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In forma bonaria intimiamo dunque alla srl “Terre e Tradizioni” di Verona di voler procedere alla cancellazione di tutti i marchi commerciali in oggetto dal registro dell’Ufficio Marchi e Brevetti del Mi.S.E. -Ministero dello Sviluppo Economico. Entro e non oltre il 31 agosto c.a., e a darne anche documentata e pubblica informazione. Decorso il termine non potremo che ricorrere, tra l’altro, al Tribunale per le Imprese a Tutela di un Diritto storico del Popolo Siciliano, che trascende la stessa questione in oggetto.

ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

All’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Piazza G. Verdi, 6/a –00198 Roma

Oggetto: segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sollecitando l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990) determinato peraltro dall’utilizzo privatistico ed esclusivista delle storiche denominazioni degli “ANTICHI GRANI SICILIANI” (Timilia, Maiorca, Russello…) e della stessa definizione generale di “ANTICHI GRANI SICILIANI”, tutti “marchi registrati” –fin dal 2013- da parte della società “Terre e Tradizioni”, srl con sede legale in Via IV Novembre, 24 – 37126 Verona (VR), Italia -Tel. +39 045 7364410 – info@terretradizioni.it – sito: http://terretradizioni.it/ – P.IVA 05001570877.

Documento allegato: lettera ingiuntiva inviata dalla suddetta società veronese “Terre e Tradizioni” –nel maggio 2017- a una moltitudine di agricoltori siciliani, nella quale viene rivendicato anche il pagamento di royalties per l’utilizzo delle suddette storiche denominazioni.

La stessa srl veronese “Terre e Tradizioni” dichiara, correttamente, sul suo sito commerciale, che, ad esempio: “La Timilìa è una varietà di grano duro in via di estinzione, tipica del centro della Sicilia. Rappresenta la biodiversità Siculo-Mediterranea ed è il frutto di selezioni naturali millenarie”. Lo dicono anche loro!.

Il movimento siciliano TerraeLiberAzione -di cui lo scrivente Istituto è organo- è impegnato dal 1984 nella difesa e valorizzazione della biodiversità siciliana, è radicato nei territori e sente il dovere di raccogliere e sintetizzare civilmente lo smarrimento e l’indignazione di migliaia di Siciliani, in forma primaria di “segnalazione”, sottoponendo la questione al vaglio della A.G.C.M. –l’Antitrust- e sollecitando l’avvio di una URGENTE indagine conoscitiva a fronte di un più che ipotizzabile “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

Ci teniamo infine a chiarire che non v’è alcuna “Guerra Sicilia-Veneto”, come perfino deputati in “delirio elettoralistico” sostengono: c’è un problema, determinato dall’arretratezza culturale e strutturale “interna” e da un “sistema ostile” globale, che –nella nostra Analisi- caratterizzano in termini neocoloniali la Realtà siciliana. A prescindere, è un Dovere del nostro “Cammino organizzato nella CoScienza” chiarire i Problemi e proporre Soluzioni razionali. Punto.

Siamo fiduciosi che l’A.G.C.M. prenderà in urgente considerazione la presente “segnalazione”.

Catania, 11/07/2017.

Mario S. Di Mauro – presidente dell’ ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

Integrazione alla nostra segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato- in DIFESA dei GRANI SICILIANI ANTICHI.

luglio 19, 2017 //

Protocollata oggi, 19/07/2017-h.9.14

ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE” (…)

All’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Piazza G. Verdi, 6/a

00198 Roma

Oggetto: Integrazione alla nostra segnalazione all’A.G.C.M. – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato- inviata in data 11 luglio 2017 h.9.28- nella quale si sollecita l’avvio di una indagine conoscitiva a fronte di un “evidente impedimento alla concorrenza sui mercati” (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990) determinato peraltro dall’utilizzo privatistico ed esclusivista delle storiche denominazioni degli “ANTICHI GRANI SICILIANI” (Timilia, Maiorca, Russello…) e della stessa definizione generale di “ANTICHI GRANI SICILIANI”, tutti “marchi registrati” –fin dal 2013- da parte della società “Terre e Tradizioni”, srl con sede legale in Via IV Novembre, 24 – 37126 Verona (VR), Italia -Tel. +39 045 7364410 – info@terretradizioni.it – sito: http://terretradizioni.it/ – P.IVA 05001570877.

Documento allegato: lettera della suddetta società veronese “Terre e Tradizioni”, che rinuncia alla titolarità dei marchi in oggetto proponendone la cessione “a un centesimo” alla Stazione sperimentale di granicoltura di Caltagirone (struttura della Regione Siciliana).

Prendiamo atto della “buona volontà” della società veronese “Terre e Tradizioni”, ma la valutiamo, nella forma, tecnicamente irricevibile, acquisito peraltro anche il parere dell’assessore regionale all’Agricoltura, on. Cracolici, e di diversi deputati regionali, tra cui Angela Foti (M5S) e Concetta Raia (PD).

La nostra Regione non può acquistare una “cosa” che è già sua!. E l’ETNA non si “brevetta”!. Né la “MATERIA PRIMA” brevettata in oggetto –alla luce del Codice della proprietà industriale- ci pare abbia acquisito alcun “carattere distintivo” nell’attività della società veronese “Terre e Tradizioni”.

In forma bonaria intimiamo dunque alla srl “Terre e Tradizioni” di voler procedere alla cancellazione di tutti i marchi commerciali in oggetto dal registro dell’Ufficio Marchi e Brevetti del Mi.S.E. -Ministero dello Sviluppo Economico. Entro e non oltre il 31 agosto c.a., e a darne anche documentata e pubblica informazione. Decorso il termine non potremo che ricorrere, tra l’altro, al Tribunale per le Imprese a Tutela di un Diritto storico del Popolo Siciliano, che trascende la stessa questione in oggetto.

Rinnoviamo, dunque, integrandola, la nostra richiesta di avvio di una indagine conoscitiva da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a fronte di una situazione che presenta e, temiamo, presenterà molteplici criticità, anche in relazione alla libera concorrenza sui mercati (art. 12, c. 2 della legge n. 287/1990).

LA COCACOLA può essere “registrata”, la COCA, no!. E qui difendiamo FARINA, non COCA!

Catania, 19/07/2017.

Mario S. Di Mauro – presidente dell’ ISTITUTO MEDITERRANEO PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA –“TERRAELIBERAZIONE”

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