Protocollata oggi, 19/07/2017-h.9.14

ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE” (…)

All’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Piazza G. Verdi, 6/a

00198 Roma

Oggetto: Integrazione alla nostra segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato- inviata in data 11 luglio 2017 h.9.28- nella quale si sollecita l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990) determinato peraltro dall’utilizzo privatistico ed esclusivista delle storiche denominazioni degli “ANTICHI GRANI SICILIANI” (Timilia, Maiorca, Russello…) e della stessa definizione generale di “ANTICHI GRANI SICILIANI”, tutti “marchi registrati” –fin dal 2013- da parte della società “Terre e Tradizioni”, srl con sede legale in Via IV Novembre, 24 – 37126 Verona (VR), Italia -Tel. +39 045 7364410 – info@terretradizioni.it – sito: http://terretradizioni.it/ – P.IVA 05001570877.

Documento allegato: lettera della suddetta società veronese “Terre e Tradizioni”, che rinuncia alla titolarità dei marchi in oggetto proponendone la cessione “a un centesimo” alla Stazione sperimentale di granicoltura di Caltagirone (struttura della Regione Siciliana).

Prendiamo atto della “buona volontà” della società veronese “Terre e Tradizioni”, ma la valutiamo, nella forma, tecnicamente irricevibile, acquisito peraltro anche il parere dell’assessore regionale all’Agricoltura, on. Cracolici, e di diversi deputati regionali, tra cui Angela Foti (M5S) e Concetta Raia (PD).

La nostra Regione non può acquistare una “cosa” che è già sua!. E l’ETNA non si “brevetta”!. Né la “MATERIA PRIMA” brevettata in oggetto –alla luce del Codice della proprietà industriale- ci pare abbia acquisito alcun “carattere distintivo” nell’attività della società veronese “Terre e Tradizioni”.

In forma bonaria intimiamo dunque alla srl “Terre e Tradizioni” di voler procedere alla cancellazione di tutti i marchi commerciali in oggetto dal registro dell’Ufficio Marchi e Brevetti del Mi.S.E. -Ministero dello Sviluppo Economico. Entro e non oltre il 31 agosto c.a., e a darne anche documentata e pubblica informazione. Decorso il termine non potremo che ricorrere, tra l’altro, al Tribunale per le Imprese a Tutela di un Diritto storico del Popolo Siciliano, che trascende la stessa questione in oggetto.

Rinnoviamo, dunque, integrandola, la nostra richiesta di avvio di una indagine conoscitiva da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a fronte di una situazione che presenta e, temiamo, presenterà molteplici criticità, anche in relazione alla libera concorrenza sui mercati (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

LA COCACOLA può essere “registrata”, la COCA, no!. E qui difendiamo FARINA, non COCA!

Catania, 19/07/2017.
Mario S. Di Mauro – presidente dell’ ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

->leggi anche: https://terraeliberazione.wordpress.com/2017/07/11/grani-antichi-siciliani-sotto-scacco-mario-di-mauro-di-terraeliberazione-si-rivolge-allantitrust/

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COMUNICATO
L’Associazione Simenza – Cumpagnìa Siciliana Sementi Contadine desidera esprimere il proprio sentito ringraziamento all’ “Istituto Mediterraneo per la democrazia diretta – TerraeLiberAzione” ed in particolare al suo Presidente Mario Di Mauro, per il costante ed operativo impegno profuso nella difesa delle denominazioni dei frumenti antichi siciliani oggetto di registrazione, sotto forma di marchi commerciali, da parte di diversi soggetti.
Simenza nasce per tutelare e valorizzare la biodiversità siciliana di interesse agrario e si pone al fianco di “TerraeLiberAzione”, in tutte le sedi, nella lotta per la difesa dei diritti storici del popolo Siciliano minacciati da meri interessi che trascendono la stessa questione in oggetto.
Simenza nel prossimo mese di settembre pubblicherà i disciplinari di produzione che, attraverso sistemi di garanzia partecipata, slegati da logiche legate a una burocrazia opprimente e poco efficace, regoleranno e garantiranno la filiera dei grani antichi siciliani, tutelando produttori e consumatori in termini di qualità e sicurezza dei prodotti.
La battaglia in questione si risolverà soltanto quando verranno cancellati tutti i marchi commerciali che riguardano la biodiversità Siciliana dal registro dell’Ufficio Marchi e Brevetti del Mi.S.E. – Ministero dello Sviluppo Economico; nessuna forma di mediazione verrà consentita.
A questo scopo auspichiamo la partecipazione attiva di quanti hanno a cuore i Diritti dei Siciliani.

Il Presidente di Simenza
Giuseppe Li Rosi

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