dall’Arkiviu di TerraeLiberAzione. Risoluzione del Cuncumiu 2004: nel ventennale della nostra Fondazione.

lentini primu maju

Essere Siciliani non è un incidente, nè un hobbye. Piuttosto è un mestiere. Essere Siciliani è un “esperimento con la Verità”. Alzare uno sguardo siciliano sul Mondo è possibile solo attingendo l’acqua dell’Essere e dell’Esserci dal fiume carsico di una Trinakria millenaria, perchè la Verità non è lontana, è appena sotto la Terra sulla quale camminiamo. Per dirla con Proust ci mancano solo gli “occhi nuovi per vedere”.

I depositi memoriali del nostro Popolo e della nostra Terra contengono un tesoro; e una smisurata eredità di libertà ci giunge da uomini e donne che spesso non ci hanno lasciato neanche il loro nome e quando l’hanno fatto c’è sempre stato, c’è, un Potere che ha provveduto e provvede a cancellarlo. Un Potere che inscena uno Spettacolo neocoloniale e ci costringe a vivere dentro una Grande Bugia, come un invisibile Predatore dalle mille maschere che alimenta la passività sociale e l’egoismo competitivo, sradicandoci dalla nostra Terra Sacra, dalla nostra Lingua antica, dal nostro diritto di essere e di esserci con competenza e con Amore, dalla possibilità di restituire la nostra Sicilia al suo destino di “Isola-Giardino”.

Non c’è partito parlamentare, sindacato, scuola, università, chiesa, televisione…che ponga al centro del suo agire il diritto dei Siciliani alla libertà autentica, all’evoluzione spirituale, all’Indipendenza.

Anzi: ogni istanza di liberazione delle nostre energie viene ostacolata da una ostinata produzione industriale di bugie, sofismi, distrazioni.

Restaurare una Verità Siciliana sulla Realtà e sulla Vita è possibile solo coltivando nello studio e nella vita l’Amore per la nostra Terra, l’Albero di Trinakria che nasce dalla Conoscenza e ch’è disseccato dall’azione devastante e quotidiana dello Spettacolo neocoloniale, delle sue scuole, dei suoi massmedia, della sua politica puttana…che ci priva d’un passato glorioso, d’un presente dignitoso, d’un avvenire sereno, e della possibilità stessa d’alzare uno sguardo siciliano sul Mondo.

La ricerca della Verità come metodo e il riabitare Trinakria come stile di vita configurano un unico, potente Principio spirituale. La storia ci insegna che se una Azione Umana non vuole degenerare, deve radicarsi in un Principio spirituale.

A noi basta poter camminare cercando Verità e Bellezza sulla nostra Terra: non è forse questa una forma di Preghiera?. E c’è Azione più sensata di questa Preghiera?.

Il Predatore che divora la nostra Energia e confonde i nostri cuori ci distrae dalla Terra, ci sradica dall’idea stessa di Isola-Giardino.

L’eredità spirituale del Popolo Siciliano è un Albero antico di cinquemila anni, con molte radici e molti rami d’oro. Questa eredità spirituale non può essere ridotta ad una sola radice. E’ una eredità spirituale plurale che purtroppo, per ignoranza e fideismi malriposti, stentiamo tutti a riconoscere in noi stessi, preferendo spesso, alla ricerca faticosa della Verità e della Bellezza, le facili scorciatoie che al Nulla conducono. Raddrizzare il corso degli eventi per rifondare dal basso la società siciliana è possibile solo liberando noi stessi dallo Spettacolo neocoloniale. Fuori da questa possibilità non ci resta che la miseria (la quale non è una esclusiva dei poveri).Proviamo dunque a riabitare Trinakria per diventare Siciliani Nuovi, per riconquistare il nostro antico Cuore di Zolfo nella Luce meridiana del Mare dei Canti, il Mediterraneo, e accedere, attraverso questo Essere e questo Esserci, a cittadinanze più ampie.

La Via che indichiamo è Pratica, parla della Vita Nuova nella Lingua dell’Identità ritrovata che sfida lo Spettacolo degli zombies e delle veline, della politica cattiva, dell’economia truccata, delle banche usuraie, dell’incultura spettacolarizzata.

Aggregarsi, formarsi, mobilitarsi, creare luoghi e strumenti per farlo, ispirandosi alla lunga r/esistenza del nostro Popolo, dal Vespro 1282 ai Beati Paoli del Seicento ai Fasci dei Lavoratori dell’Ottocento, è il nostro “che fare”. Ne va della Salute e della nostra Civiltà. La r/esistenza, intellettuale e popolare, allo Spettacolo neocoloniale è una necessità. Se ci siamo ancora, malgrado tutto, un motivo ci sarà. (…)

Sulle Vie dell’Indipendenza

Il Popolo Siciliano, gli uomini e le donne, le famiglie e le comunità dell’Isola di Trinakria hanno diritto ad una autentica libbirtà ri sprixioni, cioè a riconoscersi, a vivere ed a svilupparsi come nazione libera ed indipendente?.

L’idea di indipendenza può essere criticata, come tutte le idee, ma non ci si venga a dire che è inattuale: a parte il fatto che la Libertà di un Popolo non può passare di moda come un paio di scarpe vecchie, si pensi solamente che ben 7 dei 10 nuovi paesi entrati nell’Unione Europea sono più piccoli della Sicilia: conteranno però 40-50 volte di più, e ciò malgrado il carattere affaristico e oligrachico di questa Europa.

La rifondazione dal basso della Nazione Siciliana, la sua Indipendenza fondata sulla piena sovranità popolare, è nell’interesse, nel diritto e nel destino di noi Siciliani. L’indipendenza non è l’Ora X di una improbabile rivoluzione, nè l’esito di una campagna elettorale… L’indipendenza è un processo storico che le generazioni di un Popolo, sulla base di un accumulo e di una rielaborazione incessanti, costruiscono ogni giorno, partendo dall’ABC e andando oltre. E nessuno ce la regalerà. Solo i Siciliani stessi, adulti e responsabili, possono “cambiare le cose” in Sicilia, restituendo l’Isola di Trinakria alla Verità e alla Bellezza, alzando uno sguardo siciliano sulla Vita e sul Mondo, praticando la libbirtà ri sprixioni, riabitando Trinakria a partire dalle proprie città…

Ma può esistere un Popolo senza una propria identità autentica,condivisa e tutelata da Istituzioni coerenti? Può esistere un Popolo senza la sua libbirtà ri sprixioni, senza la possibilità di edificarsi in pace come Nazione libera e indipendente?. Cos’è il Popolo Siciliano senza istituzioni, scuole e mass media che ne coltivino il rispetto di sè, la storia vera, la lingua millenaria, il valore culturale dell’insularità mediterranea, il diritto di essere “Isola-Giardino” nel Mondo che verrà?.

Quello che ti proponiamo è un Cammino di ricerca della Verità e della Bellezza nella concretezza della Vita e dei suoi Luoghi. Per Essere ed Esserci con competenza. Essere Siciliani al 100% per essere del Mondo al 100%, provarci almeno, è una gioia che vale già la fatica necessaria a migliorarsi.

Il Cammino per riabitare Trinakria e alzare sul Mondo uno sguardo siciliano, guidato dall’idea-forza di Isola-Giardino, si fonda sull’Amore che nasce dalla Conoscenza.

Solo la Conoscenza -condizione primaria della difesa creativa dei depositi memoriali e dell’anima dei luoghi- può alimentare Stili di Vita radicati e coerenti in grazia dei quali diviene possibile il miracolo di rielaborare, col Codice d’Onore che produce il Popolo, un rinnovato senso dell’esserci con competenza, una ritrovata capacità di prendersi Cura della Vita e dei suoi Luoghi.

Uno Spettacolo neocoloniale imprigiona l’immaginario e la materialità della vita in Sicilia, privandoci d’un passato glorioso, d’un presente dignitoso, di un futuro in cui la Speranza non sia solo una vuota parola. A questo Spettacolo neocoloniale ci si sottrae solo dispiegando nella Vita, nell’Essere e nell’Esserci, la capacità di riabitare l’Isola di Trinakria, di radicarsi in una Storia, di rielaborare nella vita una Identità, situando la propria Azione dove la Fraternità e la Natura subiscono le loro quotidiane disfatte.

L’Indipendenza autentica si fonda sulla Socializzazione delle forze produttive fondamentali nel quadro di un modello di sviluppo autocentrato, bioregionalista e aperto: non c’è “indipendenza” se non si pongono le risorse e il lavoro dei Siciliani al servizio dell’evoluzione sociale e spirituale del Popolo Siciliano e della “sacralizzazione” della nostra Terra.

Quello che si produce, il modo in cui lo si produce, le forme del consumo, gli stili di vita: tutto deve essere sottoposto, nella massima libertà individuale, all’autocritica collettiva della decolonizzazione. Una Sicilia indipendente sarà un’Isola-Giardino, o non sarà niente. La nostra Terra non può continuare ad essere quello che è oggi: una colonia delle multinazionali e dei poteri forti di turno. Una Sicilia indipendente deve aprirsi, in modo realistico, anche al mercato globale, che è quello che è: ma sulla base del proprio interesse e dei propri bisogni. Mai più colonia di nessuno!. E l’Italia?. La rifondazione della società siciliana è un momento della rifondazione identitaria e civile dell’Italia stessa. Se, come sostengono fior di scrittori, la Sicilia è l’Italia portata alle estreme conseguenze, se solo conoscendo la Sicilia si capisce l’Italia, se due più due fa quattro, le forze reali del Cambiamento che operano in Sicilia e in Italia non sono due cose separate, ma due cose da confederare nella comprensione della Realtà e nell’Azione per la crescita civile di tutti i Popoli dell’area italiana. Sebbene sia solo da una ristrutturazione euromediterranea e dall’emergere di un inedito “socialismo mediterraneo” che contrapponga alla piratizzazione oligarchica delle risorse la loro socializzazione democratica, che la “Questione Siciliana” potrà essere del tutto risolta e il Popolo Siciliano restituito infine alla sua Sovranità e alla Storia Umana.

L’alternativa è il teatrino della politica vendifumo e vendipatria che dopo aver rovinato la Sicilia con una perdurante “unificazione” violenta, truffaldina, coatta, ignorante, rovinerà anche l’Italia. Vedrete. In mezzo al fumo dello Spettacolo la piratizzazione è cominciata.

Un modello di sviluppo indipendente è la condizione della nostra stessa apertura al Mondo, del nostro “essere-Mondo”. Indipendenza spirituale, culturale, politica, monetaria, bancaria, ferroviaria, aeroportuale, diplomatica…E’ della libertà che stiamo parlando!. Indipendenza solidale con tutti i popoli, a partire da chi sta peggio di noi, perchè non saremo del tutto liberi fin quando tutti i popoli non saranno del tutto liberi.

E’ la nostra Storia, è la nostra Geografia, è la nostra Etica dell’Onore, che ce lo dicono.

Il Popolo Siciliano esiste da 10.000 anni!. Siamo in grado di dimostrarlo in modo rigoroso. Di questa Storia gloriosa, a volte tragica, spesso commovente (per chi la conosce) non siamo solo gli eredi, ma l’intera eredità.

In ogni fase storica la Nazione Siciliana ha assunto una forma specifica. Ovviamente la definizione di “Nazione” -in generale- serve a semplificare la comprensione della Storia, della “lunga durata”. Questo concetto assume contenuto sociale e forme istituzionali differenti nelle diverse epoche: non potrebbe che essere così. E differente è la percezione di sè che i Siciliani hanno elaborato nel corso di una vicenda plurimillenaria, complessa, che presenta però delle invarianti, delle costanti: una di esse è la tendenza, mai del tutto annichilita, all’Indipendenza.

La Nazione Siciliana aristocratica ha scritto, a suo tempo, pagine gloriose. Ma i suoi Re ed i suoi Eroi sono tutti morti, mentre quel che restava del suo essere si è disintegrato nella palude dei gattopardi.

La Nazione Siciliana borghese ha scritto pagine gloriose. Ma le sue Rivoluzioni ed i suoi Eroi sono tutti svaniti. Quel che ne restava si è disintegrato nella palude degli sciacalli.

La Nazione Siciliana dell’avvenire appartiene, in primo luogo, a quel proletariato siciliano che paga oggi i costi più pesanti dello Spettacolo neocoloniale: precarietà della vita ed emigrazione infinita, sradicamento e confusione ideale, prigioniero di una palude sociale marchiata da svuotamento culturale ed alta ricattabilità clientelare. Un nuovo proletariato che, nei sui reparti avanzati, è formato da ingegneri informatici, insegnanti precarizzati, giovani laureati, emigrati che hanno maturato una coscienza della situazione siciliana (e sono migliaia!), intellettuali radicati nei paesi (e sono centinaia!)…Uomini e donne che possono costruire uno stile di vita e determinare scelte politiche sganciate dal carro mortifero di una borghesia parassitaria capace solo di prostituirsi allo Spettacolo neocoloniale. Solo il “popolo profondo” può disarticolare lo Spettacolo neocoloniale e liberare le forze necessarie ad una rinascita civile e politica di un Popolo intero, a rielaborare la lingua materna come nuova lingua di libertà, a riconnettersi con la Terra attraverso una nuova visione dei territori e delle loro mappe.

A riconnettersi col Mondo riconoscendo nell’esercizio della propria libbirtà ri sprixioni il diritto alla libertà di tutti i Popoli, dell’Umanità intera: quell’internazionalismo che è inscritto nel DNA della Storia del Popolo Siciliano e nell’essenza dell’insularità mediterranea. Ovviamente non sarà indifferente l’emergere o meno di nuclei di “borghesia illuminata”, di imprenditori locali con la testa sulle spalle, di conoscitori del mercato e dei meccanismi finanziari… Che si pongano al servizio di una Causa che è anche la loro, diventando “Siciliani al 100%”. Non c’è soluzione alla dipendenza neocoloniale (culturale, bancaria, politica…) se non sulla Via dell’Indipendenza.

Il Popolo Siciliano, liberandosi dalle sue scorie, deve prendere il Potere sulla sua Terra e affermare la propria indivisibile e inalienabile Sovranità!. Perchè nessuno debba più affruntarsi d’essiri sicilianu, perchè nessuno debba più patire un sottosviluppo imposto, sbattersi per un lavoro dignitoso, emigrare in cerca di salvezza civile, vedere frustrata la propria originalità, disseccate le proprie radici, scoraggiate le proprie speranze. Semu un Populu anticu, stamu nta na Terra ricca. Che il Sapere e la Ricchezza vengano socializzati!. Ce n’è per tutti.

Semu simenza. Simenza che non deve essere sprecata. Il Cammino è tracciato, i suoi passi pratici sono quotidiani.

@MARZO 2004. TERRAELIBERAZIONE.

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