A SUD di GRAMSCI

La Lezione di Zitara

“Noi siamo afflitti…sia dallo sviluppo della produzione capitalistica, sia e ancor di più dalla mancanza di questo sviluppo”. (Karl Marx).

Il nostro maestro Nicola Zitara (1927-2010), che la Lezione scientifica del Realismo dialettico la impugnò per fare quello che Gramsci non ebbe forse il tempo di fare, apre con questa citazione il suo saggio “L’Unità d’Italia: nascita di una colonia” (1971).

E’ un programma di lavoro che svilupperà per tutta la sua Vita, mangiando cicoria e statistiche!. Nel mondo accademico fanno finta di non conoscerlo: in fondo hanno ragione, molti dovrebbero cambiare mestiere!.

Nicola Zitara, col suo lavoro scientifico lungo 40 anni, ha demolito l’Ideologia italiana “risorgimentista”, squarciandone le nebbie coloniali, e restaurando il Metodo di analisi del socialismo scientifico, il Realismo dialettico: contro le mistificazioni massoniche, le rimozioni dei chierici concordatari, le falsificazioni e distorsioni dello storicismo borderline, idealista e positivista: togliattiano, operaista, meccanicista, che ne hanno sfigurato l’immagine e disinnescato la potenza ermeneutica.

I suoi studi sull’accumulazione originaria del capitale tosco-padano, sulla sua natura truffaldina, dalla “Unità d’Italia: nascita di una colonia” alla “Invenzione del Mezzogiorno” (edizioni Jaka Book), i suoi brillanti articoli e i suoi preziosi saggi, che anche TerraeLiberAzione pubblicò per anni, sostenendolo con passione per la Verità, costituiscono, a livello europeo, uno dei punti più alti che la Scuola del Realismo dialettico abbia mai raggiunto nell’analisi del processo di formazione di uno Stato-Nazione borghese dal punto di vista delle Classi e dei Popoli sconfitti.

“In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò a impiccare i falsificatori di banconote…” rileva Marx nel Das Kapital. Nelle Due Sicilie accadde perfino di peggio: le nostre Banche le saccheggiarono e i soldi falsi ce li rifilarono i nostri “liberatori”, i patrioti dell’italietta nata sgorbia, gli intrallazzisti delle nascenti Massomafie tosco-padane. Quanto alle “streghe” e agli “eretici”, li chiamarono “briganti”…

E’ il nostro Passato che non passa.

Questa prima edizione di “A Sud di Gramsci-La Lezione di Zitara”, che costituisce il secondo numero di “Interferenze”, è concepita come un palinsesto aperto. L’Istituto TerraeLiberAzione, nel suo Archivio centrale, ha costituto un “fondo Nicola Zitara”, in cui sono raccolti gran parte dei suoi lavori e anche quasi tutto il carteggio che ha intrattenuto con noi nel corso di 25 anni. Un centinaio sono le pagine manoscritte, oltre duemila le pagine tipografiche (di alcuni lavori abbiamo anche i dattiloscritti, che ci mandava in corso d’opera).

E’ un vero peccato non aver registrato mai le nostre lunghe conversazioni, a volte anche polemiche in relazione alle sue critiche al nostro “eccesso di lavoro pratico a scapito dello sviluppo e divulgazione della Teoria, delle Inchieste lunghe, dei viaggi internazionali…”. In parte aveva ragione lui. L’eccesso è sempre sbagliato, ma la Sicilia, la nostra metropoli catanese, non sono Siderno, e la nostra pratica sociale-e qui lui concordava- ci permette di restare coi piedi per terra, condizione necessaria per Camminare Addhitta.

Se oggi possiamo avviare anche questo Lavoro è perché ce lo possiamo permettere grazie a quella “pratica sociale”, spesso anonima e silenziosa, che non cerca “visibilità”, ma spesso la trova; non rivendica “posizioni”, ma se servono se le prende; non dipende da “relazioni”, ma se hanno utilità se le costruisce.

Pani, Pacenzia e Tempu!

Bonu Studiu! Bona Cura! Bona Vigghjia!

Mario Di Mauro

leggi INTERFERENZE-RIVISTA di TerraeLiberAzione -> https://terraeliberazione.files.wordpress.com/2015/12/2c2b0-interferenze-v4xx.pdf

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