dati, facendone un obiettivo primario per le operazioni di spionaggio dell’NSA.

La Sicilia quindi è un hub geostrategico per le telecomunicazioni mondiali, poiché nell’Isola, essendo al centro del Mediterraneo, confluiscono le spine dorsali del sistema di telecomunicazioni tra Asia e Europa, come ad esempio il Global Backbone che collega Medio Oriente, Subcontinente indiano ed Estremo oriente (Indonesia, Singapore, Filippine, Corea del Sud)…E’ su questi temi che, nell’ultimo decennio, si è sviluppata la riflessione e pianificazione strategica degli ambienti militari statunitensi verso la Sicilia e la sua posizione geopolitica. Quando l’Alliance Ground Surveillance (AGS) sarà operativa nel 2017, la NAS di Sigonella diverrà la più grande base di sorveglianza e ricognizione del mondo.

Al centro controllo AGS di Sigonella faranno riferimento le basi per gli UAV statunitensi di Kirkuk, Baquba, Balad, Tallil e al-Asad in Iraq; le basi di Jalalabad, Kandahar, Bagram, Camp Leatherneck, Camp Dwyer, Combat Outpost Payne, le Forward operative base (FOB) Edimburgh e Delaram II, in Afghanistan…

LA SICILIA E’ LA TANA DELLA “BESTIA TRIONFANTE”. IL SEMPLICE SAPERLO E’ UN PASSO AVANTI NEL CAMMINO DI VERITA’ E DI LIBERAZIONE DI QUESTA NOSTRA TERRA SACRA.

@2010. Istituto Terra e LiberAzione.

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dal sito -> SPUTNIK -oggi.

La Sicilia è il centro focale della Intelligence Usa non solo per il Muos, ma anche (e soprattutto) per quel mega hub di connessioni, cuore di Internet per vastissima parte del pianeta, chiamato Sicily Hub.

Che l’Isola sia da sempre considerata una base essenziale per gli interessi degli Stati Uniti e per il suo braccio operativo euro-atlantico, la Nato, è storia antica: le antenne del Muos completano uno scenario che comprende fra l’altro Sigonella, divenuta la più importante base dello Zio Sam nel Mediterraneo allargato, il porto di Augusta, l’aeroporto di Birgi, le assai poco conosciute stazioni radar a Lampedusa e nelle Eolie e molto altro ancora.

La sterminata serie di installazioni disseminate ovunque fanno della Sicilia un territorio a sovranità ancor più limitata di quanto non lo sia già l’Italia nel suo complesso.Una situazione di completo asservimento vecchia ormai di oltre settant’anni; per descriverla, la vicenda del Muos è esemplare: a Niscemi un radar c’è stato da sempre, ma come noto il Pentagono ha pensato di basarvi una stazione della rete satellitare in uht (ad altissima frequenza) per mantenere in costante collegamento i centri di comando e controllo dello Zio Sam (comandi, centri logistici, gruppi operativi in combattimento, cruise, droni e i suoi circa 18mila terminali militari al momento in funzione, oltre alle ovvie ricadute per la Intelligence Usa). Abbiamo detto dello Zio Sam perché la Nato, sempre invocata per giustificare ogni ingerenza, non c’entra.

È nota la strenua opposizione opposta dalle popolazioni (le amministrazioni isolane, come sempre, si sono inchinate ai desideri del “padrone”), ma in barba a ricorsi, sentenze e tribunali, la fine della vicenda è stata comunicata nel marzo scorso, quando il console statunitense a Palermo, Shawn Baxter, nell’ambito di una cerimonia per presentare la nuova sede consolare, si è limitato a pronunciare 5 parole: “Il Muos è pienamente operativo” per liquidare la faccenda. Notizia che, come tutte quelle importanti, ha avuto scarsa o nulla risonanza sui media tradizionali.Ma a parte le infrastrutture visibili, la Sicilia è il fulcro di un enorme Internet exchange point, il Sicily Hub, che ha i propri centri operativi a Palermo e Catania; un hub di straordinario quanto poco conosciuto peso realizzato essenzialmente da Sparkle, società controllata al 100% da Telecom Italia, che si aggiunge alla ristretta cerchia di exchange point esistenti a Francoforte, Londra, Amsterdam e Marsiglia.

La scelta della Sicilia non è casuale, perché è da qui che passano i cavi del traffico generato in Africa, Medio Oriente ed Asia. Un traffico che già in passato vi transitava ma che adesso viene gestito dalla Sparkle tramite le infrastrutture create appositamente, a cui s’aggiunge il sistema di connessione operato da Fastweb, che sta realizzando un altro mega-hub.

Attraverso questo apparato logistico passa una mole immensa di informazioni, dai social media ai motori di ricerca, dalle informazioni finanziarie a quelle commerciali ed economiche: una miniera preziosa quanto inesauribile per la Intelligence Usa, che con l’eterna scusa delle attività antiterroristiche vi guazza dentro a piacimento, realizzando un vantaggio strategico incalcolabile per lo Zio Sam e gli interessi del Sistema a Stelle e Strisce.

La base militare di Sigonella
© AP Photo/ Andrew Medichini

Dai nodi di Palermo, Catania, Trapani e Mazara si diramano 16 cavi transcontinentali che raggiungono gli Stati Uniti, l’Africa, il Mediterraneo Orientale e l’Asia fino all’Estremo Oriente, tutte aree sensibili di enorme valore. E di enorme valore è la rete che attraversa la Sicilia, un’infrastruttura d’incalcolabile interesse strategico che è alla base dell’offensiva della francese Vivendi per assicurarsi il controllo di Telecom, che come detto controlla la Sparkle.

Il motivo è che il Sicily Hub nasce come diretto competitor dell’hub di Marsiglia, per contendergli una torta economica stimata in 142 Mld di dollari, ma d’inestimabile valore per il controllo su quei flussi, non mediato da Parigi, esercitato dalla Intelligence Usa. Attualmente il 90% di quella torta è in mani francesi ma, secondo stime prudenziali, entro due anni sarà la metà di essa a passare dalle reti siciliane, con la prospettiva di notevoli incrementi nel futuro.Insomma, per la Intelligence Usa è una guerra per il power control dell’informazione vinta in partenza sul territorio siciliano, un vantaggio enorme che spazia dall’area miliare (vedi Muos) al business ed al commercio. Ma, come sempre, di quell’immenso tesoro nulla rimarrà in Sicilia, al più qualche scarso impiego secondario, meno che briciole per compensare una sudditanza che dura da oltre settant’anni. Insomma, un paradiso offerto ancora e sempre gratis alla Intelligence Usa e allo Zio Sam.  / Salvo Ardizzone – http://www.ilfarosulmondo.it

 

 

 

 

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