ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

All’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Piazza G. Verdi, 6/a –00198 Roma

Oggetto: segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sollecitando l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990) determinato peraltro dall’utilizzo privatistico ed esclusivista delle storiche denominazioni degli “ANTICHI GRANI SICILIANI” (Timilia, Maiorca, Russello…) e della stessa definizione generale di “ANTICHI GRANI SICILIANI”, tutti “marchi registrati” –fin dal 2013- da parte della società “Terre e Tradizioni”, srl con sede legale in Via IV Novembre, 24 – 37126 Verona (VR), Italia -Tel. +39 045 7364410 – info@terretradizioni.it – sito: http://terretradizioni.it/ – P.IVA 05001570877.

Documento allegato: lettera ingiuntiva inviata dalla suddetta società veronese “Terre e Tradizioni” –nel maggio 2017- a una moltitudine di agricoltori siciliani, nella quale viene rivendicato anche il pagamento di royalties per l’utilizzo delle suddette storiche denominazioni.

La stessa srl veronese “Terre e Tradizioni” dichiara, correttamente, sul suo sito commerciale, che, ad esempio: “La Timilìa è una varietà di grano duro in via di estinzione, tipica del centro della Sicilia. Rappresenta la biodiversità Siculo-Mediterranea ed è il frutto di selezioni naturali millenarie”. Lo dicono anche loro!.

Il movimento siciliano TerraeLiberAzione -di cui lo scrivente Istituto è organo- è impegnato dal 1984 nella difesa e valorizzazione della biodiversità siciliana, è radicato nei territori e sente il dovere di raccogliere e sintetizzare civilmente lo smarrimento e l’indignazione di migliaia di Siciliani, in forma primaria di “segnalazione”, sottoponendo la questione al vaglio della A.G.C.M. –l’Antitrust- e sollecitando l’avvio di una URGENTE indagine conoscitiva a fronte di un più che ipotizzabile “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

Ci teniamo infine a chiarire che non v’è alcuna “Guerra Sicilia-Veneto”, come perfino deputati in “delirio elettoralistico” sostengono: c’è un problema, determinato dall’arretratezza culturale e strutturale “interna” e da un “sistema ostile” globale, che –nella nostra Analisi- caratterizzano in termini neocoloniali la Realtà siciliana. A prescindere, è un Dovere del nostro “Cammino organizzato nella CoScienza” chiarire i Problemi e proporre Soluzioni razionali. Punto.

Siamo fiduciosi che l’A.G.C.M. prenderà in urgente considerazione la presente “segnalazione”.

Catania, 11/07/2017.

Mario S. Di Mauro – presidente dell’ ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

GRANI SICILIANI ANTICHI?.

Privatizzati in Veneto!. E ora?.

Il movimento siciliano TerraeLiberAzione “segnala” la questione all’A.G.C.M. –l’Antitrust, sollecitando l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

Cu ‘mpresta ‘u so cavaddhu, prestu va a pedi! (Colui che presta il proprio cavallo, presto si ritrova a piedi).

Catania-Verona, 8 luglio 2017. E’ un “furto” legalmente brevettato quello dei “GRANI SICILIANI ANTICHI” (marchio registrato nel 2013, pare con ben altre dichiarate finalità), compiuto dalla srl “Terra e Tradizioni” di Verona, tutelata dallo “studio legale-anwaltskanzlei Salvà-Mellarini-De Carlo di Merano, che ora chiede “legittimamente” le royalties ai sensi dell’art.12 del Codice della Proprietà Industriale.

Quella che racconteremo, anche da Verona, è una tragicommedia pirandelliana. Serve una filera agro-industriale, non le “commissioni scientifiche” regionali per appurare che i GRANI siciliani autentici sono siciliani, autentici e perfino grani!. Né serve la retorica ingessante dei “contadini custodi”. Si faccia anche questo, ma il MONDO non aspetta voi!. Ci finisce “INCuleit”, direbbe Crozza!. Ci mancavano solo i brevettatori colonialisti di biodiversità, che hanno legalmente raggirato tutti e tutto!. Abbiamo visto lontano.

Ci teniamo a chiarire che non c’è nessuna “Guerra Sicilia-Veneto”, e i nostri migliori alleati –in questa tragicommedia- vivono in Veneto (sia siciliani che veneti). Camminiamo Addhitta, alla larga da speculazioni mediatiche razzistoidi e sfogatoi reazionari da colonizzati falliti!. Abbiamo un problema, e va capito bene e risolto. Punto.

Intanto ecco i primi documenti:

Maggio 2017. La diffida colonialista a utilizzare la denominazione GRANI SICILIANI ANTICHI, Maiorca, Timmilia…

trasi e leggi > diffida TeT  

Marzo 2014. Una chiara lettera liberatoria dell’allora presidente di Terra e Tradizioni (Giuseppe Li Rosi) in cui si chiarisce il carattere di autotutela della registrazione in relazione a ritardi degli iter istituzionali di riconoscimento dei GRANI SICILIANI ANTICHI e dell’interesse pernicioso che stavano suscitando nelle grandi lobby globali. Va letta.

Marzo 2014. Sulla stessa linea, una lettera di Li Rosi a un “consorzio” in cui si chiarisce il totale diritto di uso delle denominazioni registrate da TeT in autotutela, chiarendo che l’azienda siciliana Li Rosi di Raddusa (Ct) si limita a difendere e valorizzare la materia prima a 360°: cosa che ha fatto e fa.

lettera-1

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Dopo, in tre anni, succede di tutto. Fino alla tragicommedia coloniale che ci troviamo ad affrontare.

Per la cronaca, il dott. Li Rosi non ha più nulla a che vedere con la srl Terra e Tradizioni –si è opposto alle “diffide” ed è stato “liquidato”, fatto fuori: l’ingenuità si paga; l’iperattivo e generoso presidente pro-tempore della giovane “Simenza- cumpagnia siciliana sementi contadine” ha dato fiducia a persone sbagliate: da buon siciliano ingenuo, che si crede spertu: non è certo il primo, né sarà l’ultimo. Kista è a zita. Sulla questione della tutela commerciale (e non solo) li avevamo avvertiti, tutti, da tempo. I conti –anche nel movimento SIMENZA- li faremo dopo, ora c’è un problema grave da risolvere urgentemente. Insieme. E non sarà facile.

I “marchi” registrati nel 2013 potrebbero anche essere venduti a un vero colosso multinazionale, considerate anche le probabili condizioni debitorie che abbiamo riscontrato a carico del loro attuale titolare, che ci risulta ormai socio unico della srl Terra e Tradizioni di Verona. Non si tratta di una multinazionale, ma di una specie di avventuriero che l’ha messa in cu… a millenni di storia siciliana: ed è convinto, non senza qualche ragione, che in Sicilia viva una massa di idioti sconnessi dalla Realtà del Mondo. Niente di personale!.

In materia di marchi –e non solo- la sappiamo lunga. Ci mettiamo a disposizione di quanti si stanno attivando, chiarendo che noi andiamo avanti sollecitando un intervento diretto del ministro Martina e inviando una prima “segnalazione” all’A.G.C.M. –l’Antitrust, sollecitando l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

Chi ha una idea migliore ci chiami. A meno che la Regione siciliana…vabbè, lasciamo perdere!. Ci stiamo muovendo a Roma e Verona, da indipendentisti siciliani concreti e dialoganti, scientifici e lungimiranti. Solo per Dignità e a spese nostre, meditando ormai un “vaffanculo generale”. Che Fare?. Ci dobbiamo registrare i nomi di fiumi, alberi, città…l’Etna?. E il nostro DNA no?.

Cu ‘mpresta ‘u so cavaddhu, prestu va a pedi!. Punto. (1-continua)

@ per l’Esecutivo Centrale di TerraeLiberAzione (S. Di Stefano, M. Di Mauro, Tom Mancuso, P. Valentini).

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DEMENZA REGIONALE

della Sicilia italienata

Palermo, gennaio 2017. Istituita con decenni di ritardo e solo su pressione del movimento siciliano SIMENZA- la “commissione regionale per la valutazione delle richieste di iscrizione delle varietà locali nell’apposita sezione del registro nazionale delle varietà da conservazione, si riunirà solo quando affluiranno le istanze degli aspiranti agricoltori custodi”.

LA COMMISSIONE è la GIURIA di un TALENT per “aspiranti agricoltori custodi”? O deve rapidamente produrre documentazione scientifica sufficiente alla “registrazione” di una biodiversità millenaria che è già studiata e conosciuta? Siamo alla follia!.

 A prescindere, non la museificazione della biodiversità, ma solo il suo ragionevole sviluppo di filiera -anche agroindustriale -salverà il paesaggio umano ed economico delle campagne siciliane, assicurando in primo luogo CIBO di QUALITA’ a prezzo ragionevole ai SICILIANI e agli ospiti del nostro Arcipelago. L’EXPORT -per quanto fondamentale- non è lo scopo primario di una Nuova Agricoltura!.

 Intanto, dipendiamo da Roma e Bruxelles anche per poter dire che la nostra millenaria SIMENZA è SIMENZA nostra millenaria. Ma chè per caso un chicco di grano è un prosciutto di coccodrillo, o una radio a colori?. Solo Nino Frassica li può aiutare!.

 Si continui pure a perdere tempo: tanto, di questo passo, alla fine vincono BAYER-MONSANTO, con le loro sementi sterili tricolorate da Coldiretti; e Barilla, che “scoprirà” anche i nostri grani antichi.

 In sintesi: non vediamo alcun NESSO LOGICO diretto tra REGISTRAZIONE di SEMENTI della BIODIVERSITA’ SICILIANA (non solo grano!) e “CUSTODI” delle stesse (in situ o dinamici?). Anche “l’informalità” della comunicazione che annuncia il TALENT show -per quanto provvidenziale– è discutibile…degna di questa Regione discutibile e in ritardo di decenni, per non dire altro.

L’IMPERIALISMO E’ UN ESTINTORE di BIODIVERSITA’ – Dalla repressione sofisticata che ha colpito per decenni i GRANI SICILIANI ANTICHI – allo STERMINIO delle VACCHE MODICANE…la BIODIVERSITA’ SICILIANA è stata disintegrata da uno SPETTACOLO COLONIALE TOTALITARIO, al costo di un fiume di miliardi europei della PAC erogati dall’AIMA prima, dall’AGEA poi. E’ stato però un SUICIDIO ASSISTITO -realizzato a A KILOMETROZERO (…) . A chi ci chiede: “cosa è il vero indipendentismo siciliano?”. Ecco, questo è: una LOTTA QUOTIDIANA organizzata nella CoScienza. Una CRITICA RADICALE allo Spettacolo coloniale della Sicilia italienata, che costruisce oggi il suo Avvenire. Semu Simenza.

 @ TERRAELIBERAZIONE.

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La nostra Analisi Strategica

Quale GRANO?

Catania, agosto 2016. In appena un secolo, almeno un centinaio di “grani antichi” sono spariti dal PAESAGGIO siciliano. La GUERRA COLONIALISTA che ha desertificato la plurimillenaria biodiversità granicola siciliana è stata condotta dall’inizio degli anni Settanta, di concerto con le Università, attraverso la corruzione sofisticata che ha dopato di euro-contributi e “integrazioni” l’intero mondo dei produttori, impaludandoli nella dipendenza dai grani sterili (BAYER)-MONSANTO&C. -bombardati coi RAGGI GAMMA- e nell’irrilevanza politica mediata da burocrazie più sterili delle sementi OGM: in realtà non si tratta più di una “classe” e neanche di un “ceto”, gli agricoltori puri ci sono ma non più degli “altri”. E’ comunque un “mondo” che potrebbe del tutto sparire senza lasciare alcuna traccia positiva del proprio passaggio.

Nella sconosciuta epopea millenaria del PAESAGGIO agrario siciliano non era mai accaduto nulla di simile. Le Regole dell’AGRObusiness IMPERIALISTA taroccano la QUALITA’ dei GRANI; trattano GRANO-MERCE; schiavizzano i PRODUTTORI piccoli e medi; “registrano” la biodiversità millenaria, privatizzandone l’utilità che viene trasformata in profitti miliardari.

Atterriamo. E’ urgente diffondere e difendere i GRANI SICILIANI ANTICHI nel respiro di una sovrana CULTURA AgroINDUSTRIALE e vaccinando il Cammino dalle ROBINSONATE bucoliche che vagheggiano reazionarie “economie di villaggio”. A kilometrozero c’è solo la FAME!.

Le condizioni climatiche dell’Isola permettono se non altro di poter fare a meno della chimica di sintesi nella produzione cerealicola: ma è un caso. Sia chiaro: anche la campagna siciliana è stata devastata dal ciclo quarantennale dell’agrochimica industriale e ancora oggi appare “Viet Nam” di pesticidi: oltre 200.000 tonnellate nell’ultimo biennio. E nella storica Isola-GRANAIO questo “modello di sviluppo” –tra i suoi effetti colonialisti più terrificanti- ha imposto anche le sementi sterili con l’inevitabile dipendenza che determinano.

Nella Sicilia profonda, in clandestinità per decenni, nell’irrisione generale, si è via via sviluppata una rete di produttori di Grani Antichi originali (Tumminia, Cappelli, Maiorca, Perciasacchi-Kamut, Pilusedda di Ustica…). Sia chiaro: ormai il fenomeno –di cui siamo parte attiva da decenni- è perfino di moda, il che lo protegge dall’aggressione sistemica più spudorata, ma le SEMENTI SICILIANE–che sono fertili e indipendenti dal ciclo delle sementi sterili e della chimica di sintesi- vengono appena tollerate: ne è perfino vietato il libero scambio tra produttori, che viene equiparato al “reato di spaccio”. Se vogliono ci arrestano!.

La superficie attualmente seminata a GRANI SICILIANI ANTICHI -semiclandestini e boicottati dalla LEGALITA’ COLONIALE- è di soli 3000 ettari su 280.000. Noi consideriamo SICILIANO AUTENTICO solo ed esclusivamente questo 1% del RACCOLTO 2016.

A prescindere: al di là della “integrazione comunitaria” (per ettaro seminativo circa 200 euro) il GRANO a 18 cent. al Kg equivale alla desertificazione totale di vasti paesaggi agrari seminativi che sarebbe errato convertire ad altre colture di ripiego.

La distruzione della biodiversità granicola siciliana comincia mezzo secolo fa…con l’adozione da parte dell’Italia dell’UPOV 91 la cui logica si risolve poi nel TIPS del W.T.O. (Organizzazione Mondiale per il Commercio). In breve: hanno aperto la via alla colonizzazione totalitaria dei grani imperialisti, regolarmente incentivati e sostenuti dalla PAC europea, rendendo CLANDESTINI i GRANI SICILIANI, peraltro proibendone ancora oggi lo SCAMBIO tra PRODUTTORI: si rischia l’arresto per spaccio!. La logica della globalizzazione imperialista produce –nelle sue serre legislative di ROMAfia Capitale- norme e direttive su tutto, anche per la “protezione nazionale di NUOVE varietà vegetali… per favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza” (es: D.L. n. 30 -2005)–mentre il modo migliore per sviluppare l’iniziativa privata dell’AgroCOLONIALISMO toscopadano è quello di assassinare in silenzio i concorrenti più pericolosi, perché FERTILI e NON STERILI. E’ una GUERRA SEGRETA lunga mezzo secolo. E’ toccata ai GRANI SICILIANI autentici. Tutti muti!.

Ancora oggi –nel revival modaiolo dei grani antichi, che passerà presto- si stenta perfino a scriverlo!. E d’altro canto c’è chi urla invocando “blocchi navali” nazionalistici in un paese che DEVE IMPORTARE grano, olio, carne… per la sua AgroINDUSTRIA toscopadana. Blocchi navali…fateli pure!. Ammazzatevi tra di voi!. Di bloccato vediamo intanto il cervello forconato e tricolorato perfino di tanti produttori siciliani. Coldiretti e gli “ambientalisti colorati” non lo possono dire-> non si deve sapere che “il nemico è a casa nostra”: è BAYER-MONSANTO&C. e lo stanno seminando, è BARILLA&C. e se lo stanno mangiando. Negli anni Sessanta –in Sicilia- operavano 175 industrie della pasta; oggi si contano sulle dita di una mano (e avanza un dito: il medio!).

I GRANI SICILIANI ANTICHI –tuttora semiclandestini e sabotati dall’Imperialismo NORDICO e da ROMAfia Capitale- nella difesa attiva delle loro rotazioni colturali tradizionali (sabotate con la criminale CIRCOLARE ministeriale 31646 -2015 MIPAF)- indicano una Via concreta all’urgente rifondazione radicale dell’intero Paesaggio Agrario dell’EcoNazione dei Siciliani nel Secolo XXI. Questa VIA CONTADINA –dopo decenni di clandestinità e informalità- sta vivendo da alcuni anni una relativa piccola espansione.

Stiamo battendo la Sicilia “palmo a palmo”. Aggregando quel che si può…ma le psicologie prevalenti le stiamo classificando tra la furberia fallimentare del “giovane rampante” e l’autismo inebetito del “vecchio agricoltore”. Oltre alla “rabbia sterile” di urlatori più o meno forconati…Sorvoliamo sull’opportunismo accademico e sulla retorica del “kilometrozero”. TUTTI SENZA FUTURO. Ma non lo sanno. Punto. O si alza uno sguardo sul Mondo (e “te lo prendi”) o aspetti un qualunque FONDO di INVESTIMENTO che si comprerà la SICILIA a prezzi di saldo. A.A.A.-ISOLA SOLEGGIATA VENDESI.

Altro che PSR e miserie bruxellesi per l’Isola REMOTA dei geoidioti colonizzati!.

I GRANI SICILIANI ANTICHI –dopo decenni di “contrabbando profetico”- sono un piccolo fenomeno di tendenza: per certi aspetti una buona moda di nicchia, che, se non altro, è utile a proteggerli. Ma le contromisure sistemiche non tarderanno a farsi vedere.

Una NOTIZIA AMMUCCIATA. La LEGALITA’ COLONIALE si prepara a sterilizzare i pericolosi contrabbandieri di SEMENTI SICILIANE ANTICHE?.

24 giugno 2016 . ASSOSEMENTI: sottoscritto accordo con l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi per combattere le illegalità del settore sementiero. Assosementi, l’associazione che riunisce le aziende sementiere italiane, ha sottoscritto “un importante accordo di collaborazione” con l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) finalizzato ad un più efficace controllo delle attività illegali nel settore sementiero. A firmare l’accordo sono stati Giuseppe Carli, Presidente di Assosementi, e Oreste Gerini, Direttore Generale della Direzione della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari dell’ICQRF, nel corso di una giornata di studio organizzata a Bologna dalle due organizzazioni.

I Grani Siciliani non appaiono neanche nella retorica dei “fondi europei” del ciclico PSR che non sposterà il PIL di un solo vero punto: propone un paesaggio agrario folklorizzato e provinciale.

A prescindere i Grani Siciliani non hanno bisogno di marchi DOP e recinti IGP ipocriti e ingessanti né di altre idiozie N-EUROFOLK. I Fondi Europei sono TOSSICI!. La P.A.C. –Politica Agricola Comunitaria- sarà sempre più uno strumento funzionale ai grandi gruppi dell’AgroBusiness & G.D.O. dell’Imperialismo NORDICO. L’AGEA è un braccio armato di Bruxelles –che spaccia fondi pubblici in logiche anti-economiche, conservatrici e dopanti. Quanto ai “titoli” che permettono l’accesso alle “integrazioni di prezzo” (di recente ridotti a circa 200 euro a ettaro seminativo) –al di là del “contrabbando”- li consideriamo uno strumento di controllo (anti)economico di tipo poliziesco. Ormai “all’AMMASSO” ci finiscono i cervelli.

Occorre istituire una Banca di Sviluppo AgroEnergetico e una BORSA SICILIANA vigilati da una Autorità espressione del mondo produttivo.

La Battaglia dei Grani Siciliani Antichi è persa in partenza, se non si esce dalle logiche della BORSA tricolorata e della LEGALITA’ imperialista. Ma anche dall’evocazione eurofolk di bucoliche “economie di villaggio”: a kilometrozero c’è solo la FAME. E il cannibalismo.

A prescindere, non v’è alcuna ragione nel competere con un PREZZO di MERCATO determinato su scala globale e sintetico di “PROTEINE e GLIFOSATE”: che peraltro è inchiodato a 20 cent. al kilo, mentre i GRANI AUTENTICI si trattano a base 75 cent al kilo!. Quello siciliano è del tutto un MERCATO COLONIALE e cosiccome per la corrente elettrica- anche per i GRANI sterili dell’AgroFarmaceutica- la “Legge della Domanda e dell’Offerta” è taroccata. Nel caso specifico, per esempio, irrompono fattori poco noti: il PREZZO DEL GRANO è determinato anche dal suo “valore proteico”…Bello no?. NO!. E’ una falsa flag.

Questo ELEMENTO di COMPOSIZIONE del PREZZO a chi serve in realtà? Alla Salute umana?. NO!.

Il VALORE PROTEICO dei GRANI “BOMBARDATI coi RAGGI GAMMA” – trattati o meno col GLIFOSATE –al quale magari “cambieranno il nome”- sarà sempre superiore all’analogo valore dei GRANI ANTICHI fertili e puliti. E ne inventerebbero comunque un’altra: un nuovo “limite minimo del 13%” sulla lunghezza standard della spiga!.

Che le farine di grani antichi integrate con farina di ceci (20%) siano un optimum lo sappiamo solo noi “contadini clandestini” che le conosciamo!. Ma verranno a spiegarci che senza… Tiptor Ultra (Syngenta) siamo perduti!. Su un MERCATO -che è MONDIALE da SECOLI –nel quale l’Isola GRANAIO giocò un ruolo strategico cruciale, raccogliamo intanto, anche noi, i semi avvelenati della CELIACHIA. E’ AgroFARMACEUTICA perfino nella stessa struttura delle grandi holding –i cui TecnoLAB producono ricerca e brevetti a 360°…Dalle brioscine alle pillole si configurano come BIOpoteri GLOBALI.

Se la ridono al Chicago Board of Trade, nel cui Pit “vengono siglati ogni giorno un milione e 300 mila contratti, uno ogni 15 millisecondi” (2007). Oggi –i chicago boys- operano come corsari anche da smartphone su yacht vaganti tra paradisi fiscali caraibici e mettendosi la coscienza in regola con sponsorizzazioni colorate a ONG ed Expo contro la fame-nel-mondo. Pat Arbor, un boss storico della Borsa di Chicago, non è uno stinco di santo, ma non è ipocrita: “un tempo c’erano grandi aziende agricole, come la Ferruzzi, che avevano un forte controllo del mercato, mentre oggi sono arrivati i Fondi pensione che investono fino al 4-5 per cento del loro portafoglio in materie prime agricole, per non parlare di quelli di Dubai, di Singapore, di Hong Kong. E questa pioggia di miliardi di dollari sul mercato alimentare crea instabilità dei prezzi!”. Altro che “fondi europei” à la PSR: perline colorate per gli indiani delle riserve!. Intanto, dipendiamo da Roma e Bruxelles anche per poter dire che la nostra millenaria SIMENZA è SIMENZA nostra millenaria. Ma chè per caso un chicco di grano è un prosciutto di coccodrillo, o una radio a colori?. Solo Nino Frassica li può aiutare!. Si continui pure a perdere tempo: tanto, di questo passo, alla fine vincono i colossi globali come (BAYER)-MONSANTO, con le loro sementi sterili tricolorate da Coldiretti; e Barilla, che “scoprirà” anche i nostri grani antichi.

Alziamo uno sguardo sul Mondo. La produzione annua corrente di Grani nel Mondo è di 700 milioni di tonnellate – da 224 milioni di ettari complessivi – (fonte: International Grain Council).

Italia: 4 milioni di tonnellate, di cui 800.000 in Sicilia su 280.000 ettari. Appena l’1% è di Grani Siciliani Originali (boicottati dalla Legalità imperialista e coloniale).

Circa il 40% dell’industria sementiera mondiale è Monsanto e DuPont. Il resto è controllato da una decina di altri grandi gruppi. La scalata cinese è in corso, la stiamo seguendo.

Il Sistema-Italia produce poco più del 50% del proprio fabbisogno complessivo di cereali e semi oleosi: lo ripetiamo?. E circa il 50% della produzione di pasta tricolorata viene esportata.

È l’INDUSTRIA ALIMENTARE ITALIANA ad importare Grani dal Mondo: in particolare da Francia, Canada e, al terzo, a sorpresa, nel 2015 c’è l’Austria!. Dunque, Barilla&C : circa metà della produzione tricolorata di paste, panettoni, biscotti, brioscine…è esportata. Il valore aggiunto è miliardario e parla in prevalenza padano: negli anni Sessanta lavoravano in Sicilia 175 industrie della pasta, oggi ne restano 4 (e anche piccole).

A prescindere, oltre le nebbie dello scontro di lobbyes “agricole” e “industriali”, una “Battaglia del GRANO” per il “Made in Italy” non ha nessun senso: le FARINE industriali si ottengono mescolando grani diversi: per esempio i “grani di forza”, ricchi di proteine, sono fondamentali per prodotti lievitati come il panettone. Importato o tricolorato è comunque frumento da sementi sterili tipo “MONSANTO” del tutto omologate alle Qualità e alle Logiche dell’AgroINDUSTRIA GLOBALIZZATA, alla sua Borsa di Chicago+> e ai suoi PARAMETRI di FORMAZIONE dei PREZZI: dal valore proteico alle micotossine (=Deossinivalenolo DON).

Oggi, il “GRANO commodity” – facilmente immagazzinabile e conservabile nel tempo- può costituire un’attività sottostante per vari tipi di strumenti derivati, in particolare per i futures: non è più cibo, per quanto mercificato -> è un tipo di artiglieria pesante che frazioni dell’Imperialismo NORDICO hanno già utilizzato per destabilizzare interi PAESI. Nell’attuale TEMPO storico a kilometrozero c’è solo la FAME, amplificata dai milioni di ettari di suoli bruciati per produrre etanolo e biomasse, nelle nebbie demenziali dei falsi “cambiamenti climatici” privi di una qualunque EQUAZIONE PREVISIONALE. (…)

@ TERRAELIBERAZIONE.

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