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In quest’Isola contesa, il serial apocalittico “Terra bruciata” è un appuntamento annuale, potremmo segnarlo sul Calendario, una MalaNova che si ripete regolare come il solstizio d’estate, uno spettacolo di distruzione inscenato nel Teatro infernale di questa sicilietta italienata: coloniale, disarmata e militarizzata, impotente e dissanguata, trivellata e saccheggiata: e condannata a bruciare. Migliaia di ettari di colture, boschi, macchia mediterranea. Centinaia di aziende devastate. E’ un PAESAGGIO naturale e umano quello che il Fuoco Nemico sta divorando e riducendo in cenere.

Ma non è un Fato e Madre Natura non ne porta colpe.

Il Fuoco è una Forza Vitale e il suo addomesticamento prometeico è la più grande conquista della specie Umana.

Il siciliano Empedocle –nel suo “Poema Fisico” concepito 2500 anni fa- colloca il Fuoco, giustamente, tra gli Elementi fondamentali nella dialettica materiale che genera la Vita: con l’Acqua, l’Aria e la Terra.

L’Incendio non è un Fato, né l’Opra di alcun demone malefico. Non servono processioni, né intercessioni di santi che non funzionano, né magiche invettive: acqua e focu dacci locu!. Né possiamo accusare i presunti “cambiamenti climatici” -spacciati dall’I.P.C.C. e dall’ecoterrorismo “ambientalista”- in una guerra energetica tra correnti dell’Imperialismo Globale: sia chiaro, sono del tutto privi di una qualunque Equazione previsionale!. Punto.

La Sicilia brucia per altre Cause. Né vediamo utilità alcuna in rituali “unità di crisi” istituite dagli zombi del “Palazzo”, zattere alla deriva che galleggiano su una Palude coloniale di sciatteria e accattonaggio: lo sciattonaggio!.

Lo spettacolo antimaf –nelle sue transumanze elettorali- si rifugia nel Grande Alibi della mafia pecoraia e vaccara che brucerebbe i boschi per farne pascoli: di cosa non si sa, visto che la Sicilia importa dalla Padania + UE –in valore- il 95% di carni & derivati e anche nel ciclo agroindustriale dei latticini non gode di buona salute. MAF & ANTIMAF = due facce della stessa medaglia coloniale: simbiotiche e parassitarie, anche nel mercato delle vacche che anima –nello sciattonaggio- il carnevale politicante e la brucellosi della delega pilatesca di chi mette croci e crocette su una scheda elettorale, vivendo poi come se la Politica non fosse affar suo.

Sia chiaro: la criminalità –mafiosa o randagia e scassapagghjiara- che appicca il fuoco, c’è. Ed è TERRORISTICA. E come tale va trattata: equiparando il piromane al terrorista. Non serve alcuna nuova legge, basta una modifica, un comma, alla legislazione vigente. Invece di evocare nelle nebbie piromanesche della Regione italienata i soliti precari della “Forestale”, un alibi spettacolare che occulta una immane risorsa umana, priva di pianificazione e mezzi adeguati, dissipata da una gestione demenziale che è stata capace perfino di “regalare” foreste ennesi dell’AFOR a una multinazionale “tedesca” che le trasforma, bruciandole, in biomasse = corrente elettrica “pulita e rinnovabile” (?!), che paghiamo il triplo nella bolletta coloniale più cara d’Europa!. Un fiume di milioni sufficiente a comprarci una intera flotta di CANADAIR antincendio!.

Intanto cosa succede?. In breve: quando si decide di intervenire per spegnere un incendio? Il primo intervento è della Regione che manda i suoi gruppi antincendio – che non percepiscono una lira – a mala pena ottengono il rimborso delle spese di benzina. Se queste squadre non riescono a spegnere l’incendio (e ciò accade molto spesso), la Regione chiama il COAU (il dipartimento antincendi della Protezione Civile) e –ci dicono- “arrivano i Canadair al costo orario di oltre 15.000 euro o gli elicotteri, al costo di 5000 euro all’ora. La Regione Siciliana spende mediamente una decina di milioni per gli elicotteri e circa tre milioni per i Canadair”. Diciamola così: la Regione italienata passa alla Protezione Civile circa 13 milioni di euro l’anno, puliti-puliti. Chi ha interesse a che questo business vada avanti? Inoltre, cominciano a sorgere gruppi privati di flotte aeree antincendio – spinte dal numero sempre crescente di incendi. Altro che “mafie pecoraie” e “forestali piromani”, che recitano solo da utili comparse in questa tragicommedia coloniale della “Terra bruciata”!.

Nell’epoca del volo aereo, il cielo siciliano è totalmente colonizzato da una peste di aerei militari e compagnie straniere (tutte!). E l’Isola contesa è vigilata da una rete formidabile di satelliti e droni imperialisti–con o senza MUOS-che vedono una formica anche da altezze kilometriche: non vedono processioni di camion che scorazzano per anni scaricando veleni e ammorbando interi territori, né s’avvedono di piromani-terroristi che bruciano indisturbati preziosi campi di grano antico perfino a Niscemi!.

Intanto va in scena il rito degli “stati di calamità”, che si traducono nel Nulla che figlia il Niente, in attesa della prossima MalaNova: è tempo di pensare ad una AUTODIFESA CIVILE dei nostri Territori e a una grande POLIZZA ASSICURATIVA collettiva, o a qualcosa del genere, detraibile dalle tasse: se non altro ci sbarazziamo di politicanti inetti e istituzioni criminogene e impotenti. Qualcuno ha una idea migliore?. In attesa –perfino nella Piana di Catania- delle TRIVELLE dell’imperialismo italiano &C. (ENI comanda qui: chi li ferma? E in nome di cosa?).

SICILIA INDIPENDENTE, RICCA E SOLIDALE, SMILITARIZZATA E DERATTIZZATA!

@ Mario Di Mauro- fondatore di TerraeLiberAzione.

niscemi 2017

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